La Biblioteca Apostolica Vaticana riapre con una rinnovata coscienza della propria identità
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Molto è stato scritto e trasmesso in questi ultimi tempi sui lavori di ristrutturazione edile e tecnica della Biblioteca Apostolica Vaticana (Bav) nei tre anni della chiusura agli studiosi. Il discorso è stato molto diversificato ma pur sempre concentrato attorno al tipo di intervento, alle modalità, alla tipologia e alle soluzioni tecniche adottate nella ristrutturazione, e anche alla tempistica degli interventi e alle evidenti novità di alcuni di essi. Sono emerse tuttavia dalla stampa e dalla televisione, nonché dalla corrispondenza tramite e-mail e web, alcune considerazioni che vanno al di là della materialità del fatto tecnico e gestionale. Sono state apprezzate le spiegazioni che io stesso ho ripetutamente fornito relativamente a un disegno generale di ristrutturazione, portato a compimento in un decennio circa; un disegno che si è andato precisando e affinando mano a mano che veniva realizzato. Questa dilatazione nel tempo era necessaria per consentire il reperimento delle risorse e per il fatto che non si voleva interrompere il servizio al pubblico internazionale degli studiosi fedeli alla nostra istituzione.