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comunismo sovietico di Pierluigi Pavone

Avete mai pensato alla differenza tra communitas e societas? I termini si riferiscono a due concezioni differenti di Stato. La comunità in generale è un insieme di persone che stanno insieme, perché hanno un fine comune, appartengono ad una realtà e sanno di appartenerci. Fondano lo stato in virtù di una relazione naturale di prossimità, come prodotto della propria natura relazionale, perché concepiscono l’uomo come animale sociale.
La società, invece, indica un insieme di persone che, in una condizione non conflittuale, perseguono, insieme, ognuno gli interessi individuali. Tali persone scelgono di vivere sotto un unico potere sovrano per un calcolo di opportunità, tramite un contratto che conserva una naturale estraneità reciproca. Badate bene: i secondi non sono necessariamente una massa di egoisti, che non hanno nessuna considerazione del bene comune. L’egoismo riguarda una questione morale. Si tratta, invece, di rivendicare per sé e per gli altri diritti individuali e opporsi a qualsiasi forma di collettivismo. Insistono nel ritenere che il bene comune si raggiunge per mezzo delle conseguenze non intenzionali delle azioni dei singoli. Rileggete con attenzione la frase: conseguenze non intenzionali delle azioni dei singoli. Come dire: ognuno attua una serie di azioni, prevedendo delle finalità. Ma queste azioni hanno anche conseguenze non previste, che non sono calcolate, come intenzione prima, da chi compie l’azione. Attenzione: non si tratta di effetti collaterali in senso negativo. Anzi. Secondo la dottrina liberale, il mercato si regge proprio sulle conseguenze non intenzionali. Se la creazione di serrature, da parte di un fabbro che vuole arricchirsi vendendole, non avesse, come conseguenza non intenzionale, il beneficio di tutti coloro che cercano porte blindate per le proprie dimore, non si avrebbe nessun mercato libero. Invece il mercato ha una sorta di mano invisibile (Adam Smith) che rende complementari la ricerca individuale del profitto e il beneficio verso altri, recato da questa ricerca, anche se prodotto non in modo intenzionale. Nessun fabbro realizza serrature perché preoccupato della sicurezza altrui: realizza serratura per guadagno. Ma questa attività in effetti produce beneficio per altri: i suoi clienti! Funziona questa dottrina? Il matematico Nash (quello del film straordinario A Beautiful Mind) ebbe modo di rivedere e perfezionare la dottrina classica. Ad ogni modo sembra funzionare. Anche se sarebbe troppo superficiale credere che ogni individuo in modo asettico e meccanico possa finalizzare la sua vita alla ricerca del benessere materiale, razionalizzando in maniera rigida tutte le sue azioni. Come indicato da A. Sen, subentrano altre variabili. Il mercato funziona senza l’intervento dello Stato, senza regole imposte, senza assistenzialismo statalista che obbliga i cittadini-figli minorenni ad accettare la sola versione del servizio pubblico, offerto con un elevatissimo sistema fiscale (a detrimento della responsabilità e soprattutto della libertà di scelta che ognuno rivendica). Tuttavia. Tuttavia si potrebbero aggiungere molte critiche. Io indico quella che mi sembra più importante. E dopo tutto non è una critica. È una precisazione storica. L’unico modello di sistema liberale che conosciamo, di fatto da poco più di tre secoli, a partire dalla fondazione della Banca Nazionale di Inghilterra (1694), è un sistema basato sulla emissione della moneta (cioè lo strumento di misura del valore di un bene e lo strumento che incorpora il potere di acquisto di quel bene) come «debito». Nessuna moneta che circola al mondo è una effettiva proprietà di chi la usa, perché nello stesso momento in cui viene emessa, è ascritta a debito. È possibile pensare ad un sistema di libero mercato, in cui la moneta sia una proprietà del popolo? La risposta è difficilissima. Ma se pensate a qualcosa di comunista, vi sbagliate assolutamente. Stalin privatizzò nel 1937 la Banca Nazionale. Ebbene sì. Il più grande sistema comunista emetteva moneta-debito esattamente come Wall Street.

© http://www.lacrocequotidiano.it/ - 22 marzo 2016

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