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gesu e giuda«In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: “Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?”. E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù» (Mt 26, 14-16).

Il Mercoledì Santo la Chiesa ricorda il tradimento di Giuda. Un episodio chiaramente cruciale, presente in tutti e quattro i Vangeli, con i sinottici che riferiscono anche dell’incontro dell’apostolo traditore con i sacerdoti, mentre san Giovanni “salta” questo antefatto, ma nel racconto dell’Ultima Cena ci dice che «il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda» di tradire Gesù. Un tradimento che evidentemente giunse al culmine di una serie di atti e scelte che ponevano l’Iscariota contro il Maestro, rifiutandone la missione divina. Interessante quanto scrive a proposito don Dolindo Ruotolo (1882-1970) nel commentare il capitolo 22 del Vangelo di san Luca, all’interno del suo monumentale Commento alla Sacra Scrittura. Giuda Iscariota «da molto tempo seguiva Gesù con animo falso e perverso; era tra i suoi Discepoli con il corpo ma non con l’anima, anzi, era in atteggiamento subdolamente ostile. (…) S’era messo a seguire Gesù con l’entusiasmo di chi aspetta grandi trionfi e grandi vantaggi temporali e aveva visto sfumare queste illusioni; anzi, l’incalzare delle persecuzioni contro il Maestro divino l’aveva persuaso di essersi imbattuto in un falso profeta. Egli aveva perso quel po’ di fede, più naturale che soprannaturale, che prima aveva avuto ed era diventato un critico spietato di tutte le azioni di Gesù, tanto più pericoloso in quanto non si manifestava».

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