I recenti casi di aborti clandestini, ma anche altre pressanti ragioni hanno rimesso l'aborto al centro del dibattito politico, tanto da portare alla comparsa di una lista monotematica che ne chiede la moratoria. In particolare c'è la questione della possibilità di vita autonoma del feto, molto anticipata rispetto ai tempi nei quali la legge 194 fu approvata. E poi c'è il problema della pillola abortiva Ru486: la ditta produttrice ne ha chiesto nel novembre dello scorso anno l'autorizzazione alla commercializzazione in Italia attraverso la procedura di mutuo riconoscimento della Ue, procedura che è ancora in corso. Ma intanto la pillola viene importata direttamente da alcune regioni, con la possibilità di dimissioni volontarie dall'ospedale prima del tempo necessario, e in qualche caso perfino di somministrazione in strutture consultoriali, in contrasto con la 194. Questioni che hanno spinto lo stesso ministro della Salute, Livia Turco, a chiedere pareri al Consiglio superiore di Sanità. Sui prematuri il Css ha risposto che occorre dare sempre una possibilità alla vita, senza barriere aprioristiche in base all'età gestazionale. Il tema dell'aborto si impone dunque nel dibattito elettorale, nonostante le resistenze di un femminismo vecchio stampo e le pressioni per banalizzare l'ivg tramite pillola abortiva.
Lista Ferrara
Moratoria internazionale e divieto per la pillola Ru486
La lista promossa da Giuliano Ferrara 'Aborto? No, grazie', focalizzata su una moratoria internazionale, prevede un impegno finanziario del valore di mezzo punto di Pil. Il direttore de 'Il Foglio' punta a rendere obbligatoria la sepoltura di tutti i bambini abortiti, «a vietare per decreto legge» l'introduzione in Italia della Ru486. Si vuole, poi, stabilire, sempre per via di legge, «che accoglienza, rianimazione e cura dei neonati sono un compito deontologico dei medici a prescindere da qualunque autorizzazione di terzi». Si propone, poi, di emendare l'articolo 3 della Costituzione, comma 1, dove è scritto «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge » aggiungendo una virgola e la frase «dal concepimento fino alla morte naturale». Il governo inoltre, deve impegnarsi a costruire un'alleanza capace di emendare la dichiarazione universale dei diritti dell'Uomo dell'Onu all'articolo 3, dove è scritto «ogni individuo ha diritto alla vita», aggiungendo una virgola e la frase «dal concepimento fino alla morte naturale».
Nel programma di 'Aborto? No, grazie' c'è anche la proposta di «fondare in ogni regione italiana un'agenzia per le adozioni il cui compito specifico sia quello di favorire l'adozione, con procedura riservata e urgente, di quei bambini che possono essere sottratti a una decisione abortiva di qualunque tipo». Tra l'altro si vuole adottare le modalità del "Progetto Gemma" sul sostegno materiale alle gestanti in difficoltà e alle giovani madri di ogni nazionalità, con l'erogazione di consistenti somme per i primi trentasei mesi di vita dei figli. L'applicazione della parte preventiva della 194 è affidata ad un potenziamento in termini di risorse disponibili e di formazione del personale pubblico della rete insufficiente dei consultori e dei Centri di aiuto alla vita in ogni regione e provincia italiana, «valorizzando il volontariato pro vita». Inoltre si chiede di triplicare i fondi per la ricerca sulla disabilità e di istituire una Agenzia di tutela e integrazione del disabile in ogni regione italiana. Il Movimento per la vita, infine, deve essere sovvenzionato pubblicamente.
Popolo delle libertà
Dare alle madri in difficoltà alternative credibili all'Ivg
Nel programma del Popolo della libertà, precisamente nella seconda missione («Sostenere la famiglia»), è previsto «il rilancio del ruolo di prevenzione e di assistenza dei consultori pubblici e privati per garantire alternative all'aborto per la gestante in difficoltà ». Nella Carta dei valori si afferma che la libertà e il progresso della ricerca biomedica vanno salvaguardati e «coniugati con i principi della protezione e della promozione della dignità umana, con il diritto alla vita, l'unicità di ogni vita umana». Eugenia Rocella, presentando la sua candidatura nel Pdl, ha rilanciato la battaglia per fare «un tagliando alla legge 194», cioè «non una revisione a livello legislativo, ma amministrativo». L'ex portavoce del Family day, che si è espressa più volte contro la pillola abortiva Ru486, «che ha portato alla morte di 16 donne», ne ha criticato, insieme a Gaetano Quagliariello, l'importazione diretta da parte di alcune regioni, in particolare la Toscana, ed un uso «incompatibile» con la 194, volto ad allargare i vincoli della legge. Un'altra esponente e candidata del Pdl, Laura Bianconi ha ricordato la sua mozione che chiede di «verificare la corretta applicazione della 194 e quindi anche di controllare la situazione degli aborti clandestini, oltre a segnalare il problema gravissimo della rianimazione dei feti abortiti nati vivi». La Bianconi, capogruppo uscente di Fi in commissione Sanità del Senato, ha precisato: «Non ho mai pensato si dovesse abolire la legge 194 ma alla luce dei dati pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità è palese che qualcosa non funziona se solo nell'anno 2006 vi sono stati più di 20mila aborti clandestini nel nostro paese e se sempre più spesso Ivg viene utilizzata, anche più volte in un anno, come pratica contraccettiva». Il numero molto alto delle donne sotto i vent'anni che decidono di abortire «evidenzia una totale disinformazione sulla prevenzione delle gravidanze indesiderate e sulla possibilità che viene data alle madri di portare avanti una gravidanza decidendo poi di dare, in assoluto anonimato, il bambino in adozione». Secondo la Roccella, infine, l'esperienza di Francia, Gran Bretagna e Svezia dimostra che l'intensificazione della diffusione della contraccezione invece di ridurre gli aborti produce l'effetto contrario.
La destra
Vita sacra fin dal concepimento
La lista 'La destra', che ha come candidato premier Daniela Santanchè, afferma che «la vita è sacra». «Senza dubbi né esitazioni - precisa il programma -: Al centro della nostra proposta politica vi è la persona, dal concepimento alla morte, con i suoi diritti e la sua dignità. Su questo non possiamo accettare alcun compromesso». In merito alla legge 194 il programma sostiene che il suo «spirito originario» prevedeva che «la tutela della maternità fosse sempre più effettiva, anche attraverso l'opera dei consultori».
In realtà l'esperienza di trent'anni di applicazione ha dimostrato che questa ispirazione è stata largamente disattesa. Di qui l'indicazione di «rivedere l'applicazione della legge 194», indirizzando le Regioni ad assumersi «il compito di applicare un nuovo protocollo da usare nei consultori per fare quella reale opera di prevenzione nei confronti delle donne che manca del tutto». Il fine è quello di arrivare ad una corretta applicazione della legge, in particolare «in relazione agli articoli 2 e 5 che sanciscono il ruolo di prevenzione dei consultori». Da ultimo una notazione sui rischi demografici connessi al doppio fenomeno della denatalità e del persistente fenomeno dell'aborto di massa: «A fronte del calo delle nascite - afferma inoltre il programma del partito di cui è segretario l'ex ministro della Salute, Francesco Storace - dobbiamo registrare come siano oltre 4 milioni e mezzo le interruzioni di gravidanza dal 1978 a oggi a fronte di 15 milioni di bambini nati. Una cifra cifra spaventosa che si raffigura come una vera e propria spada di Damocle sul futuro del nostro popolo».
Unione di centro
Subito un tagliando per la 194 senza interpretazioni riduttive
Il programma dell'Udc si impegna per il «rispetto della vita, dal concepimento alla morte naturale ». In merito alla legge 194 lo scudocrociato condivide «la "moratoria" sull'aborto in sede internazionale, evitando strumentalizzazioni politiche in sede nazionale. La legge 194 può essere migliorata nella parte relativa alla prevenzione e ai consultori familiari e adeguata al progresso della ricerca scientifica ».
Il responsabile famiglia dell'Udc, Luisa Santolini, ritiene che la legge 194 «vada difesa da qualsiasi interpretazione riduttiva ed vada aggiornata, perché oggi la possibilità di vita autonoma del feto si è nettamente anticipata rispetto a quando la norma fu varata».
La legge inoltre va riletta in base ad una cultura della vita «che affermi veramente la libertà di non abortire, garantendo sostegni economici alle madri che ne abbiano bisogno, e finanziamenti anche per il volontariato pro vita, come previsto dalla legge». «Una premessa fondamentale », aggiunge, «è una riforma profonda dei consultori, che li renda veri presidi a promozione della vita e della famiglia, come indicato dal Forum delle associazioni familiari ». È netta poi la contrarietà «alla commercializzazione della pillola abortiva Ru 486, un farmaco molto pericoloso e niente affatto indolore, che rende l'aborto un fatto privato e lascia la donna ancor più sola con il suo dramma».
Per il capogruppo uscente dell'Udc alla Camera, Luca Volontè, inoltre c'è una «incompatibilità evidente tra la commercializzazione della 'pillola assassina' e la legge 194». Volontè si è mostrato stupefatto di come, «infischiandosene della tutela della salute della donna, si continui a ignorare ciò che la scienza ripete invece da anni, cioè che l'aborto farmaceutico sia di gran lunga più pericoloso di quello chirurgico. Evidentemente, le sedici morti da Ru486 finora accertate non sono un motivo sufficiente per fermarsi». In merito alla pillola del 'giorno dopo', poi, la Santolini ricorda che «si tratta di un farmaco abortivo, in quanto impedendo l'annidamento provoca l'espulsione del neoconcepito, quindi deve essere garantita la possibilità di obiezione di coscienza da parte dei farmacisti e dei medici, anche delle strutture pubbliche».
Partito democratico
La 194? Legge equilibrata che ha dato buoni risultati
Il programma del Pd afferma di voler «attuare la 194 in tutte le sue parti». «Il dramma dell'aborto - sostiene il documento - è una esperienza che le donne vogliono evitare. Devono essere aiutate a farlo, attraverso un più vigoroso impegno e il potenziamento delle strutture sanitarie pubbliche e del volontariato. L'accoglienza della vita è un valore per la società e va favorita e promossa con azioni specifiche a sostegno delle donne.
Educare alla procreazione responsabile, alla genitorialità, con particolare riferimento alle donne immigrate ed ai giovani, è un obiettivo prioritario per il Pd». Secondo il partito di Walter Veltroni «la 194 è una legge equilibrata, che ha conseguito buoni risultati: ha consentito una maggiore tutela della salute della donna e favorito una forte riduzione del numero degli aborti. Il Pd si impegna dunque ad attuarla, anche alla luce delle nuove possibilità offerte dalla scienza, in tutte le sue parti. L'obiettivo è un'ulteriore riduzione del numero degli aborti, anche attraverso azioni specifiche rivolte alle famiglie di immigrati e ai giovani».
Il ministro della Salute uscente del Pd, Livia Turco, di recente ha insisti- to sulla necessità di «promuovere laicamente la contraccezione». E a metà febbraio intervistata in videochat dai lettori de 'l'Unità', ha spiegato che lo schema d'intesa StatoRegioni (messo in mora ieri dalla opposizione della Lombardia) prevede tra l'altro «la presenza di un medico non obiettore in ogni distretto. Prevede anche che la pillola del giorno dopo dovrà essere prescritta nei servizi consultoriali, ma anche al pronto soccorso e dalla guardia medica».
Una mozione presentata da tutte le senatrici del Pd, prima del termine della legislatura, chiedeva di «dare applicazione con forza» agli articoli relativi alla prevenzione, e a riferire al Parlamento «sulla capacità dei consultori di intervenire per prevenire gli aborti e proporre alle donne aiuti concreti e soluzioni agli eventuali problemi che possono indurre ad interrompere la gravidanza». Si puntava anche a «favorire l'educazione alla sessualità, alla maternità e paternità responsabili in particolare presso i giovani e gli adolescenti, compresa l'informazione sui metodi di regolazione delle nascite e sui mezzi di contraccezione, quale modalità primaria di prevenzione».
Sinistra arcobaleno
A scegliere sia sempre la donna
La Sinistra l'Arcobaleno, nel capitolo «libertà e autodeterminazione femminile» propone «interventi affinché la legge 194 sia applicata estendendo in tutto il Paese la rete dei consultori e introducendo in via definitiva la pillola Ru486 come tecnica non chirurgica di intervento che può essere scelta dalle donne». Il programma della coalizione usa toni forti contro i sostenitori della moratoria per l'aborto, accusandoli di chiamare le donne 'assassine'. Ciò sarebbe la prova che «nemmeno negli anni '70 l'attacco alla libertà delle donne è stato tanto feroce». «L'aborto è comunque un trauma », ha detto di recente il segretario del Prc, Franco Giordano, sottolineando che «però a scegliere devono essere le donne. È vero che in materia di aborto bisogna intervenire sul piano della prevenzione ma questa non può essere usata come una clava». Secondo il partito socialista «la 194 è una legge di civiltà che ha ridotto le pratiche dell'aborto e i rischi per la salute e la vita delle donne. Non esiste un diritto all'aborto, ma esiste un diritto alla maternità consapevole da parte delle donne. La legalizzazione della Ru486 è positiva perché riduce l'impatto di un atto che resta comunque un dramma». Il partito socialista, assicura Enrico Boselli il candidato premier di questa forza politica, «è l'unico interprete del programma di Zapatero in Italia», per questo ha proposto a Pd e Pdl subito larghe intese su tre temi, tra i quali la legge 194, «affinché la si rafforzi». La discussa importazione diretta della Ru486 da parte della Regione Toscana ha trovato la decisa difesa di Manuela Palermi del Pdci, e capolista della Sinistra l'Arcobaleno in quella regione per il Senato: «La Toscana è una solida regione democratica e l'utilizzo della Ru486 è un segno della sua civiltà».
Fonte - Avvenire -
Aborto, pillole e buoni propositi
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