Chiesa e comunità politica, ciascuna per le sue competenze, sono entrambe al servizio dello sviluppo integrale di ogni essere umano. Lo ha detto il Papa a vescovi della Conferenza episcopale delle Filippine, ricevuti lunedì mattina, 29 novembre, per la visita ad limina.
Dear Brother Bishops,
I am pleased to extend to all of you a warm welcome on the occasion of your visit ad limina Apostolorum. I thank Cardinal Gaudencio Rosales for the kind words that he has addressed to me on your behalf, and I assure you of my prayers and good wishes for yourselves and for all the faithful entrusted to your pastoral care. Your presence here in Rome strengthens the bonds of communion between the Catholic community in the Philippines and the See of Peter, a communion which stretches back over four centuries to the first offering of the Eucharistic Sacrifice upon your shores. As this communion of faith and sacrament has nourished your people for many generations, I pray that it may continue to serve as a leaven in the broader culture, so that current and future generations of Filipinos will continue to encounter the joyful message of the Gospel of our Lord Jesus Christ.
To be such a leaven, the Church must always seek to find her proper voice, because it is by proclamation that the Gospel brings about its life-changing fruits (cf. Mk 16: 15-16). This voice expresses itself in the moral and spiritual witness of the lives of believers. It also expresses itself in the public witness offered by the Bishops, as the Church's primary teachers, and by all who have a role in teaching the faith to others. Thanks to the Gospel's clear presentation of the truth about God and man, generations of zealous Filipino clergymen, religious and laity have promoted an ever more just social order. At times, this task of proclamation touches upon issues relevant to the political sphere. This is not surprising, since the political community and the Church, while rightly distinct, are nevertheless both at the service of the integral development of every human being and of society as a whole. For her part, the Church contributes most toward the building of a just and charitable social order when, "by preaching the truths of the Gospel, and bringing to bear on all fields of human endeavour the light of her doctrine and of a Christian witness, she respects and fosters the political freedom and responsibility of citizen" (Gaudium et Spes, 76).
At the same time, the Church's prophetic office demands that she be free "to preach the faith, to teach her social doctrine ... and also to pass moral judgments in those matters which regard public order whenever the fundamental human rights of a person or the salvation of souls requires it" (ibid.). In the light of this prophetic task, I commend the Church in the Philippines for seeking to play its part in support of human life from conception until natural death, and in defence of the integrity of marriage and the family. In these areas you are promoting truths about the human person and about society which arise not only from divine revelation but also from the natural law, an order which is accessible to human reason and thus provides a basis for dialogue and deeper discernment on the part of all people of good will. I also note with appreciation the Church's work to abolish the death penalty in your country.
A specific area in which the Church must always find her proper voice comes in the field of social communications and the media. The task set before the whole Catholic community is to convey a hope-filled vision of faith and virtue so that Filipinos may find encouragement and guidance on their path to a full life in Christ. A unified and positive voice needs to be presented to the public in forms of media both old and new, so that the Gospel message may have an ever more powerful impact on the people of the nation. It is important that the Catholic laity proficient in social communications take their proper place in proposing the Christian message in a convincing and attractive way. If the Gospel of Christ is to be a leaven in Filipino society, then the entire Catholic community must be attentive to the force of the truth proclaimed with love.
A third aspect of the Church's mission of proclaiming the life-giving word of God is in her commitment to economic and social concerns, in particular with respect to the poorest and the weakest in society. At the Second Plenary Council of the Philippines, the Church in your nation took a special interest in devoting herself more fully to care for the poor. It is heartening to see that this undertaking has borne fruit, with Catholic charitable institutions actively engaged throughout the country. Many of your fellow citizens, however, remain without employment, adequate education or basic services, and so your prophetic statements and your charitable action on behalf of the poor continue to be greatly appreciated. In addition to this effort, you are rightly concerned that there be an on-going commitment to the struggle against corruption, since the growth of a just and sustainable economy will only come about when there is a clear and consistent application of the rule of law throughout the land.
Dear Brother Bishops, as my predecessor Pope John Paul ii rightly noted, "You are Pastors of a people in love with Mary" (14 January 1995). May her willingness to bear the Word who is Jesus Christ into the world be for you a continuing inspiration in your apostolic ministry. To all of you, and to the priests, religious and lay faithful of your dioceses, I cordially impart my Apostolic Blessing as a pledge of peace and joy.
Pubblichiamo di seguito una nostra traduzione in italiano del discorso del Papa a vescovi filippini.
Cari Fratelli Vescovi,
sono lieto di porgere a tutti voi il mio affettuoso benvenuto in occasione della vostra visita ad limina Apostolorum. Ringrazio il Cardinale Gaudencio Rosales per le cortesi parole che mi ha rivolto a vostro nome e lo assicuro delle mie preghiere e dei miei auguri di ogni bene per voi e per tutti i fedeli affidati alla vostra sollecitudine pastorale. La vostra presenza qui a Roma rafforza i vincoli di comunione fra la comunità cattolica nelle Filippine e la Sede di Pietro, una comunione che risale a più di quattro secoli fa, alla prima offerta del Sacrificio Eucaristico nei vostri lidi. Poiché questa comunione di fede e di sacramento ha nutrito il vostro popolo per molte generazioni, prego affinché essa possa continuare a servire come lievito nella più ampia cultura, cosicché le generazioni attuali e future di filippini continuino a incontrare il messaggio gioioso del Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo.
Per essere un tale lievito, la Chiesa deve sempre cercare di trovare la sua voce peculiare perché è grazie alla proclamazione che il Vangelo reca frutti che cambiano la vita (cfr. Mc 16, 15-16). Questa voce si esprime nella testimonianza morale e spirituale della vita dei credenti. Inoltre, si esprime nella testimonianza pubblica offerta dai Vescovi, primi maestri della Chiesa, e da tutti coloro che svolgono un ruolo nell'insegnare agli altri la fede. Grazie alla chiara esposizione evangelica della verità su Dio e sull'uomo, generazioni di solerti sacerdoti, religiosi e laici filippini hanno promosso un ordine sociale ancora più giusto. A volte, questo compito di proclamazione riguarda questioni importanti per la sfera politica. Questo non sorprende perché la comunità politica e la Chiesa, sebbene giustamente distinte, sono, ciononostante, entrambe al servizio dello sviluppo integrale di ogni essere umano e della società nella sua interezza. Da parte sua, la Chiesa contribuisce al massimo all'edificazione di un ordine sociale giusto e caritatevole quando "Predicando la verità evangelica e illuminando tutti i settori dell'attività umana con la sua dottrina e con la testimonianza resa dai cristiani, rispetta e promuove anche la libertà politica e la responsabilità dei cittadini" (Gaudium et spes, n. 76).
Nello stesso tempo, il ministero profetico della Chiesa richiede che essa sia libera di "predicare la fede e insegnare la propria dottrina sociale..., e dare il proprio giudizio morale, anche su cose che riguardano l'ordine politico, quando ciò sia richiesto dai diritti fondamentali della persona e dalla salvezza delle anime" (Ibidem). Alla luce di questo compito profetico, chiedo alla Chiesa nelle Filippine di cercare di fare la propria parte nel sostegno della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale e nella difesa dell'integrità del matrimonio e della famiglia. In queste aree, state promuovendo quelle verità sulla persona umana e sulla società che non provengono soltanto dalla rivelazione divina, ma anche dal diritto naturale, un ordine che è accessibile alla ragione umana e quindi offre una base al dialogo e a un discernimento più profondo da parte di tutte le persone di buona volontà. Noto anche con piacere l'impegno della Chiesa per abolire la pena di morte nel vostro Paese.
Un'area specifica in cui la Chiesa deve sempre trovare la sua voce peculiare è quella delle comunicazioni sociali e dei media. Il compito di tutta la comunità cattolica consiste nel trasmettere una visione di fede e di virtù piena di speranza cosicché i filippini possano trovare incoraggiamento e guida lungo la via verso una vita piena in Cristo. Una voce unificata e positiva deve essere presentata al pubblico attraverso i media, sia vecchi sia nuovi, cosicché il messaggio evangelico possa avere un impatto ancor più forte sul popolo della nazione. È importante che il laicato cattolico esperto di comunicazioni sociali assuma il posto che gli compete nel proporre il messaggio cristiano in modo convincente e attraente. Se il Vangelo di Cristo deve essere un lievito per la società filippina, allora tutta la comunità cattolica deve essere attenta alla forza della verità proclamata con amore.
Un terzo aspetto della missione della Chiesa di proclamare la parola di Dio donatrice di vita è il suo impegno nelle questioni economiche e sociali, in particolare riguardo ai più poveri e più deboli della società. Durante il Secondo Consiglio Plenario delle Filippine, la Chiesa nella vostra nazione ha espresso un interesse speciale a dedicarsi in maniera più piena all'assistenza dei poveri. È confortante osservare che questa impresa ha recato frutti con istituzioni caritative cattoliche attivamente impegnate in tutto il Paese. Molti dei vostri concittadini, però, restano però senza impiego, senza un'educazione adeguata o servizi di base e quindi le vostre dichiarazioni profetiche e la vostra azione caritativa a favore dei poveri continuano a essere molto apprezzate. Oltre a questo sforzo, siete, giustamente, preoccupati che vi sia un impegno costante nella lotta alla corruzione perché la crescita di un'economia giusta e sostenibile sarà possibile soltanto quando vi sarà un'applicazione chiara e coerente dello stato diritto in tutto il Paese.
Cari Fratelli Vescovi, come il mio predecessore Giovanni Paolo II osservò giustamente "Voi siete Pastori di un popolo innamorato di Maria" (14 gennaio 1995). Che la volontà di quest'ultima di portare nel mondo la Parola che è Gesù Cristo sia per voi un' ispirazione costante nel vostro ministero apostolico. A tutti voi e ai sacerdoti, ai religiosi e ai fedeli laici delle vostre Diocesi, imparto di tutto cuore la mia Benedizione Apostolica quale pegno di pace e di gioia.
(©L'Osservatore Romano - 29-30 novembre 2010)