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Wlodzimierz Redzioch Nella lunga e appassionata intervista, Wanda Póltawska rievoca i primi incontri con Karol Wojtyla, un'amicizia fatta di intesa spirituale, impegno "professionale" e incoraggiamento reciproco. Un rapporto mantenuto vivo e fecondo anche dopo l'elezione a Papa ("la vera amicizia dura per sempre").
Wanda Póltawska ricorda quindi gli ultimi giorni accanto a Giovanni Paolo II e la genesi del suo recente volume contenente le sue quaranta lettere (Diario di un'amicizia. La famiglia Póltawski e Karol Wojtyla, Edizioni San Paolo). "Un libro che ha suscitato vive reazioni - nota Redzioch - Era necessario rendere pubbliche quelle lettere private?" "Durante un incontro del 14 novembre 1993, in presenza dell'arcivescovo Michalik, il Papa mi ha chiesto di scrivere delle memorie. Ho cominciato, ma c'erano delle pressioni e il Papa mi ha chiesto di lasciar stare. Prima di morire, però, mi ha detto che dovevo dare la mia testimonianza. Il Santo Padre ha letto tutto. Non ha letto solo l'ultimo capitolo". A libro concluso, Póltawska lo ha fatto leggere ai due arcivescovi polacchi: "il primo era monsignor Michalik, che dopo la lettura mi ha detto: Pubblica. In seguito ho fatto vedere la bozza al mio attuale confessore, che ai miei dubbi mi ha risposto, che non ho il diritto esclusivo su Giovanni Paolo II e che la gente invece ha il diritto di conoscere i loro santi. In seguito ho fatto vedere il testo al postulatore del processo di beatificazione: monsignor Oder ha letto tutto, ha chiesto l'opinione di due arcivescovi che hanno visto il testo e alla fine mi ha detto che questo testo basterebbe per tutto il processo. Perché queste lettere rivelano non me, ma lui. E così il libro è stato pubblicato. Non è il diario della mia vita, ma della mia anima. Lì sono state pubblicate le mie lettere al confessore e le sue risposte. In questo modo volevo far conoscere alla gente un altro aspetto della sua personalità, far conoscere la sua spiritualità".
In tanti si chiedono come mai Giovanni Paolo II attirava a sé tanta gente, anche le persone lontane dalla Chiesa: "È molto semplice. Attirava la gente perché veramente amava tutti e la gente lo capiva e lo sentiva ricambiando l'amore e l'affetto".
(©L'Osservatore Romano 2-3 novembre 2012)