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I careP. Pietro Messa, ofm

In occasione della festa della nascita di san Giovanni Battista il cardinal Giuseppe Betori nella Cattedrale di Firenze ha ricordato la presidente Ue, Ursula von der Leyen, che «per parlare del futuro dell’Europa ha collegato tra loro Firenze, il Rinascimento e l’I Care di don Lorenzo Milani».
A proposito di quest'ultimo Betori ha ricordato che «il cartello con quella scritta, I Care, non stava appeso sui muri della scuola, ma sulla porta dietro la quale c’era la camera del priore, a dire cioè che il primo a farsi carico degli altri era don Milani stesso verso i suoi ragazzi. Mi ha colpito, perché il fatto segnala che ogni insegnamento, ogni indicazione che possiamo dare sul futuro, deve anzitutto cominciare da una nostra compromissione, quella del samaritano della parabola verso l’uomo ferito, che altro non è se non l’immagine evangelica che sta a fondamento dell’I Care».
Ma tale immagine del buon samaritano che fa misericordia con colui che ferito sta al bordo della strada risuona anche nel Testamento di frate Francesco d'Assisi quando ricorda che il suo cambiamento di vita è avvenuto nel fare misericordia con i lebbrosi (cfr. Francesco il misericordioso. La sfida da fraternità, Milano 2018).