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Nell’ultimo numero di è vita, commentando l’articolo intitolato «Ru486: efficacia e sicurezza di un farmaco che non c’è», apparso sul bollettino n.4 del 2007 dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), avevamo sottolineato come l’informazione fornita sulle morti legate alla cosiddetta interruzione volontaria di gravidanza (Ivg) farmacologica fossero incomplete. Ma anche gli eventi avversi riportati dall’articolo sono sottodimensionati. Comunicazioni pubbliche della Food and Drug Adiministration (l’ente statunitense di controllo dei farmaci) risalenti al maggio 2006 riferiscono di almeno 950 effetti avversi segnalati spontaneamente entro il 31.3.2006, con 9 casi di pericolo di vita, 116 trasfusioni, 88 infezioni, di cui 18 severe, 6 eventi trombotici, ed altri 232 casi di ospedalizzazione. È noto poi come i dati raccolti grazie alle segnalazioni spontanee siano statisticamente solo una piccola parte del numero dei casi effettivamente verificati. Si può quindi ragionevolmente ipotizzare che gli eventi avversi siano in realtà molti di più. Continua su E' Vita