Anche questa mattina, sabato 23 marzo, Papa Francesco ha invitato alla celebrazione della messa mat-tutina nella cappella della Domus Sanctae Marthae alcune maestran-ze della Città del Vaticano. Era co-sì presente un altro gruppo di ad-detti del Servizio giardini e nettezza urbana del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano che non avevano potuto partecipare insieme ai loro colleghi di lavoro alla messa celebrata dal Pontefice nella prima mattina di venerdì, di cui abbiamo dato notizia nell’edizione di ieri. Con loro erano anche alcu-ni dipendenti della serra e una quindicina delle suore Pie Disce-pole del Divin Maestro che presta-no servizio nella centrale telefonica della Città del Vaticano. Nell’omelia il Santo Padre ha proposto una breve riflessione sulle letture liturgiche del giorno e, in particolare, sul brano del vangelo di Giovanni (11, 45-56) dove si leg-gono le parole del sommo sacerdo-te Caifa ai capi dei sacerdoti e ai farisei riuniti nel sinedrio e il com-mento dell’evangelista: «Gesù do-veva morire per la nazione, e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi». Gesù è morto per il suo popolo ed è morto per tutti. Ma questo — ha notato il Pa-pa — non va inteso nel senso della globalità: vuol dire che Gesù è morto per ciascun uomo singolar-mente. Ogni cristiano deve dunque dire: «Cristo è morto per me». È questa la massima espressione dell’amore di Gesù per ogni uomo. E dalla consapevolezza di questo amore — ha sottolineato Papa Francesco — dovrebbe nascere un grazie. Un grazie talmente profon-do e appassionato che potrebbe anche trasformarsi in lacrime di gioia sul volto di ogni fedele. Con il Pontefice hanno concele-brato il cardinale Raúl Eduardo Vela Chiriboga, arcivescovo emeri-to di Quito in Ecuador, l’a rc i v e s c o -vo Lorenzo Baldisseri, segretario del Collegio Cardinalizio e della Congregazione per i Vescovi, i monsignori Alfred Xuereb e Batti-sta Ricca, direttore della Domus. Tra i presenti anche le suore della Domus e il segretario della Pontifi-cia Commissione per l’America La-tina, Guzmán Carriquiry, con la consorte.
© Osservatore Romano - 24 marzo 2013
Cristo è morto per ogni uomo
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