"Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete?" (Lc. 6,32)
Quando sentiamo nel Vangelo la parola merito la filtriamo secondo una logica giuridica greco-romana.
Non è così. Il merito per la Sacra Scrittura è l'abilitazione a vivere giustamente, cioè secondo Dio.
Per il Vangelo ancor più chiaramente nel vedere, pensare, giudicare e vivere come figli di Dio.
Perché è Dio che ti invita (e ti abilita) ad amare la persona che pecca.
Non a confondere il bene con il male. Ma, piuttosto, a chiamare bene il bene e male il male ma nel contempo ad amare chiunque, anche colui che compie ciò che è male agli occhi del Signore ed anche chi ti ha ferito, mortalmente ferito, quotidianamente ferito.
Non a confondere il bene con il male. Ma, piuttosto, a chiamare bene il bene e male il male ma nel contempo ad amare chiunque, anche colui che compie ciò che è male agli occhi del Signore ed anche chi ti ha ferito, mortalmente ferito, quotidianamente ferito.
E perché?
Perché tu possa conoscere Dio e diventargli figlio nel Figlio ad opera dello Spirito Santo.
Il perdono, dunque, senza confusione nel discernimento, è tra le vie più efficaci e definitive per essere ciò che siamo agli occhi di Dio. Compierci.
Il Perdono ti fa essere ciò che sei per i meriti benedetti del Redentore, il Signore Gesù Cristo, gli unici meriti che compiono, abilitano, nutrono e rigenerano ogni nostro merito.
Chi perdona in Dio, per Dio, come Dio, si compie.
Si cristifica.
Compie il dono del Battesimo che ha ricevuto. Compie la sua vocazione filiale, consolida la sua immagine, l'immagine che ha ricevuto.
Rende la "Somiglianza" ricevuta adeguata all'Immagine.
Si cristifica.
Compie il dono del Battesimo che ha ricevuto. Compie la sua vocazione filiale, consolida la sua immagine, l'immagine che ha ricevuto.
Rende la "Somiglianza" ricevuta adeguata all'Immagine.
Slega la Grazia battesimale per irrorare la sua vita e quella di chi ha accanto.
Il Perdono, dunque, non genera superuomini che con il volontarismo nutrono l'ego vanesio di "essere o potere" qualche cosa
ma slega, nella Grazia, il figlio nel Figlio che è in te perché tu possa essere tu.
PiEffe

ma slega, nella Grazia, il figlio nel Figlio che è in te perché tu possa essere tu.
PiEffe
