Decine di migliaia di pellegrini al Congresso eucaristico internazionale di Dublinodal nostro inviato
MARY NOLAN
Ha piovuto per tutta la settimana, mentre Dublino si stava preparando a ospitare il cinquantesimo Congresso eucaristico internazionale, che avrà inizio domani, domenica 10 giugno. L’umidità e la pioggia hanno gettato sulla città una quiete ingannevole; dentro agli uffici, alle chiese e ai grandi complessi nell’area della Royal Dublin Society le persone hanno lavorato intensamente per essere pronte ad accogliere, nel corso della prossima settimana, fino a ventimila pellegrini al giorno. Il tema del Congresso, come noto, è «L’Eucaristia: comunione con Cristo e tra di noi». E per i pellegrini è pronto un programma ampio di eventi liturgici e pastorali: 223 oratori e 160 laboratori, con dibattiti, testimonianze personali, riflessioni di gruppo, incontri, concerti e recite. Ci saranno, inoltre, 41 oratori nel Chiara Luce Youth Space, dedicato ai giovani tra i 17 e i 25 anni. Al di fuori della sede principale del Congresso, trenta parrocchie circostanti si sono messe a disposizione dei pellegrini, proponendo adorazioni eucaristiche, confessioni e messe in diverse lingue. Our Lady Queen of Peace, in fondo alla strada dove si trova il luogo centrale dell’evento, è una di queste parrocchie. Si dedicherà alle famiglie e ai bambini piccoli. All’interno della chiesa si svolge un’adorazione perpetua ed è possibile confessarsi, mentre all’esterno sono organizzate attività di gruppo per le famiglie. «Mi pare che finora siano stati iscritti oltre 1.300 ragazzini in età scolastica per partecipare agli incontri nel corso della settimana», ha detto padre Justin Gillespie. Al centro della città, per preparare l’evento, è già stata avviata un’iniziativa chiamata «The Pilgrim Walk» (cammino del pellegrino). Il 2 giugno l’arcivescovo cattolico di Dublino, Diarmuid Martin, ha guidato il cammino insieme all’a rc i v e - scovo locale della Comunione anglicana, Michael Jackson. Questo «cammino di Dublino» è il primo nel suo genere nella capitale e porta a visitare sette tra le chiese più antiche della città. I partecipanti riceveranno un “passaporto del pellegrino” che potranno far timbrare in ognuna delle chiese. È attesa la partecipazione al Congresso di oltre settemila pellegrini internazionali, provenienti da ben 123 Paesi. Uno di loro, il cardinale arcivescovo di New York, Timothy Michael Dolan, si trova già in Irlanda con un gruppo di cento pellegrini. Anche l’arcivescovo di Québec, Gérald Cyprien Lacroix, è arrivato con un gruppo di 150 partecipanti dell’ultimo Congresso eucaristico internazionale, che si è tenuto appunto a Québec nel 2008. «Siamo qui per mantenere una continuità e per esprimere il nostro sostegno alla Chiesa in Irlanda», ha detto una religiosa del gruppo. Tutti insieme avranno anche l’opp ortunità di salutare il loro ex arcivescovo, cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi e legato pontificio al cinquantesimo Congresso eucaristico internazionale, il quale domani, domenica, presiederà la messa inaugurale dell’evento irlandese. Il momento di preparazione forse più importante al Congresso eucaristico è stato il simposio teologico, che ha avuto inizio mercoledì 6 giugno al Saint Patrick’s College a Maynooth. All’appuntamento, durato tre giorni e incentrato sulla «Ecclesiologia eucaristica di comunione cinquant’anni dopo il concilio Vaticano II», hanno partecipato più di trecento persone. Per i teologi, provenienti da diversi Paesi, è stata un’opportunità per incontrarsi e discutere di alcune questioni importanti riguardanti l’ecclesiologia. Il simposio è stato strutturato in modo da dare spazio, accanto a trentacinque oratori molto noti, anche a studiosi emergenti. Sono stati accolti e presentati ventotto interventi di questi giovani accademici di tutto il mondo. Il cardinale legato Marc Ouellet è venuto appositamente per l’evento, e nel suo discorso (di cui pubblichiamo ampi stralci in questa pagina) ha sottolineato quelle che riteneva le questioni principali. Nel contesto di una ecclesiologia eucaristica di comunione, il porporato ha indicato diversi punti da approfondire: anzitutto il rapporto tra la Chiesa universale e quella locale. In secondo luogo, l’ordine dei sacramenti d’iniziazione e il rapporto tra Battesimo ed Eucaristia. E, in terzo luogo, le forme moderne di devozione eucaristica al di fuori della Messa. La comprensione del rapporto tra la Chiesa e l’Eucaristia deve essere compresa meglio. Il cardinale ha sottolineato: «Se diciamo che la Chiesa fa l’Eucaristia, lo affermiamo sulla base della comprensione causale più profonda che è l’Eucaristia che fa la Chiesa». Che cosa significa per la vita della Chiesa? Che cosa significa per la sua identità di Sposa e al tempo stesso di Corpo di Cristo? La giornata di giovedì, 7 giugno, è stata ricca di interventi sulle fonti di comunione nella tradizione cristiana. Quella di venerdì, 8 giugno, è stata dedicata all’ecumenismo. Il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ha dato il via alla sessione presentando la dimensione ecumenica di un’ecclesiologia eucaristica. Lo stesso giorno, il metropolita ortodosso di Francia, Emmanuel (Adamakis), presidente della Conferenza delle Chiese europee, gli ha risposto proponendo una sua prospettiva su dialogo e comunione. Infine, sabato, prima della chiusura del simposio, il cardinale arcivescovo di Tegucigalpa, Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, presidente di Caritas Internationalis, ha parlato dell’Eucaristia e della missione nella Chiesa.
© Osservatore Romano - 10 giugno 2012