La Sapienza del triduo Pasquale
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"Fratelli, Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo."
Senza la Croce di Cristo, preludio al
silenzio del sabato santo e alla gloria della Resurrezione, l'uomo non entra nella sapienza.
Senza il mistero di questi tre giorni l'uomo non ragiona bene.
Non è la ragione ad essere corrotta dal peccato ma la nostra capacità di entrare in essa a piene mani.
L'uomo si obnubila e si "incarta" da se stesso.
Pensando di essere sapiente - senza la croce - è immerso nella stoltezza.
Senza il mistero di questi tre giorni tu sei un mistero a te stesso e non porti né gioia né bene sociale, né vero progresso.
Pertanto qualunque sia il tuo posto nel mondo, da piccolo a grande, da semplice o "potente", da cittadino o da responsabile primo della cosa pubblica,
fatti illuminare da Cristo morto veramente in croce, veramente disceso agli inferi, veramente e gloriosamente Risorto.
Nel tuo silenzio amante davanti alla croce sta la salvezza.
Senza il mistero di questi tre giorni l'uomo non ragiona bene.
Non è la ragione ad essere corrotta dal peccato ma la nostra capacità di entrare in essa a piene mani.
L'uomo si obnubila e si "incarta" da se stesso.
Pensando di essere sapiente - senza la croce - è immerso nella stoltezza.
Senza il mistero di questi tre giorni tu sei un mistero a te stesso e non porti né gioia né bene sociale, né vero progresso.
Pertanto qualunque sia il tuo posto nel mondo, da piccolo a grande, da semplice o "potente", da cittadino o da responsabile primo della cosa pubblica,
fatti illuminare da Cristo morto veramente in croce, veramente disceso agli inferi, veramente e gloriosamente Risorto.
Nel tuo silenzio amante davanti alla croce sta la salvezza.
L'apologetica è un dovere battesimale
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Dalla prima lettura della S. Messa del giorno : Ger 1,17-19"Tu, stringi la veste ai fianchi,
àlzati e di’ loro tutto ciò che ti ordinerò;
non spaventarti di fronte a loro...
Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno,
perché io sono con te per salvarti."
Ci si dimentica troppo spesso che l'Apologetica è un dovere battesimale.
Apologetica e non soggettivismo.
Il soggettivismo non è solo un frutto dei nostri tempi ego-centrati ma anche di coloro che si sentono "investiti" dall'alto con compiti speciali, rivelazioni private, carismatiche intuizioni, ecc, in cui alla fine il protagonista non è Dio ma il proprio ego; a garantirsi l'autostima.
L'Apologetica invece è un dono, una chiamata ed un mandato; ed è radicato nel battesimo. E necessita sempre di una conferma di Pietro e degli Apostoli.
C'è chi la farà con la Parola, c'è chi la fara con il silenzio umile facendo parlare chi ne ha il dono, come dice Pascal.
C'è chi la farà con la testimonianza di una vita.
C'è chi la farà con il sorriso.
Chi con il richiamo e chi con l'abbraccio.
Ma sempre ed ovunque nel nome e nella potenza di Gesù e sempre come Chiesa.
Sempre per amore dell'Amore.
Questo è "l'annuncio in Spirito e Potenza".
Il cristiano, cioè colui che incontrato Gesù e coltiva per dono e grazia l'intimità con Lui, non può non essere apologeta.
Ne va della sua salvezza prima ancora di quella dei fratelli.
Salvezza che è anzitutto realizzazione piena, compiuta e gioiosa della sua esistenza.
Perché chi annuncia e condivide la speranza che ha nel cuore fa fiorire tutta la sua umanità.
Come Maria, come Giuseppe.
Ci si dimentica troppo spesso che l'Apologetica è un dovere battesimale.
Apologetica e non soggettivismo.
Il soggettivismo non è solo un frutto dei nostri tempi ego-centrati ma anche di coloro che si sentono "investiti" dall'alto con compiti speciali, rivelazioni private, carismatiche intuizioni, ecc, in cui alla fine il protagonista non è Dio ma il proprio ego; a garantirsi l'autostima.
L'Apologetica invece è un dono, una chiamata ed un mandato; ed è radicato nel battesimo. E necessita sempre di una conferma di Pietro e degli Apostoli.
C'è chi la farà con la Parola, c'è chi la fara con il silenzio umile facendo parlare chi ne ha il dono, come dice Pascal.
C'è chi la farà con la testimonianza di una vita.
C'è chi la farà con il sorriso.
Chi con il richiamo e chi con l'abbraccio.
Ma sempre ed ovunque nel nome e nella potenza di Gesù e sempre come Chiesa.
Sempre per amore dell'Amore.
Questo è "l'annuncio in Spirito e Potenza".
Il cristiano, cioè colui che incontrato Gesù e coltiva per dono e grazia l'intimità con Lui, non può non essere apologeta.
Ne va della sua salvezza prima ancora di quella dei fratelli.
Salvezza che è anzitutto realizzazione piena, compiuta e gioiosa della sua esistenza.
Perché chi annuncia e condivide la speranza che ha nel cuore fa fiorire tutta la sua umanità.
Come Maria, come Giuseppe.
Attenzione alle ideologie, false dottrine del nemico dell'uomo
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Dalla prima lettura del giorno: 2Ts 2,1-3.13-17"Fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete appreso sia dalla nostra parola sia dalla nostra lettera."
Il grande menzognero, il nemico dell'uomo e di Dio, sin dall'inizio ha cercato di confondere, disturbare e, peggio ancora, diluire il messaggio di Cristo consegnato a Pietro ed agli apostoli con false dottrine.
False dottrine ripetutamente uguali e ritmate dal fai-da-te.
Nella storia queste dottrine false si sono succedute con il veleno del peccato originale. Peccato padre di ogni soggettivismo.
In età moderna si sono "generate" nell'etica laica con le moderne ideologie che conosciamo e che scimmiottano la Bibbia garantendo una paradiso senza Dio in cui l'uomo è principio e fine di se stesso.
Un vero e proprio delirio e negazione della ragione e della realtà e, soprattutto, della gioia.
Queste moderne ideologie hanno, da tempo, cercato di infiltrarsi anche nella comunità cristiana con la loro fascinoscità e facendo leva sulla nostra natura ferita di perenni adolescenti immaturi.
Ma noi non colpestiamo né la Parola, né la Tradizione, né Pietro, né gli Apostoli e chiediamo a Dio di rimanere saldi nella fede.
Ogni giorno.
Nella storia queste dottrine false si sono succedute con il veleno del peccato originale. Peccato padre di ogni soggettivismo.
In età moderna si sono "generate" nell'etica laica con le moderne ideologie che conosciamo e che scimmiottano la Bibbia garantendo una paradiso senza Dio in cui l'uomo è principio e fine di se stesso.
Un vero e proprio delirio e negazione della ragione e della realtà e, soprattutto, della gioia.
Queste moderne ideologie hanno, da tempo, cercato di infiltrarsi anche nella comunità cristiana con la loro fascinoscità e facendo leva sulla nostra natura ferita di perenni adolescenti immaturi.
Ma noi non colpestiamo né la Parola, né la Tradizione, né Pietro, né gli Apostoli e chiediamo a Dio di rimanere saldi nella fede.
Ogni giorno.
La tirannia delle ideologie e del moralismo
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Dal Vangelo del giorno Mt. 23, 13-22:".. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare."
Troppo facilmente e
con mentalità perfettamente allineata al peccato originale si interpreta questa parola riferita alle guide e ai pastori ipocriti che vivono di palesi contraddizioni.
Tuttavia Gesù non condanna una categoria ma condanna il moralismo che è tutt'altro di un cammino morale.
Anzi è l'anticamera dell'immoralità.
Il moralismo a sua volta è figlio dell'ideologia.
Che sorpresa allora scoprire che questa Parola è indirizzata a moltissimi laici, ai costruttori di ideologie di ogni tempo i quali, con il veleno delle loro contraddizioni, laiciste e tutt'altro che laiche, scandalizzano i piccoli, le anime che realmente cercano e potrebbero incontrare il Signore. E così questi "farisei di ogni tempo", questi idolatri di se stessi e del vitello d'oro della loro ideologia, che si beano di parole come "democrazia, tolleranza, laicità" non entrano nel Regno (né potrebbero), né fanno entrare gli altri.
Tuttavia Gesù non condanna una categoria ma condanna il moralismo che è tutt'altro di un cammino morale.
Anzi è l'anticamera dell'immoralità.
Il moralismo a sua volta è figlio dell'ideologia.
Che sorpresa allora scoprire che questa Parola è indirizzata a moltissimi laici, ai costruttori di ideologie di ogni tempo i quali, con il veleno delle loro contraddizioni, laiciste e tutt'altro che laiche, scandalizzano i piccoli, le anime che realmente cercano e potrebbero incontrare il Signore. E così questi "farisei di ogni tempo", questi idolatri di se stessi e del vitello d'oro della loro ideologia, che si beano di parole come "democrazia, tolleranza, laicità" non entrano nel Regno (né potrebbero), né fanno entrare gli altri.
Il coraggio della fedeltà matrimoniale
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Ef. 5, 21-32 - seconda lettura della XXI domenica TO anno B:"Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!"
Senza il continuo coltivare il "riferimento a Cristo e alla Chiesa" il matrimonio perde sapore e colore e tradisce se stesso.
Il trovare un altro partner è l'epilogo di un tradimento a monte dei propri fondamenta.
Invece essere sposati è un'arte.
Come ogni arte necessita di amore e di passione,
di fedeltà e disciplina, di sacrificio e di coraggio.
Questo perché si possano raccogliere frutti di gioia e fecondità.
Invece essere sposati è un'arte.
Come ogni arte necessita di amore e di passione,
di fedeltà e disciplina, di sacrificio e di coraggio.
Questo perché si possano raccogliere frutti di gioia e fecondità.