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San Bartolomeo particolare Cappella SistinaDobbiamo essere profondamente grati non solo a Pietro ma a ciascuno degli apostoli che hanno pagato con il martirio fino alla fine, cruento o bianco che sia, il loro essere "di Cristo".

Noi siamo Chiesa! Ma non come coloro che usano questa affermazione come slogan per un dissenso sterile, e talvolta adolescenziale, ma piuttosto come coloro che sanno che le proprie radici poggiano su una radicale esperienza di Gesù, comprata a caro prezzo nel sangue. Un'esperienza che respirano e vivono compiutamente nella Chiesa Cattolica.

Infatti l'apostolo, e in particolare Bartolomeo, quali cose maggiori ha visto oltre al fatto che, sin dall'inizio Gesù, conosceva, in forma straordinaria, la sua intimità, i suoi dubbi, i suoi aneliti, le sue "urla" al Cielo?
Ha visto la Vita; ha visto la pienezza del mistero, ha visto la sua personale vita interamente ri-letta, ri-significata, ri-pesata, ri-gustata, nella Vita. Bartolomeo ha visto la sua vita nella Vita.

Ma questo processo "scientifico", di visione della Vita, tipico del dono di Scienza dello Spirito, non poteva non iniziare anzitutto dalla coscienza retta, autentica e non falsa, scrutata da "sotto il fico", in un'azione previa dello Spirito del Signore.
E, poi, non poteva progredire il suo viaggio senza la direzione spirituale, mossa nello stesso Spirito. Grazie a Filippo che gli dice Kerygmaticamente, in Spirito e Potenza, e come una guida: "Vieni e Vedi". Filippo in questo gli fu accompagnatore spirituale.

E così Bartolomeo potè andare oltre un pre-giudizio, per andare oltre Nazareth e vedere, oltre il velo, la potenza di Dio che agisce nella Sapienza umile e nascosta. Sapienza serva e non prepotente.
Retta coscienza ed aiuto ecclesiale che produce un moto: "Vieni" ed uno sguardo "Vedi!" conducendo all'incontro con il Maestro nel vedere "cose maggiori", quelle che nessuna parola è in grado di proferire. Perchè la Vita è inenarrabile nella Sua totalità.

Dunque davanti alla Vita ricevuta, finalmente ricevuta, ha ritenuto doveroso restituire la sua vita, la sua carne, alla Vita vera e farlo con il martirio dello scorticamento. Anche questo scorticamento era figura pallida dello scorticamento interiore di Maria e soprattutto del Suo Maestro, il Rabbì d'Israele, così come lo chiama Bartolomeo.

"Caro Maestro" sembra dire Bartolomeo, dopo gli eventi pasquali, "come posso non farmi scorticare dopo che ho visto il tuo donarti fino alla fine?"

Dunque vedere "cose maggiori di queste" significa, anche, vedere la perla nel campo, il tesoro più grande, che è Cristo e tutto ciò che procede da Lui.
Diventa dunque necesssario, sin da subito, uno scorticamento dell'uomo vecchio, del proprio avido attaccamento alla terra e anche a quei valori fondamentali e pur necessari quali la stima, il rispetto, la salute, il benessere, gli affetti, ecc. Scorticamento che avviene anche nella propria casa ma con l'ottica della Vita non di quel ripiego narcistico che può assumere una visione pagana della Croce, fine a sé stessa. Ogni prova, croce, difficoltà, per quanto ingiusta e per quanto disumana e disumanizzante, ha peso e valore solo se apre alla Speranza e alla Vita del Dio del Terzo giorno. Altrimenti magari cambi direzione, "vieni" ma, purtroppo, non "vedi".

Il discepolo sa che tutte queste cose dolci o amare sono un dono, un bene nel Bene e reputa di gran lunga più pieno e soddisfacente affidarsi totalmente alla pedagogia della provvidenza.
Perché è nella resa alla Provvidenza che si opera la Scienza della conoscenza di Cristo.

Francesco di Assisi, cantò sorella morte solo perché ogni giorno familiarizzò con essa nella visione Scientifica di CristoCosì il discepolo se vuole "vedere cose più grandi... " è chiamato a farsi scorticare da Dio, giorno dopo giorno. Solo in questa consegna e resa, lucida e nella lode effettiva, puoi vedere, finalmente vedere.

In ultimo, San Bartolomeo, è considerato uno dei fondatori della Chiesa Armena.
Chiediamo a questo nostro fratello la grazia della comunione di ogni Chiesa cristiana nel sigillo di Pietro.
Per non rendere vano il martirio degli apostoli e glorificare la tunica non divisa di Cristo.

Paul Freeman