Riconoscere Gesù venuto nella carne
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"In questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne,
è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio." (Dalla prima lettera di Giovanni 1Gv 3,22-4,6)
Ogni volta che riconosciamo la Chiesa,
nonostante tutte le sue fragilità, facciamo un atto spirituale.
Compiamo un atto nello Spirito Santo.
Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il fiume, vivrà
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Dalla prima Lettura della Festa della Dedicazione della Basilica LateranenseEz 47, 1-2.8-9.12
“… Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il fiume, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché quelle acque dove giungono, risanano e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. Lungo il fiume, su una riva e sull'altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui fronde non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina”
L’acqua della grazia, il fluire dello Spirito Santo, dona la vita e fa fiorire il deserto. Dove c’era morte può nascere la vita.
E’ come un miracolo e talvolta lo è a tutti gli effetti.
Ma non produce un unico tipo di fiore e di frutto..
Ma molti tipi di fiore e di frutto, così come è concesso ai vari semi donati dalla Provvidenza.
Ma tutti insieme formano il giardino.
C’è chi vivrà il Regno come apostolo, chi come apologeta, chi come teologo, chi come studioso, chi come silenzioso servitore, chi con il calice della sofferenza, chi con l’impotenza, chi con il dono immenso della persecuzione, chi con il disprezzo di quelli della sua casa a causa di Cristo. Anche se è stato un peccatore, omicida e persino deicida e potrà diventerà fervido apostolo di Cristo Gesù.
Tutto è possibile a Dio in un cuore docile ed umile. Tutto.
Purché cessi ogni superbia ed ogni vanità e tutto venga fatto e compiuto per la Gloria di Dio, il bene dei fratelli e la bellezza.
Perché come è possibile il miracolo che il deserto diventi giardino e porti frutti di vita eterna, così è possibile che il giardino dica “io” invece di “Dio!” e che possa seccare e portare frutti velenosi, anche se apparentemente belli.
Si pieghi dunque il nostro cuore e siamo grati ed umili, non gelosi, non invidiosi, non ciarlieri e pettegoli, "prostrati adoriamo"…
mortificando di cuore quella parte che appartiene alla “carne” e che rischia di avvelenare anche le cose belle e buone del Regno.
Chi sale sul carro dei vincitori (e degli accusatori) non è cristiano
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Dal salmo della S. Messa del giorno: Sl. 68 - "Perché mi divora lo zelo per la tua casa, gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me. " Uno degli aspetti che differenzia chi crede in Cristo da chi lo nega e lo rifiuta (o da chi ha una fede-fai-da-te) è la capacità di farsi carico. Non si punta il dito ma si sta accanto all'uomo; qualunque delitto o peccato abbia commesso. Non si giustifica il male ma si distingue con chiarezza il malato dalla malattia.
Orandum est ut sit mens sana in corpore sano
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«Orandum est ut sit mens sana in corpore sano» (Sat., x, 356) - GiovenaleQuindi nel depauperare la frase dell'Orandum est.. si ottiene il contrario di quello che voleva dire Giovenale ottenendo la deformazione che è alla base del narcisismo "somatolatra" - per dirla alla Romano Amerio - così diffuso nei giorni nostri.
Siamo dunque vigili nei riguardi del salutismo e del culto del corpo
che si configurano come una delle tante moderne idolatrie.
Mangia, infatti dell'albero della scienza del bene colui che si appropria la sua volontà
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Disse il Signore a Adamo: " Mangia pure i frutti di qualunque albero, ma dell'albero della scienza del bene e del male non ne mangiare". Adamo poteva dunque mangiare i frutti di qualunque albero del Paradiso; egli, finché non contravvenne all'obbedienza non peccò.Mangia, infatti dell'albero della scienza del bene colui che si appropria la sua volontà e si esalta per i beni che il Signore dice e opera in lui; e così, per suggestione del diavolo e per la trasgressione del comando, è diventato per lui il frutto della scienza del male. Bisogna perciò che ne sopporti la pena.
L'obbedienza perfetta. 148 Dice il Signore nel Vangelo: " chi non avrà rinunciato a tutto ciò che possiede non può essere mio discepolo", e " Chi vorrà salvare la sua anima, la perderà". Abbandona tutto quello che possiede e perde il suo corpo colui che sottomette totalmente se stesso all'obbedienza nelle mani del suo superiore. E qualunque cosa fa o dice che egli sa non essere contro la volontà di lui, purché sia bene quello che fa, è vera obbedienza.
E se qualche volta il suddito vede cose migliori e più utili alla sua anima di quelle che gli ordina il superiore, volentieri sacrifichi a Dio le sue e cerchi invece di adempiere con l'opera quelle del superiore. Infatti questa è l'obbedienza caritativa, perché compiace a Dio ed al prossimo.
Se poi il superiore comanda al suddito qualcosa contro la sua coscienza, pur non obbedendogli, tuttavia non lo abbandoni. E se per questo dovrà sostenere persecuzione da parte di alcuni, li ami di più per amore di Dio. Infatti, chi sostiene la persecuzione piuttosto che volersi separare dai suoi fratelli, rimane veramente nella perfetta obbedienza, poiché sacrifica la sua anima per i suoi fratelli.
Vi sono infatti molti religiosi che, col pretesto di vedere cose migliori di quelle che ordinano i loro superiori, guardano indietro e ritornano al vomito della propria volontà. Questi sono degli omicidi e sono causa di perdizione per molte anime con i loro cattivi esempi.
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Quello che si intende per coscienza in Francesco non è certo quello che intenderemmo noi.
Basti che un superiore, il parroco, il vescovo ci chiedano qualcosina che vediamo ledere un nostro diritto che subito ci ribelliamo. Anche nei confronti del Santo Padre usiamo la stessa metodica. Ci fermiamo solo all’ex-cathedra giusto per non essere – palesemente ed ipocritamente – eretici.
I social network e la stampa, anche cattolica, sono pieni di esempi di “carnalità” dell’io.
Ciascuno di noi vigili per non cadere.
Per Francesco, invece, le questioni di coscienza riguardano solo il Santo Vangelo rettamente interpretato dalla Chiesa.
Quando infatti comparve davanti al Santo Padre che lo invitò a pascolare i porci non disse: “Queste cose non ti competono”, “non me lo stai chiedendo ex-cathedra”, “non sai che questo contraddice la legge suprema della salvezza delle anime di coloro che mi seguono”, ecc
Ma ci andò.
Questa obbedienza salvò la Chiesa. Al Papa apparve in sogno Francesco che reggeva il Laterano e dunque capì il ruolo dell’uomo che più si avvicino al Suo Maestro e Signore.
L’obbedienza spesso non è la via più comoda ma certamente è la via umana e perfetta che zittisce il nostro io malato e lo addomestica alla luce di Cristo. Purché sia autentica, cosciente, virile e sappia offrire sull’altare il male del nostro io egoista e superbo, come un vero e autentico martirio.