Cristo lo definì “il più grande tra i nati da donna”. San Giovanni Battista, il precursore di Gesù, è uno dei santi più venerati nel mondo ed è l’unico di cui la Chiesa celebra il giorno della nascita terrena, il 24 giugno, oltre a quello del martirio (29 agosto). (Vaticannews.va)
Il 24 giugno si festeggia il cosiddetto “Natale estivo”. La Chiesa celebra la festa di tre natività soltanto: quella di Cristo, quella della Madonna e quella del Precursore. Per gli altri Santi, infatti, si festeggia non la loro nascita nella carne, bensì la loro entrata nel Cielo.
San Giovanni Battista occupa quindi senz’altro una posizione eminente nella schiera dei Santi. Secondo la Tradizione è in Paradiso il più alto dopo la Madonna (certo, dobbiamo anche riservare il posto di San Giuseppe!), perché assomiglia di più a Nostro Signore, e perché, anche se non fu preservato come Maria Santissima dal peccato originale, fu purificato e consacrato nel grembo di sua madre Elisabetta nel giorno della Visitazione.
È difficile pronunciare il panegirico di San Giovanni Battista. Cosa possiamo aggiungere di più dopo che Nostro Signore stesso l’ha lodato, dicendo che: “Fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni”?
Mi accontenterò di tre sguardi, tre “istantanee” su Giovanni Battista: contempliamo l’austerità del Profeta nel deserto; la fortezza del Testimone della luce; l’umiltà del Precursore che si scansa davanti a Colui che annuncia.
Primo sguardo: il deserto, l’ascetismo
«Che cosa siete andati a vedere nel deserto?» chiedeva Gesù parlando del Battista. «Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re» (Lc 7,24).
Ecco il primo aspetto della personalità di San Giovanni Battista, quello che ci fa maggiormente impressione: Giovanni nel deserto, l’aria scontrosa, vestito di pelle di cammello, cibandosi di cavallette e di miele selvatico come un orso (cf. Mc 1,6). Che personaggio strabiliante!
Quello che stupisce prima di tutto del più grande di tutti i Profeti è l’austerità della sua vita, il suo amore alla solitudine e il suo spirito di preghiera. A noi che siamo prigionieri della nostra comodità e che ci perdiamo nelle cose vane, San Giovanni Battista viene a ricordare il ruolo del silenzio, del distacco e della mortificazione per ogni anima che vuole darsi a Dio. San Giovanni Crisostomo, quando descrive la vita del Battista, si meraviglia dolorosamente: «Se un uomo di tale santità ha vissuto una vita così austera, come, noi, che crolliamo sotto il peccato, non faremmo la più piccola penitenza?». Che lezione per noi! Il primo predicatore del Vangelo, il più grande testimone della verità, quello che additò la Verità stessa, fu anzitutto un’anima solitaria, distaccata da tutto, che fuggiva i piaceri e le mondanità. Giovanni non frequentò i palazzi dei Re, non fu di quei “predicatori” che cercano prima di tutto di farsi valere, di risplendere nel loro apostolato, e che in realtà non fanno altro che predicare se stessi.
Questo distacco, questa austerità del Battista si vede anche nella sua conversazione. Il primo predicatore del Vangelo non è un chiacchierone. Ciò è paradossale soltanto per coloro che hanno dimenticato che “il silenzio è il padre dei predicatori”. Quando i sacerdoti e i leviti gli chiedono: «Tu, chi sei?», risponde di punto in bianco: «Io non sono il Cristo». «Sei tu Elia?». «Non lo sono». «Sei tu il profeta?». «No». Non si potranno mai abbastanza ammirare la brevità e la semplicità di queste risposte. Sono quelle di un’anima silenziosa che cerca soltanto la verità e che dimentica il proprio interesse. «Est, est. Non, non». “Che il vostro sì sia sì, che il vostro no sia no” (cf. Mt 5,37). San Giovanni Battista è puro e trasparente come il diamante. E del diamante possiede anche la durezza. (Santiebeati.it)
Natività di San Giovanni Battista
NATIVITÀ DI SAN GIOVANNI BATTISTA
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