A cura di Pietro MessaIl cardinal Angelo Amato ha presieduto la proclamazione solenne della canonizzazione di Angela da Foligno
Dopo la liturgia della Parola, il cardinal Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, tiene l’omelia. “È commovente celebrare la gloria di Sant’Angela. Se in questo periodo la Madonna di Foligno in mostra a Milano, manifesta l’amore del popolo folignate per la Vergine, Sant’Angela acquista però un valore tutto particolare. Nella Leggenda dei tre Compagni si racconta che le ragazze che abitavano la “terra dei Fioretti” fuggivano alla vista di Francesco, per la paura di essere contagiate dal suo fervore evangelico. Ad Angela questa fuga non riuscì. In Angela la Sapienza pose la sua tenda (prima lettura); ella ebbe la gioia di gustare la sublimità della conoscenza di Cristo Gesù (seconda lettura). A lei si applica la stessa lode che Gesù fa al Padre nel Vangelo di Matteo (11, 25)”.
Il Cardinale si sofferma poi su alcuni interrogativi: “perché un ritardo di 7 secoli nella canonizzazione? Eppure molti vescovi, santi, molti papi hanno stimato la sua figura.” Risponde, poi, alle critiche sulla veridicità della sua santità: “Uno studioso si è chiesto: si vuole canonizzare lei o il Libro? Ma ci sono testimoni dell’indiscussa santità di Angela (il corpus dei testi nella Biblioteca del Sacro Convento, i resti mortali, la recente scoperta della lettera al discepolo, la testimonianza di Ubertino da Casale e il suo Albor vitae); si canonizza quindi una donna concreta che ha una storia documentata”.
Il Cardinale si sofferma poi sulla vita di Angela: “L’aspetto più rilevante è la sua conversione, il suo radicale ritorno a Dio. Da una vita mondana al cambiamento dopo la confessione generale. Ma alla conversione seguì una spogliazione: la perdita degli affetti più cari e la spogliazione personale dei beni. Così come l’argilla, Angela viene plasmata dalla Spirito Santo per diventare Tempio della sua presenza. Sente l’amore di Dio nella sua vita e come Dio avvolga tutto l’universo”.
Amato parla anche della carità di Angela “Vedere Dio era anche vivere la carità con i fratelli poveri, ammalati, ma soprattutto i lebbrosi. Angela con la sua compagna andava a trovare queste persone umiliate e scorgeva in loro l’icona del Cristo dolente, tanto da bere l’acqua dei lebbrosi. Baciare il lebbroso è per lei baciare Cristo. Ma per noi oggi tutto questo come ci interroga?”.
Amato cita, infine, alcuni papi “Giovanni Paolo II diceva: tu Angela sei diventata esempio di virtù evangeliche, guida sicura nella perfezione. La vita di Angela comincia con una esistenza mondana ma l’incontro con Dio attravaerso Francesco la cambia. Benedetto XVI ci dice: “E così parla a noi santa Angela. Oggi siamo tutti in pericolo di vivere come se Dio non esistesse: sembra così lontano dalla vita odierna. Ma Dio ha mille modi, per ciascuno il suo, di farsi presente nell'anima, di mostrare che esiste e mi conosce e mi ama”. E anche a noi come ad Angela che medita la passione, Gesù dice: «Non ti ho amato per scherzo»”.
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