Perché pregare il mattino presto
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"Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni." (Sl. 90,14)
Il perchè pregare presto al mattino te lo dice la Parola stessa
che ti conosce più di quanto tu ti conosca
e ti porta dove tu, da solo, non andresti mai.
Ascoltare è mettere in pratica
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«Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica» (Dal Vangelo del giorno, Lc 8, 19-21)
Per l'uomo della Bibbia, l'uomo e la donna di Dio,
ascoltare e mettere in pratica non sono due momenti separabili
ma retorica descrittiva, e rafforzativa,
di un unico gesto di amore
che trova nell'Amore la sua stessa ragione d'essere.
".. perché chi entra veda la Luce"
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".. perché chi entra veda la Luce"
(Dal Vangelo del giorno, Lc 8,16-18)
Indegnamente, radicalmente indegni,
siamo Teofori, portatori di Luce.
Di quella Luce che ci ha investito
con la Sua Bellezza.
Non tratteniamola
e ridoniamola con tutte le opere di Misericordia
per non essere trovati ladri e mancanti.
Induriti e sterili.
Perché la Luce non è nostra
e deve circolare.
"Se uno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti"
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"Se uno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti" (Mc. 9,35)
Francesco di Assisi, il santo della minorità, aveva ben compreso che l'essere "minore" è una condizione dinamica non statica.
C'è sempre qualcuno di cui essere minore, servo.
C'è sempre una situazione in cui si è chiamati a servire.
La minorità non smette mai di cercare l'ultimo posto.
E quando non le è possibile, vive con il massimo distacco ogni "prestigio e ogni onore" non considerando il "privilegio" come un diritto ma come un regalo e, nel contempo, cerca di condividere questo regalo con i fratelli.
La minorità infatti ha ben presente che l'unico prestigio è appartenere a Cristo.
I figli della Sapienza
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«A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”.
Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli» (Lc 7, 31-35)