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Madrid, 29. Un invito alla preghiera e a proclamare il valore sacro di ogni vita umana dal concepimento al suo termine naturale:  per i vescovi spagnoli la VII Giornata nazionale per la vita che si celebra nel Paese lunedì 31 marzo, in coincidenza con la solennità dell'Annunciazione del Signore, deve produrre un impegno deciso per vincere il male (la "cultura della morte") con la forza del bene, diffondendo una formazione intellettuale e morale che accolga e promuova la vita. La nota - intitolata La vida es siempre un bien - è firmata dai vescovi della sottocommissione episcopale per la famiglia e la difesa della vita.
"Il mistero dell'Incarnazione del Signore - si legge nel documento - ci invita a considerare la grandezza e la dignità della vita umana. Come noi, il Figlio di Dio iniziò la sua vita umana nel grembo di sua Madre. Questo mistero ci ricorda pertanto che, fin dal momento del concepimento, la vita umana ha un valore sacro che tutti dobbiamo riconoscere, rispettare e promuovere". Da incoraggiare, quindi, sono tutte le iniziative che promuovono la famiglia e la vita come, ad esempio, la moratoria internazionale sull'aborto. "Ultimamente - scrivono i presuli - la società spagnola si è sentita scossa da alcune pratiche abortive e dalla crudeltà dei mezzi utilizzati per occultarle. Questa realtà, che noi vescovi stiamo da anni denunciando, ha suscitato nuovamente un dibattito sull'aborto nella nostra società". Pur considerando come "un grande progresso l'interruzione della pratica illegale dell'aborto", per la Chiesa un'azione "autenticamente morale e umana sarebbe quella di abolire la legge sull'aborto, che è una legge ingiusta". Al contempo - sottolineano i membri della sottocommissione episcopale - "occorre sostenere efficacemente la donna, soprattutto a motivo della sua maternità, creando una nuova cultura dove le famiglie accolgano e promuovano la vita". Un'alternativa importante è l'adozione:  "Migliaia di coppie sposate devono ricorrere a lunghi e gravosi processi di adozione mentre in Spagna - viene detto nella nota - più di centomila bambini sono morti a seguito di aborti nel 2006".
I vescovi si rivolgono ai cattolici per ricordare i loro obblighi morali e di coscienza. "Nessun cattolico - scrivono - in ambito privato o pubblico può ammettere in alcun caso pratiche come l'aborto, l'eutanasia o la produzione, il congelamento e la manipolazione di embrioni umani. La vita è un valore sacro, che tutti dobbiamo rispettare e che le leggi devono proteggere. Non si può sostenere che l'aborto è inammissibile per un cattolico ma che non obbliga chi non lo è. E se qualche cattolico nutrisse dubbi su questo tema - continuano - dovrebbe informarsi sulle ragioni per cui la Chiesa sostiene, sempre con argomenti teologici, filosofici e scientifici saldi", il valore e la dignità della vita dal concepimento fino alla morte naturale.
"La vita è una realtà meravigliosa che non smette di sorprenderci - conclude il documento - quanti più dati ci offre la scienza tanto meglio possiamo comprendere che la vita dell'uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio, è un mistero che supera l'ambito puramente biochimico. Nel suo costante progresso, la scienza afferma con sempre maggiore forza che fin dal momento del concepimento siamo di fronte a una nuova vita umana, originale e irripetibile, con una storia e un destino unici. Una vita che deve essere accolta, rispettata e amata". I vescovi spagnoli citano al riguardo Benedetto XVI:  "È impegno di tutti accogliere la vita umana come dono da rispettare, tutelare e promuovere, ancor più quando essa è fragile e bisognosa di attenzioni e di cure, sia prima della nascita che nella sua fase terminale" (Angelus, 3 febbraio 2008).



(©L'Osservatore Romano - 30 marzo 2008)