Washington, 26. "Una vittoria del buon senso e una scelta di sana deontologia medica". Con queste parole il cardinale Daniel N. DiNardo, arcivescovo di Galveston-Houston e presidente della commissione Attività pro-vita della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti, ha accolto la decisione di un giudice federale di Washington, il quale ha ordinato la sospensione temporanea dei finanziamenti voluti dall'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Barack Obama.
La ricerca sulle cellule staminali ricavate da embrioni umani ha incontrato dunque un nuovo ostacolo.
Nel ricordare l'emendamento Dickey - approvato dal 1996 ogno anno dal Congresso - che impedisce il finanziamento federale della ricerca in cui sono danneggiati o distrutti embrioni umani, il cardinale ha detto che la sentenza si pone sulla posizione etico morale, antropologica e scienti- fica affermata e proposta dal magistero della Chiesa e sulla linea dell'episcopato statunitense: "l'attenta e profonda considerazione del soggetto umano dal momento del suo concepimento".
Sulla base di una corretta e completa analisi biologica, l'embrione umano vivente è - a partire dalla fusione dei gameti - un soggetto umano con una ben definita identità, il quale incomincia da quel punto il suo proprio coordinato, continuo e graduale sviluppo, tale che in nessun stadio ulteriore può essere considerato come un semplice accumulo di cellule.
"Spero - ha evidenziato il cardinale DiNardo - che la decisione del giudice federale di interrompere i finanziamenti, incoraggerà il nostro Governo a rinnovare e ampliare il suo impegno a percorrere vie etiche di ricerca e di tutela della vita riguardo alle cellule staminali embrionali umane. Troppo spesso la ricerca scientifica percorre vie distruttive della vita".
(©L'Osservatore Romano - 27 agosto 2010)