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LONDRA, 22. Coraggio e ottimismo: sono queste le parole chiave del ser-mone pronunciato ieri, giovedì, dall’arcivescovo di Canterbury e pri-mate della Comunione anglicana, Justin Welby, in occasione della ce-rimonia per la sua intronizzazione. Parlando di fronte a oltre duemila fedeli e numerosi rappresentanti di autorità civili e di varie comunità religiose nella cattedrale di Canterbury, Welby ha voluto anche rendere omaggio a Papa Francesco, richiamando l’omelia della messa per l’inizio del ministero di successore di Pietro celebrata il 19 marzo.
«In umiltà e semplicità — ha ricordato l’arcivescovo anglicano — Papa Francesco ha esortato martedì a essere custodi gli uni degli altri, del creato, dei poveri e dei vulnerabili. Il coraggio si diffonde in una società che si trova sotto l’autorità di Dio, affinché possiamo diventare quella piena comunità umana che tutti sogniamo. Ascoltiamo quindi Cristo che ci chiama e dice: «Co-raggio, sono io, non abbiate paura». Il primate anglicano ha aggiunto che «le attuali sfide dell’ambiente, dell’economia, dello sviluppo umano e della povertà possono essere affrontate con lo straordinario co-raggio cristiano». Ieri il presidente del Pontificio Consiglio per la Pro-mozione dell’Unità dei Cristiani, il cardinale Kurt Koch — presente tra gli altri alla cerimonia — ha conse-gnato all’arcivescovo Welby il mes-saggio firmato da Benedetto XVIlo scorso 4 febbraio, in occasione dell’elezione del presule anglicano, e la lettera scritta il 18 marzo da Papa Francesco per l’intronizzazione (che abbiamo pubblicato nell’edizione di ieri). Al primate anglicano sono giunte anche le preghiere e le espressioni di stima del World Council of Churches (Wcc). Il se-gretario generale, Olav Fykse Tveit, ha sottolineato che l’o rg a n i z z a z i o n e ecumenica «ammira l’imp egno dell’arcivescovo Welby nella guida della Comunione anglicana». L’au-spicio espresso da Tveit, a nome del Wcc, è quello «a sviluppare le no-stre relazioni reciproche, nonché a rafforzare i nostri sforzi per la pace, la giustizia, la riconciliazione e il dialogo interreligioso». Justin Welby è il centocinquesimo arcivescovo di Canterbury ed è suc-ceduto a Rowan Williams. Welby, 57 anni di età, sposato e con cinque figli, era divenuto diacono nel 1992 e vescovo nel 2011. L’arcivescovo di Canterbury è primus inter parestra i vescovi anglicani, primate di circa 80 milioni di fedeli sparsi nelle tren-totto province in cui è suddivisa l’Anglican Communion. Welby ha inoltre sottolineato che di fronte alle difficili sfide del mondo contempo-raneo «ci sono ragioni per essere ot-timisti sul futuro della fede cristiana nel mondo e nel nostro Paese». Il presule ha invitato anche «a uscire dalle “como dità” delle proprie tradi-zioni, lasciandosi andare sulle onde e raggiungendo la mano di Cristo», impegnandosi «nella sua chiamata e proclamazione e nella preghiera, per vedere il mondo trasformato». La cerimonia di intronizzazione è stata guidata per la prima volta da una donna, l’arcidiacono Sheila Watson. Come da tradizione, l’a rc i -vescovo Welby ha colpito per tre volte uno dei portoni della cattedra-le con il suo bastone pastorale e poi ha risposto ad alcune domande ri-tuali prima di essere ammesso nella chiesa. Successivamente c’è stato il giuramento del presule sugli statuti della Church of England e alla regi-na (che è il Supreme Governor della Chiesa d’Inghilterra), a cui è seguita l’accettazione degli antichi Vangeli portati in Inghilterra da sant’Agostino nel 597.

© Osservatore Romano - 23 marzo 2013