Sant'Elena
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Sant'Elena ebbe un ruolo fondamentale, forse è stata lei a contribuire alla conversione, poco prima di morire, del figlio. (santiebeati.it)
L'epoca costantiniana, con luci ed ombre, dev'essere forse recuperata e rivalutata. Troppo spesso si guarda ad essa, almeno in alcune aree del cattolicesimo, non scevre da neo manicheismo, di sinistra o di destra, come momento di Teologia Politica e degrado della purezza delle origini. Della commistione di Chiesa e potere, comunque nefasta. In ogni tempo.
Forse, anche quest'epoca, come altre, è stata strumento della Provvidenza, in parte consapevole, di innestare le radici della Chiesa.
Non solo quelle mondane, che mutano e di cui è bene scrollare di dosso le miserie, ma quelle più autentiche e più profonde che non mutano con il tempo.
Riconciliarsi con la storia e vederla con uno sguardo attento ma anche sapiente ci aiuta (sia nella storia personale che macroscopica) a cogliere la comunque presente mano della Provvidenza e a non disprezzare la mano del Padre presente in essa, seppur a volte velata dalla ferita e dal peccato dell'uomo.
Ovvio che questo sguardo è prima che un atto della volontà ed una scelta, un dono, da chiedere sempre.
Non vive di nostalgie ma di claritudine.
Sapiente, a tal proposito, la testimonianza di Claudia Koll ad una vecchia intervista: "Come vede ora il suo passato di attrice erotica?",
rispose Claudia Koll: "Con tenerezza".
Con tenerezza, non con giustificazione.
Rompere con il peccato ma non con il bene seminato nella storia, personale e comunitaria, microscopica e macroscopica, fatto anche di aneliti e richieste disordinate, che necessitano di essere orientate dalla grazia e dalla disciplina nella grazia,
è uno dei modi per Lodare Dio e riconoscere che Egli Regna,
nonostante noi.
E auguri di cuore di Buon onomastico a mia moglie Elena Francesca, alla nostra piccola Maria Elena e a tutte coloro che portano questo glorioso e meraviglioso nome.
Forza care donne aiutate la conversione di ogni Costantino presente nei vostri passi.
".. vi sono eunuchi che.. si sono resi tali per il regno dei cieli"
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Almeno cinque punti:
1 - Occorre avere "conosciuto" il "Regno dei Cieli" tramite chiamata, gusto, desiderio, internalizzazione e prospettiva
2 - Occorre essere "virili", altrimenti perché ci si fa eunuchi?
3 - Visto il contesto della pericope non riguarda solo i "celibi" o i vergini ma anche i coniugati, nel rispetto della loro chiamata procreativa ed unitiva. No ad ogni forma di adulterio, fisico, mentale, distrattivo.
4 - È vero si parla di eunuchi ma le donne non sono esentate dalla chiamata, al gusto, al desiderio ed alla prospettiva del Regno. Sia come Vergini che come Spose. Secondo la loro specifica bellezza ed unicità. Per le donne la virilità non significa che debbano essere "amazzoni ferite" o dei maschi con l'apparato genitale e riproduttivo femminile, ma che debbono/possono essere nella pienezza consapevole della loro integrità femminile e potenzialità psico-fisica, nonché spirituale. Per il Regno.
5 - Tra i vergini ve ne sono alcuni ed alcune che, pur volendo e potendo, con più o meno consapevolezza, non hanno trovato la compagna o il compagno. O che hanno subito un lutto esperienziale ed un abbandono. Tale parola illumina anche loro purché il Regno dei Cieli rimanga il fondamento e la fonte della loro condizione.
“Caro salutis est cardo” (*)
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Ma se la Sua venuta nella Carne è stato pensiero di Dio dall'Eternità
Ma se la Sua Venuta nella carne è stata oggetto e visione dei Patriarchi, dei Padri e dei Profeti
Ma se il Verbo si è fatto carne
nel seno di Maria,
Se Egli si è donato con la Sua vita nascosta a Nazareth
e, poi, apertamente, per le strade con la predicazione
Se Egli ci ha donato di vedere il Padre
Se Egli si è donato con l'Eucarestia
Se Egli ha sofferto Passione e Morte
Se Egli è Risorto dai morti
Se Egli è asceso al Cielo e ci ha preparato un posto
Se la Sua Madre Beatissima è diventata nostra Madre
ed è stata Assunta al Cielo..
quanto è preziosa la nostra Carne per Dio?
* (Tertulliano, De carnis resurrectione, 8,3: PL 2,806)
Anche dall'orgoglio salva il tuo servo
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"Anche dall'orgoglio salva il tuo servo *
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile, *
sarò puro dal grande peccato." (Sl. 19,14)
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La "fascinazione" che il diavolo compie non è manichea,
ma subdola.
Quella di illudere il "fedele" che compiere bene il male
renda il male un bene.
Ed è fascinazione che compie da Gen. 3 ingannandoci e legando tale distorsione alla stima di sé, al "bisogno di identità".
Purtroppo tale inganno produce il primo infausto effetto non solo distorcendo il principio ed il valore che da esso deriva, ma anzitutto disordinando, dal di dentro, il cuore dell'uomo.
Amplificando la ferita con l'illusione di guarirla.
E l'uomo è sempre più mendico di bene
e sempre più lontano da Dio
e più vicino al suo io ferito e malato.
E più si avvicina al sé ferito
più si allontana dal suo vero sé.
Davanti al peccato più evidente e grossolano
questa è opera sopraffina
che porta le vestigia del "grande peccato".
Fuit mira mutatione commotus
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Gratia supponit naturam et perficit eamGratia supponit naturam et extendit eam
Gratia supponit gratiam et profectum in ea
Allora, sospirando, Tommaso gli confidò: «Reginaldo, figlio mio, te lo dico in segreto, ma ti proibisco di rivelarlo ad alcuno finché resterò in vita. Il mio scrivere è giunto al termine, mi sono state rivelate, infatti, cose tali al cui confronto ciò che ho scritto e insegnato mi sembra ben poca cosa (palea est: è paglia); per questo confido nel mio Dio che, così come è giunta la fine del mio scrivere, giunga presto anche la fine della mia vita» (Gugliemo di Tocco, Storia di san Tommaso 47)
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La Natura compie ordinariamente i salti per cui è predisposta.
Come spesso ho scritto, ho "ampliato" lo stichwort tommasiano "Gratia supponit naturam et perficit eam"con i seguenti:
Gratia supponit naturam et extendit eam
Gratia supponit gratiam et profectum in ea.
Solo sintesi formale di quanto già presente in Teologia, Fondamentale e Spirituale.
Non potevo che arrivare a questa sintesi come figlio di Francesco e lettore di San Bonaventura.
Questo è accaduto a Tommaso d'Aquino e questo ricorda il Vangelo di oggi:
"Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre..
Io sono il pane della vita...
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo." (Gv. 6,44.48.51).
ed ancora
"Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.
Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Gustate e vedete com'è buono il Signore;
beato l'uomo che in lui si rifugia." (Dal Salmo 33)
ed ancora
"Fratelli, non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, con il quale foste segnati per il giorno della redenzione." (Ef. 4,30)
La fede non è un esercizio della mente o una serie di pratiche, la fede è cuore di bambino amoroso,
è nudità che coglie Gesù nudo che si dona. (cit. Elena Francesca)
Anzitutto come Pane e Sangue della Vita.
Importante la forma? Certo.
Importante conoscere contenuti e saperli esplicitare? Certo.
Ma sopra ogni cosa quello che conta, che è appunto principio e culmine, è la Santa Devozione, cioè l'intima coniugalità con Dio,
da cercare e difendere sopra ogni cosa.
Talvolta anche da sé stessi.
Perché la nostra parte malata e ferita, sempre presente,
non comprende che per pronunciare "io" deve prima pronunciare con stupore "Dio!".
Solo dimenticandosi e morendo a sé troverà il sé.
Solo mirando, lodando, glorificando Dio
ciascuno saprà chi è e sarà compartecipe dell'edificare il "noi".
Difendiamo lo "spazio" della Grazia, dunque, come il bene sommo per cui ci è dato di camminare su questa terra e restituirlo ad ogni volto.
Perché la Carità deve circolare,
nel pudore.
Custodiamo la nostra bocca
perché possa accogliere il Pane che ci rende ciò che siamo e ci porta al nostro destino.
"Noi costatiamo che la grazia ha maggiore efficacia della natura, ma la grazia della benedizione profetica è ancora superiore. Se poi la parola del profeta, cioè di un uomo, ha avuto tanta forza da cambiare la natura, che dire della benedizione fatta da Dio stesso dove agiscono le parole medesime del Signore e Salvatore? Giacché questo sacramento che tu ricevi si compie con la parola di Cristo. Che se la parola di Elia ebbe tanta potenza da far scendere il fuoco dal cielo, la parola di Cristo non sarà capace di cambiare la natura degli elementi? A proposito delle creature di tutto l'universo tu hai detto: «Egli parla e tutto è fatto, comanda e tutto esiste» (Sal 32, 9). La parola di Cristo, dunque, che ha potuto creare dal nulla quello che non esisteva, non può cambiare le cose che sono in ciò che esse non erano? Infatti non è meno difficile dare alle cose un'esistenza che cambiarle in altre." (Dal Trattato sui Misteri di S. Ambrogio, Vescovo, Nn. 52-54. 58)
- Dio costruisce in maniera salda le relazioni e le conferma. Tu hai bisogno di essere salvato dal predatore.
- Essere piccoli significa essere intimi delle processioni trinitarie
- Il "guai" biblico un avviso che scaturisce dal Padre e che genera il movimento del ritorno
- Le vostre mani avare, grondano sangue