di Paolo AffatatoKathmandu (Agenzia Fides) - Quando un missionario trascorre oltre 60 anni di vita in una nazione ben lontana dalla sua madrepatria, accade sovente che scelga di morire lì, nella sua "patria d'adozione" e anche di essere sepolto nel luogo dove ha speso la maggior parte della sua esistenza. Perché, riconoscendo una chiamata di Dio, per la gente incontrata in quel luogo ha donato tutto se stesso, ha messo nel servizio apostolico tutto il suo cuore e la sua mente, ha speso il meglio delle sue energie, sempre con la missione di annunciare e testimoniare Gesù Cristo, e non se stesso: il gesuita americano padre Casper J. Miller, che ha vissuto 65 anni in Nepal, fino alla sua morte, avvenuta il 15 gennaio scorso, all'età di 90 anni, è un reale esempio di quella “passione per l’evangelizzazione, cioè lo zelo apostolico” che Papa Francesco ha messo al centro del suo ultimo ciclo di catechesi.
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