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Nell'inferno di odio che dilaga nel paese e rende non difficile, ma semplicemente impossibile, parlarsi da una sponda all'altra, non si venga a dire che tutti hanno le stesse responsabilità. Il segretario del Pd Bersani dovrebbe smettere di nascondersi dietro quella che Geminello Alvi ha definito una «fisiognomica brontolante», guardare la realtà in faccia e rimboccarsi le maniche per contrastare con decisione l'esplosione paranoica e parossistica di "superiorità antropologica" che dilaga dalle sue parti e che fa vedere ogni persona onesta e competente che non sta dal lato "giusto" della barricata come un incrocio tra un delinquente e un cretino. Si capisce che, pur di vincere le elezioni, non si voglia rinunciare a un solo voto. Ma questo è un errore, quantomeno se si pretende di voler parlare il linguaggio della verità e di voler fare qualcosa di costruttivo per il paese.
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