Il perdurare di conflitti in vaste aree del Continente e la salvaguardia dell'ambiente sono stati i principali temi affrontati dal Consiglio speciale per l'Africa della Segreteria generale del Sinodo dei vescovi, riunitosi per la seconda volta dalla fine dell'assise dell'ottobre scorso.
Martedì 19 e mercoledì 20 gennaio i partecipanti hanno incentrato le riflessioni sull'assenza di pace e concordia in Paesi come Darfur, Somalia, Repubblica Democratica del Congo, Guinea e Madagascar, per cui tutte le istanze ecclesiali in Africa devono impegnarsi, prima di tutto attraverso il sacramento della penitenza e la capacità di perdono, quali condizioni prepolitiche di pacificazione e di concorde convivenza. Urge inoltre evitare di trasformare la teologia in politica - ha commentato l'arcivescovo Nikola Eterovic, segretario generale del Sinodo dei vescovi - portando piuttosto la teologia direttamente nel ministero pastorale concreto.
Per quanto concerne la tematica ambientale, preoccupano l'erosione e la desertificazione di vaste aeree di terra coltivabile, risultato dello sfruttamento e dell'inquinamento atmosferico, mentre emerge il bisogno di forme di produzione agricola e industriale capaci di rispettare la creazione nel far fronte ai bisogni di tutti.
All'introduzione del segretario generale sono seguiti gli interventi dei partecipanti, che hanno riferito circa gli echi positivi dell'Assemblea speciale nei rispettivi Paesi e Chiese particolari. Soffermandosi sui principali problemi, hanno osservato che la Chiesa in diverse nazioni si trova nella necessità di difendere il popolo contro le ingiustizie. La mancanza di pace porta poi la Chiesa a un forte impegno nella mediazione e nell'accoglienza di quanti soffrono le conseguenze delle guerre interne. La riconciliazione continua a essere una sfida per la Chiesa in Africa, la quale deve essere riconciliata in se stessa per diventare credibile nella sua predicazione e nella sua azione sociale. Nel dialogo interreligioso si sta cercando di stabilire vincoli di intesa e collaborazione, soprattutto con l'islam, che è la religione più diffusa nel Continente. Si auspica che i gruppi fondamentalisti siano sempre più sconfessati ed emarginati dai rappresentanti ufficiali dell'islam.
Il Consiglio ha poi studiato le proposizioni del Sinodo in vista di uno schema che serva di base per un ulteriore approfondimento e sviluppo come contributo all'Esortazione apostolica postsinodale, la cui pubblicazione è stata chiesta esplicitamente al Papa nella prima Proposizione. Nei circoli linguistici sono stati redatti due schemi che potranno essere integrati in uno schema unico.
Nella riunione sono stati commemorati monsignor Sarraf, vescovo caldeo del Cairo, morto il 31 dicembre 2009 e il cardinale malgascio Armand Gaétan Razafindratandra, arcivescovo emerito di Antananarivo, morto il 9 gennaio 2010. La messa in San Pietro è stata presieduta dal cardinale Arinze. La prossima riunione si terrà il 27 e il 28 aprile prossimi.
(©L'Osservatore Romano - 24 gennaio 2010)
Pace per l'Africa e salvaguardia del creato
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