Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Rassegna stampa cattolica
particolare mano Cristo Caravaggio creazione adamo Michelangelo bigMa cosa vuole dire questa affermazione?
Egli forse ti ama “per” la tua attualità di peccato e di disordine?
Certamente no.

Vuole forse dire che ti ama così tanto da confermarti, performarti, nel peccato e nell’errore?
No, questo squalificherebbe la Misericordia.
Noi siamo molto abili nel fare dire a Dio ciò che ci conferma nel baratro. Il buonismo è una delle tante forme di mondanità spirituale.
E, per tale motivo molto, molto simile alla rigidità. Anzi ne è la specularità necessaria.

Dio ti ama non “per” la tua attualità ma “nella” tua attualità. Egli vede oltre la coltre e il fango.
Lui ti ama nel qui ed ora perché vede ciò che realmente sei e ciò che realmente puoi essere camminando nella Grazia.
Per tale motivo Dio giudica, perché l'Amore giudica.

Quando diciamo che Dio ama e non giudica, oltre che dire una cosa profondamente illogica, perché, appunto, l'Amore giudica, affermiamo una profonda idolatria e compiamo un atto satanico. Sì un atto satanico per almeno due motivi: il primo perché giudichiamo noi Dio, il secondo perché non permettiamo a Dio di amarci. Il comando del non giudicare, nel Vangelo è accompagnato al comando del discernimento, perché il giudizio che noi diamo è sovente "stigmatizzante" e, appunto, non vede oltre la coltre del male compiuto o presente, ed è dunque una condanna, senza appello, senza visione di Bene, senza redenzione.
Mentre la Luce, alla cui luce noi vediamo la Luce è proprio un giudizio, ma nella Sua vera essenza che è l'Amore, il cogliere il Bene e il promuovere il Bene. Persino in situazioni innominabili e cristallizzate nell'odierno tempo.

Il nemico invece vuole dire di non giudicare per promuovere la disperazione e la cristallizzazione nel disordine, nella morte, per portarti a sé, nella morte seconda, che non ha fine.
Perché satana invitando al non-giudizio ti vuole creare un habitus auto-ingolfante. Egli che è alla maniera del non-essere vuole portarti lì, in quello stato, in cui tu non sei più tu e non potrai più essere realmente te stesso.
satana, occorre dirlo chiaramente, è il vero nemico del sé, della Persona. Rovina così tanto il tuo triplice orizzonte di relazione, Dio, i fratelli e te stesso, che ti paralizza con il veleno delle sue lusinghe e delle sue catene.

Dobbiamo stare severamente attenti a non sbeffeggiare la Misericordia di Dio perché essa muove a conversione non a ristagno del male, non a strutturazione in un habitus negativo che performa nel vizio; la Misericordia non consolida nell’errore.

Il Padre guarda all’Immagine che, per quanto persa nella sua operatività di "somigliare" (la “Somiglianza” che non aderisce più all’Immagine secondo l'interpretazione della sapienza medievale) è intangibile e, sempre, e nella sua essenza, è potenzialmente bella perché parla la nostalgia di casa e della pienezza dell’essere.

Quando Cristo dice: ‘‘Misericordia io voglio e non sacrificio'' (Mt. 9,13) sta dicendo “Misericordia io dono”, cioè Egli dona e porta alla Giustizia.
Perché la Giustizia, per Dio, non è il merito o la giustizia retributiva ma la Giustizia della ri-creazione alla statura di Cristo. È bellezza pienamente armonica.
Cristo esorta ad un movimento («“Va’” e non peccare più» - Gv. 8,11) cioè ha fiducia nel buono e nel bello che tu, con Lui e la Sua grazia, puoi compiere.
Egli dice infatti “.. non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori” (Mt. 9,13).

E a cosa li chiama, a rimanere peccatori?
A rimanere invischiati nel disordine?
Egli li immerge in un movimento che parte da Dio.
Dio che scende, si incarna, e ti abbraccia con le tue scorie (tutte, ma proprio tutte) per poterle togliere.
Ti abbraccia con le tue cecità per poterti illuminare.
Ti stringe a sé con le tue povertà e nudità per rivestirti di Grazia.
Ti ricrea. (πορεύου Gv. 8,11 BYZ)
Ti assolve, ti purifica e ti ri-crea.
Egli fonda la tua auto-stima.
Egli risana i tuoi ordini di relazione e dunque ti fa essere, finalmente, Persona.
Egli crede in te e nel bene che puoi compiere.
Ti giudica degno del bene, perché sei nato per compierlo.
E inviandoti, come un comando divino che fa essere ciò che chiede (“Misericordia io voglio e dunque dono”), Egli ti immette nel circuito buono della vita, quella Vita che ti sei negato peccando.

Lo Spirito urge nei nostri cuori e crea un movimento, un cammino teleologico verso i tempi ultimi. Per tale motivo il “va’” alla donna adultera non investe solo il singolo ma l’intera Chiesa proiettata verso i tempi ultimi.
Michelangelo Caravaggio Conversione di MatteoLa Misericordia muove alla Evangelizzazione, alla Chiesa responsabilmente in uscita.
Una Chiesa che non prta ideologie ma porta la salvezza che ha ricevuto e di cui è custode disappropriata.

La Chiesa non esce alla cieca ma esce con i suoi Photismoi, illuminati, poveri e guariti dalla Grazia.
Essa porta ciò che non è suo perché sia per molti.
Portando la Misericordia non porta le sue isterie, i suoi accomodamenti, ma il Vangelo in Spirito e potenza.

In tal senso – per paradosso ma realtà esistenziale – l’inferno è scelta permessa (e non voluta) dell'Amore: Dio riconosce la tua intangibile libertà come gesto supremo di Amore e quindi di giudizio. Una libertà, la tua, che sceglie, liberamente appunto, e quindi sei tu che "ti giudichi", ponendoti in una condizione di disordine, di non far aderire la Similitudine all'Immagine, ed è questa la pena eterna.
Non di luogo, non di spazio ma di disordine confermato.
Come fiamma che non si consuma e non trova riposo, essendo noi fatti per Dio e cercando altro. Per tale motivo ci è dato un tempo e non è bene illuderci, né illudere i fratelli e le sorelle. Tanti piccole mancanze creano struttura e intorpidimento e ci si accomoda nella bugia dell'ideologia e della ribellione adolescenziale perenne. Odiando. Odiando Dio, odiando i fratelli e odiando ancor prima sé stessi.

L’inferno, dunque, è colmo di buonismo (e del suo simile “la rigidità”) perché tale deformazione non muove a vita nuova, a guarire, a cambiare, non si fa ritmare dal “Va’ e non peccare più” ma dalla menzogna “rimani ciò che sei attualmente perché Dio amerà il tuo abbrutimento”.

Ma non si può chiamare Dio alla menzogna che invece è proprietà del nemico: “Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna.” (Gv. 8,44)

Non illudiamoci dunque e non illudiamo i fratelli con la menzogna: Dio ti ama come sei perché vede chi realmente sei e chi realmente puoi essere non ciò che sei diventato avvoltolato nel fango delle terme della vanità.

Ed è questa la Buona notizia che col dito di Dio ora ti tocca, ti risana, ti ri-crea e ti muove a conversione. E così avvenga.

PiEffe

vd anche
Neanche Io ti condanno, va’ e non peccare più - senza la Giustizia la Misericordia non compie se stessa