Ma cosa vuole dire questa affermazione? Egli forse ti ama “per” la tua attualità di peccato e di disordine?
Certamente no.
Vuole forse dire che ti ama così tanto da confermarti, performarti, nel peccato e nell’errore?
No, questo squalificherebbe la Misericordia.
Noi siamo molto abili nel fare dire a Dio ciò che ci conferma nel baratro. Il buonismo è una delle tante forme di mondanità spirituale.
Noi siamo molto abili nel fare dire a Dio ciò che ci conferma nel baratro. Il buonismo è una delle tante forme di mondanità spirituale.
E, per tale motivo molto, molto simile alla rigidità. Anzi ne è la specularità necessaria.
Dio ti ama non “per” la tua attualità ma “nella” tua attualità. Egli vede oltre la coltre e il fango.
Lui ti ama nel qui ed ora perché vede ciò che realmente sei e ciò che realmente puoi essere camminando nella Grazia.
Per tale motivo Dio giudica, perché l'Amore giudica.
Quando diciamo che Dio ama e non giudica, oltre che dire una cosa profondamente illogica, perché, appunto, l'Amore giudica, affermiamo una profonda idolatria e compiamo un atto satanico. Sì un atto satanico per almeno due motivi: il primo perché giudichiamo noi Dio, il secondo perché non permettiamo a Dio di amarci. Il comando del non giudicare, nel Vangelo è accompagnato al comando del discernimento, perché il giudizio che noi diamo è sovente "stigmatizzante" e, appunto, non vede oltre la coltre del male compiuto o presente, ed è dunque una condanna, senza appello, senza visione di Bene, senza redenzione.
Mentre la Luce, alla cui luce noi vediamo la Luce è proprio un giudizio, ma nella Sua vera essenza che è l'Amore, il cogliere il Bene e il promuovere il Bene. Persino in situazioni innominabili e cristallizzate nell'odierno tempo.
Il nemico invece vuole dire di non giudicare per promuovere la disperazione e la cristallizzazione nel disordine, nella morte, per portarti a sé, nella morte seconda, che non ha fine.
Perché satana invitando al non-giudizio ti vuole creare un habitus auto-ingolfante. Egli che è alla maniera del non-essere vuole portarti lì, in quello stato, in cui tu non sei più tu e non potrai più essere realmente te stesso.
satana, occorre dirlo chiaramente, è il vero nemico del sé, della Persona. Rovina così tanto il tuo triplice orizzonte di relazione, Dio, i fratelli e te stesso, che ti paralizza con il veleno delle sue lusinghe e delle sue catene.
Per tale motivo Dio giudica, perché l'Amore giudica.
Quando diciamo che Dio ama e non giudica, oltre che dire una cosa profondamente illogica, perché, appunto, l'Amore giudica, affermiamo una profonda idolatria e compiamo un atto satanico. Sì un atto satanico per almeno due motivi: il primo perché giudichiamo noi Dio, il secondo perché non permettiamo a Dio di amarci. Il comando del non giudicare, nel Vangelo è accompagnato al comando del discernimento, perché il giudizio che noi diamo è sovente "stigmatizzante" e, appunto, non vede oltre la coltre del male compiuto o presente, ed è dunque una condanna, senza appello, senza visione di Bene, senza redenzione.
Mentre la Luce, alla cui luce noi vediamo la Luce è proprio un giudizio, ma nella Sua vera essenza che è l'Amore, il cogliere il Bene e il promuovere il Bene. Persino in situazioni innominabili e cristallizzate nell'odierno tempo.
Il nemico invece vuole dire di non giudicare per promuovere la disperazione e la cristallizzazione nel disordine, nella morte, per portarti a sé, nella morte seconda, che non ha fine.
Perché satana invitando al non-giudizio ti vuole creare un habitus auto-ingolfante. Egli che è alla maniera del non-essere vuole portarti lì, in quello stato, in cui tu non sei più tu e non potrai più essere realmente te stesso.
satana, occorre dirlo chiaramente, è il vero nemico del sé, della Persona. Rovina così tanto il tuo triplice orizzonte di relazione, Dio, i fratelli e te stesso, che ti paralizza con il veleno delle sue lusinghe e delle sue catene.
Dobbiamo stare severamente attenti a non sbeffeggiare la Misericordia di Dio perché essa muove a conversione non a ristagno del male, non a strutturazione in un habitus negativo che performa nel vizio; la Misericordia non consolida nell’errore.
Il Padre guarda all’Immagine che, per quanto persa nella sua operatività di "somigliare" (la “Somiglianza” che non aderisce più all’Immagine secondo l'interpretazione della sapienza medievale) è intangibile e, sempre, e nella sua essenza, è potenzialmente bella perché parla la nostalgia di casa e della pienezza dell’essere.
Quando Cristo dice: ‘‘Misericordia io voglio e non sacrificio'' (Mt. 9,13) sta dicendo “Misericordia io dono”, cioè Egli dona e porta alla Giustizia.
Perché la Giustizia, per Dio, non è il merito o la giustizia retributiva ma la Giustizia della ri-creazione alla statura di Cristo. È bellezza pienamente armonica.
Cristo esorta ad un movimento («“Va’” e non peccare più» - Gv. 8,11) cioè ha fiducia nel buono e nel bello che tu, con Lui e la Sua grazia, puoi compiere.
Egli dice infatti “.. non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori” (Mt. 9,13).
E a cosa li chiama, a rimanere peccatori?
A rimanere invischiati nel disordine?
Egli li immerge in un movimento che parte da Dio.
Dio che scende, si incarna, e ti abbraccia con le tue scorie (tutte, ma proprio tutte) per poterle togliere.
Ti abbraccia con le tue cecità per poterti illuminare.
Ti stringe a sé con le tue povertà e nudità per rivestirti di Grazia.
Ti ricrea. (πορεύου Gv. 8,11 BYZ)
Ti assolve, ti purifica e ti ri-crea.
Egli fonda la tua auto-stima.
Egli risana i tuoi ordini di relazione e dunque ti fa essere, finalmente, Persona.
Egli risana i tuoi ordini di relazione e dunque ti fa essere, finalmente, Persona.
Egli crede in te e nel bene che puoi compiere.
Ti giudica degno del bene, perché sei nato per compierlo.
E inviandoti, come un comando divino che fa essere ciò che chiede (“Misericordia io voglio e dunque dono”), Egli ti immette nel circuito buono della vita, quella Vita che ti sei negato peccando.
Lo Spirito urge nei nostri cuori e crea un movimento, un cammino teleologico verso i tempi ultimi. Per tale motivo il “va’” alla donna adultera non investe solo il singolo ma l’intera Chiesa proiettata verso i tempi ultimi.
La Misericordia muove alla Evangelizzazione, alla Chiesa responsabilmente in uscita.Una Chiesa che non prta ideologie ma porta la salvezza che ha ricevuto e di cui è custode disappropriata.
La Chiesa non esce alla cieca ma esce con i suoi Photismoi, illuminati, poveri e guariti dalla Grazia.
Essa porta ciò che non è suo perché sia per molti.
Portando la Misericordia non porta le sue isterie, i suoi accomodamenti, ma il Vangelo in Spirito e potenza.
In tal senso – per paradosso ma realtà esistenziale – l’inferno è scelta permessa (e non voluta) dell'Amore: Dio riconosce la tua intangibile libertà come gesto supremo di Amore e quindi di giudizio. Una libertà, la tua, che sceglie, liberamente appunto, e quindi sei tu che "ti giudichi", ponendoti in una condizione di disordine, di non far aderire la Similitudine all'Immagine, ed è questa la pena eterna.
Non di luogo, non di spazio ma di disordine confermato.
Come fiamma che non si consuma e non trova riposo, essendo noi fatti per Dio e cercando altro. Per tale motivo ci è dato un tempo e non è bene illuderci, né illudere i fratelli e le sorelle. Tanti piccole mancanze creano struttura e intorpidimento e ci si accomoda nella bugia dell'ideologia e della ribellione adolescenziale perenne. Odiando. Odiando Dio, odiando i fratelli e odiando ancor prima sé stessi.
L’inferno, dunque, è colmo di buonismo (e del suo simile “la rigidità”) perché tale deformazione non muove a vita nuova, a guarire, a cambiare, non si fa ritmare dal “Va’ e non peccare più” ma dalla menzogna “rimani ciò che sei attualmente perché Dio amerà il tuo abbrutimento”.
Ma non si può chiamare Dio alla menzogna che invece è proprietà del nemico: “Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna.” (Gv. 8,44)
Non illudiamoci dunque e non illudiamo i fratelli con la menzogna: Dio ti ama come sei perché vede chi realmente sei e chi realmente puoi essere non ciò che sei diventato avvoltolato nel fango delle terme della vanità.
Ed è questa la Buona notizia che col dito di Dio ora ti tocca, ti risana, ti ri-crea e ti muove a conversione. E così avvenga.
PiEffe
vd anche
Neanche Io ti condanno, va’ e non peccare più - senza la Giustizia la Misericordia non compie se stessa
PiEffe
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