«Il Popolo della Libertà ha promesso di introdurre il quoziente familiare - spiega ancora Paola Soave -. Ma farlo dall'oggi al domani non è facile ed è costoso. Occorre arrivarci per gradi: tra il niente, la penalizzazione di oggi, e il tutto rappresentato dal quoziente, c'è in mezzo la proposta sul fisco elaborata dal Forum e sulla quale sta concludendosi la raccolta di firme dei cittadini. Un sistema, basato sulle deduzioni per i familiari a carico, che è modulabile, si può far crescere nel tempo, tutela i più poveri con l'imposta negativa e non favorisce i più abbienti perché fa salva la progressività delle aliquote di prelievo». La proposta elaborata dal Forum grazie al contributo di alcuni studiosi è quella del Bif (Basic income familiare) e prevede che dal reddito lordo del contribuente sia dedotta una cifra pari al costo minimo di mantenimento dei familiari a carico e le normali aliquote d'imposta si applichino così solo al reddito realmente disponibile.
Il costo di un figlio è stato stimato in circa 7mila euro l'anno, ma uno dei pregi del sistema è quella flessibilità e un'ipotesi percorribile potrebbe essere quella di fissare una cifra base di deduzione - ad esempio 3.000-3.500 euro, senza tetti di reddito - dalla quale partire già quest'anno e accrescerla in maniera costante e certa di anno in anno, fino ad arrivare appunto a 7mila euro. A quel punto - ma già si sarebbe prodotto un forte cambiamento per le famiglie italiane - si potrebbe poi passare con maggiore facilità al sistema del quoziente vero e proprio. «Iniziare ad applicare la proposta del Forum è particolarmente importante non solo come misura di sostegno, ma innanzitutto perché rappresenta il riconoscimento della soggettività della famiglia - conclude la Soave -. Con Tremonti ne abbiamo parlato a lungo e siamo ansiosi di riprendere il confronto».
In attesa è anche Roberto Bolzonaro, presidente dell'Afi (Associazione famiglie italiane). «Il bonus bebé è un intervento che non fa male, ma certo non è risolutivo. Se si tratta di uno snack per moderare l'appettito delle famiglie in attesa delle pietanze forti, va bene, è un aperitivo che prendiamo volentieri. Se ci si fermasse a questo, invece, sarebbe del tutto insufficiente - spiega -. Quanto alla cancellazione dell'Ici la giudico positivamente. È un balzello che colpisce indiscriminatamente ricchi e poveri, single e famiglie numerose su un bene, la prima casa di abitazione, che non è un lusso ma una necessità. Allora o si gradua molto bene l'imposta, tenendo conto ad esempio dei carichi familiari oppure ben venga l'eliminazione del problema alla radice. Certo, occorrerà vedere come i comuni compenseranno le minori entrate, non vorrei che aumentassero le addizionali o tagliassero i servizi...».
Le attese per le famiglie, però, sono ben altre. «Alla nuova maggioranza chiediamo di mantenere fede al suo programma elettorale nel quale è scritto a chiare lettere che si applicherà il quoziente familiare nel sistema di tassazione - commenta ancora Bolzonaro -. È chiaro che non pretendiamo tutto subito. Ma vogliamo un segnale preciso già dal prossimo Dpef di giugno. Si può arrivare al quoziente anche con un processo graduale, ma con tappe intermedie ben definite. In questo senso, si può applicare in maniera crescente la proposta delle deduzioni per familiari a carico indicata nella petizione del Forum».
Anche Mario Sberna, presidente dell'Associazione famiglie numerose (Anfn), conta sulla realizzazione del quoziente familiare, promesso da Berlusconi in campagna elettorale. «Ha detto che entrerà gradualmente nel nostro sistema fiscale e noi vigileremo che ciò accada». L'abolizione dell'Ici è un'altra misura apprezzata, ma con qualche preoccupazione. «La speranza è che si individuino fondi appositi, ad esempio un "tesoretto", in modo che i Comuni non ci "restituiscano il favore" attraverso tassazioni addizionali...». Quanto all'altra promessa di Berlusconi, il bonus bebé, Sberna lo considera una «buona cosa», che però «non risolve i problemi delle famiglie con figli già messi al mondo».
E i suoi personali, di auspici? «Vorrei che non si interrompesse il finanziamento per gli asili nido e il discorso, appena avviato con il precedente governo, della libertà di scelta della madre di accudire il figlio nei primi due anni di vita, garantita con un sussidio pubblico pari al costo del nido».
Su un altro fronte, quello dei disabili, appare piuttosto disilluso Guido Trinchieri, dell'Unione famiglie handicappati, che nell'ultimo governo Berlusconi faceva parte della Consulta handicap presso il ministero della Funzione pubblica. «In campagna elettorale si è parlato pochissimo di handicap e questo non lascia presagire nulla di buono né si profilano nei ruoli di governo personalità politiche con particolari sensibilità su questo tema. Le nostre priorità? Metterei in cima alla lista l'istituzione della Commissione per la presa in carico del disabile, la quale dovrebbe coordinare i servizi per il disabile stesso e per la sua famiglia».
Un altro tema che sta a cuore alle famiglie è quello della scuola. Carmen Pontieri, presidente nazionale del Faes (Famiglia e Scuola, 12 istituti paritari in tutta Italia) ricorda che nei discorsi di molti candidati del Pdl c'era la parità scolastica. «Chiediamo una parità scolastica effettiva, che agevoli le famiglie e le metta in condizione di esercitare una vera libertà di scelta, anche dal punto di vista economico». In generale, poi, Carmen Pontieri si augura una «stabilità legislativa, che escluda continue modifiche nella normativa. Ad oggi abbiamo una riforma, quella varata dalla Moratti, che è stata applicata solo in parte, e la riforma dei licei che non è mai veramente decollata».
Prudente anche il giudizio di Carlo Costalli presidente del Movimento cristiano lavoratori: «Ici e bonus bebé sono provvedimenti utili, ma non risolutivi. Ciò che ci aspettiamo è un reale intervento strategico a favore della famiglia. E dunque attendiamo i tempi medi della prossima Finanziaria: allora ci sarà il vero banco di prova. Per la nostra sensibilità, poi, vogliamo vedere anche quali scelte verranno compiute nell'ambito del lavoro, ad esempio riguardo ai giovani e alla conciliazione tra lavoro e famiglia, quale coinvolgimento e valorizzazione ci sarà dei corpi intermedi di rappresentanza».
Fonte - E' famiglia/Avvenire -