Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
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Dalla prima lettura del giorno: Is 35,4-7a".. Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi."
La Parola di Dio è un dono ed un impegno di Dio
e un impegno di ciascuno.
Occorre pregare sempre per i nostri fratelli atei, per i fratelli lontani e persino per gli anticlericali.
Sebbene siamo tenuti, per dovere battesimale, a dare le ragioni della nostra speranza, senza sconti e senza "diluizioni" mondane, abbiamo ancor prima il dovere di chiedere luce e guarigione per chi è nemico o per chi è lontano da Cristo.
Se non altro per restituzione.
Perché chi ha avuto il dono della fede sa bene,
se è onesto fino in fondo,
che in ognuno di noi si cela
un "nemico" di Cristo,
un "ateo",
un "giuda",
un "eretico".
Con la stessa grazia con cui siamo stati guariti
abbiamo il dovere di chiedere il dono della guarigione
per ogni menomazione del cuore e della mente
ed ogni paralisi dell'anima.
e un impegno di ciascuno.
Occorre pregare sempre per i nostri fratelli atei, per i fratelli lontani e persino per gli anticlericali.
Sebbene siamo tenuti, per dovere battesimale, a dare le ragioni della nostra speranza, senza sconti e senza "diluizioni" mondane, abbiamo ancor prima il dovere di chiedere luce e guarigione per chi è nemico o per chi è lontano da Cristo.
Se non altro per restituzione.
Perché chi ha avuto il dono della fede sa bene,
se è onesto fino in fondo,
che in ognuno di noi si cela
un "nemico" di Cristo,
un "ateo",
un "giuda",
un "eretico".
Con la stessa grazia con cui siamo stati guariti
abbiamo il dovere di chiedere il dono della guarigione
per ogni menomazione del cuore e della mente
ed ogni paralisi dell'anima.
Natività di Maria, la Donna.
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Per questo oggi rendiamo lode a Dio per averci donato Maria. Perché lei è il prototipo della bellezza di una creatura che ascolta, vede e gusta e decide nello Spirito di Dio. In un momento di rivendicazione di diritti, di salute, di femminilità e di scelta di maternità... Maria si erge come diritto e dovere della donna di essere per Dio in Cristo; a servizio e aperti alla vita.
Affida al Signore la tua via
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Dal Salmo 36 della liturgia del giorno:"Affida al Signore la tua via,
confida in lui ed egli agirà"
La Fede è un dono che comporta un altro dono mirabile:
schiude il cuore di Dio! Anzi, lo rivela.
La Luce illumina e scalda,
l'acqua irrora e rende feconda ogni cosa,
il vento leggero rinfresca e parla al cuore.
Nei nostri tempi ego-centrati, riteniamo la fede una "forza" ed una "capacità" nostra e nel contempo riteniamo di poter piegare Dio ai nostri capricci e alle nostre visioni, spesso isteriche.
Invece chi accoglie il dono della fede, e lo coltiva, ottiene quello che è sopra ogni speranza ed attesa: Dio agisce, compie, regna.
Comprende che "il braccio di Dio non si è accorciato";
non smette, Egli, di agire con potenza, ma l'Altissimo agisce nella logica di Betlemme e di Nazareth, che sostiene e governa l'Universo ed ogni suo respiro...
La Luce illumina e scalda,
l'acqua irrora e rende feconda ogni cosa,
il vento leggero rinfresca e parla al cuore.
Nei nostri tempi ego-centrati, riteniamo la fede una "forza" ed una "capacità" nostra e nel contempo riteniamo di poter piegare Dio ai nostri capricci e alle nostre visioni, spesso isteriche.
Invece chi accoglie il dono della fede, e lo coltiva, ottiene quello che è sopra ogni speranza ed attesa: Dio agisce, compie, regna.
Comprende che "il braccio di Dio non si è accorciato";
non smette, Egli, di agire con potenza, ma l'Altissimo agisce nella logica di Betlemme e di Nazareth, che sostiene e governa l'Universo ed ogni suo respiro...
Se il mio braccio è incapace
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Dal Vangelo del giorno Lc. 5,1-1:"... ma sulla tua parola getterò le reti".
Se il mio braccio è incapace di gettare la rete, Signore,
rafforzalo;
se il mio braccio è avaro nel gettare la rete, Signore,
rendilo generoso;
se il mio braccio è infermo nel gettare la rete, Signore,
rendilo sano;
se il mio braccio è pauroso nel gettare la rete, Signore,
rendilo audace;
se io sono malato e infermo, Signore,
gettami tu con la tua rete,
se il mio cuore è piccolo e piegato su di sé, Signore,
aprilo nell'orizzonte dei tuoi occhi.
Amen.
rendilo generoso;
se il mio braccio è infermo nel gettare la rete, Signore,
rendilo sano;
se il mio braccio è pauroso nel gettare la rete, Signore,
rendilo audace;
se io sono malato e infermo, Signore,
gettami tu con la tua rete,
se il mio cuore è piccolo e piegato su di sé, Signore,
aprilo nell'orizzonte dei tuoi occhi.
Amen.
La tifoseria è una maniera semplice e tutta carnale di distrarsi dal seguire il Signore
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Dalla prima lettura del giorno 1Cor 3,1-9:"..Quando uno dice: «Io sono di Paolo», e un altro: «Io sono di Apollo», non vi dimostrate semplicemente uomini? Ma che cosa è mai Apollo? Che cosa è Paolo? Servitori, attraverso i quali siete venuti alla fede, e ciascuno come il Signore gli ha concesso.
Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere. Sicché, né chi pianta né chi irri
ga vale qualcosa, ma solo Dio, che fa crescere. Chi pianta e chi irriga sono una medesima cosa: ciascuno riceverà la propria ricompensa secondo il proprio lavoro. Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio."
La tifoseria è una maniera semplice e tutta carnale di distrarsi dal seguire il Signore. Carnale e talvolta lussuriosa - anche in persone castissime, spiritualissime, devotissime - perché sposta l'attenzione del cuore da Cristo al proprio "idolo".
Mendicando autostima per identificazione.
Tuttavia Dio non è geloso che un suo collaboratore riceva stima e plauso, come non lo è un genitore verso il proprio figlio ma soprattutto è geloso di noi; ci tiene a ciascuno di noi.
Non vuole, per il nostro autentico bene, che confondiamo il vaso dal vasaio, il fondamento di ogni bene e gioia da una scintilla. Compito della scintilla di luce è richiamare ciascuno alla luce vera; luce che scalda ed illumina e porta alla vera crescita e fecondità del cuore.
Compito del collaboratore è ripetere con parola e gesti:
"non a noi Signore, non a noi, ma la Tuo Nome dà gloria!"
La tifoseria è una maniera semplice e tutta carnale di distrarsi dal seguire il Signore. Carnale e talvolta lussuriosa - anche in persone castissime, spiritualissime, devotissime - perché sposta l'attenzione del cuore da Cristo al proprio "idolo".
Mendicando autostima per identificazione.
Tuttavia Dio non è geloso che un suo collaboratore riceva stima e plauso, come non lo è un genitore verso il proprio figlio ma soprattutto è geloso di noi; ci tiene a ciascuno di noi.
Non vuole, per il nostro autentico bene, che confondiamo il vaso dal vasaio, il fondamento di ogni bene e gioia da una scintilla. Compito della scintilla di luce è richiamare ciascuno alla luce vera; luce che scalda ed illumina e porta alla vera crescita e fecondità del cuore.
Compito del collaboratore è ripetere con parola e gesti:
"non a noi Signore, non a noi, ma la Tuo Nome dà gloria!"