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L’Oms chiede più audacia nel fronteggiare l’emergenza

Non bastano le misure prese finora dai paesi europei per fronteggiare la pandemia di coronavirus. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha chiesto ieri sera a tutti i paesi del vecchio continente di «prendere misure più audaci per bloccare la diffusione del contagio». L’Italia «è diventata la piattaforma per il know-how in Europa» ha detto Hans Kluge, direttore generale dell’Oms per l’Europa. I bilanci vengono aggiornati di ora in ora: nuovi contagi si segnalano in Sud America e negli Stati Uniti. Oggi per la prima volta i morti in Europa hanno superato quelli in Asia. Nel mondo il virus ha fatto finora oltre settemila morti.

In Italia, epicentro del contagio, si registra una nuova stretta sui controlli: oltre 8000 denunce sono state fatte nelle ultime 24 ore contro chi viola le direttive del governo, che ha chiesto a tutta la popolazione di restare in casa il più possibile limitando le uscite. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato ieri il decreto legge “Cura Italia” che contiene le misure sanitarie ed economiche per fronteggiare l’emergenza. Le cifre della Protezione civile parlano di 26.062 contagiati, 2941 guariti e 2503 morti.

In Cina la situazione sembra essere sotto controllo. Ieri si sono registrati solo 13 nuovi casi di contagio: uno solo a Wuhan (per il secondo giorno di fila) e 12 importati, di cui cinque nel Guangdong, tre a Pechino, tre a Shanghai e uno nel Sichuan. I casi totali confermati si sono portati a 80.894 alla fine di martedì, di cui 8056 pazienti ancora sotto trattamento, 3237 morti e 69.601 dimessi dagli ospedali. Il tasso di guarigione è salito all’86 per cento. Intanto, la Bank of China ha donato all’Italia materiali e macchine sanitarie per un valore di 5 milioni.

Sul piano economico, la Commissione Ue sta studiando possibili nuovi interventi oltre a quelli già previsti. «Da venerdì la situazione è peggiorata, è molto seria, è uno shock esterno mai avuto prima e dobbiamo fare di tutto per proteggere l’economia e le persone. Non esiteremo a prendere misure aggiuntive se la situazione lo richiede» ha detto ieri il presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Anche la Banca centrale europea (Bce) promette misure aggiuntive. «La Bce continuerà a monitorare da vicino le conseguenze per l’economia della diffusione del coronavirus ed è pronta ad aggiustare le proprie misure, se fosse opportuno, se questo dovesse salvaguardare le condizioni di liquidità nel sistema bancario e per assicurare una trasmissione fluida della politica monetaria».

Sui mercati internazionali la situazione continua a essere critica. Questa mattina le borse europee hanno fatto segnare nuovi pesanti cali. Francoforte, Londra e Parigi lasciano sul campo oltre il 5 per cento, Madrid cede il 3,9 e Milano l’1,4. Lo spread tra titoli italiani e tedeschi ha superato la soglia dei 320 punti base, assestandosi a 322 punti. Male anche le piazze cinesi: Shanghai ha chiuso a -1,83 per cento e Shenzhen a -1,55. Non sembra dunque durare l’effetto che si è prodotto ieri, dopo l’annuncio da parte dell’amministrazione Trump di un piano di stimoli da 850 miliardi di dollari per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Wall Street ha fatto segnare notevoli rialzi: il Dow Jones è salito del 5,70 per cento e il Nasdaq del 7,12. Tuttavia, gli analisti non cambiano opinione: “La recessione globale è già qui” si legge in un report di Standard&Poor’s.


© Osservatore Romano - 19 marzo 2020