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DUBLINO, 4. «Un cambiamento di direzione»: a chiederlo in un appel-lo è un gruppo di sette istituzioni e organizzazioni cattoliche caritative in Irlanda in riferimento agli inter-venti previsti dal Governo in campo economico nel 2013. Rispetto della dignità di ogni persona, equità, soli-darietà e bene comune, si sottolinea in una dichiarazione pubblicata sul sito della Conferenza episcopale, devono essere «i valori chiave» a cui ispirarsi per quanto concerne le politiche economiche.
A siglarlo sono: Council for Justice and Peace e Council for Research and Develop-ment della Conferenza episcopale, Crosscare, Jesuit Centre for Faith and Justice, Society of Saint Vin-cent de Paul Trócaire e Vincentian Partnership for Social Justice. Nell’appello si fa riferimento anche ai rischi per il tagli agli aiuti umani-tari in tutto il mondo. Particolare preoccupazione viene espressa in merito alle ricadute sulle fasce sociali più deboli delle misure di austerità e relativi tagli al budget. D all’inizio della crisi economica, si ricorda, i tagli ai servizi sanitari, educativi e sociali, gli aumenti delle tasse e delle spese in generale hanno avuto «un impatto devastante sulle capacità di molte persone in Irlanda a mantenere un tenore di vita accet-tabile e per accedere ai servizi ne-cessari». Sulla base dei bilanci in-trodotti negli ultimi anni inoltre «vi è stata un’ulteriore erosione di spe-ranza e un accentuarsi delle divisio-ni nella società». Le organizzazioni, a tale riguardo, osservano che «at-traverso la loro esperienza sono in grado di attingere a una vasta gam-ma di elementi di prova per dimo-strare l’impatto estremamente dan-noso delle politiche di austerità». In questo contesto si cita, per esempio, la riduzione dei fondi subita dal programma Child Benefit e del Back to School Clothing and Foot-wear Allowance che si occupano di sostenere le famiglie; oppure le de-curtazioni del fondo per i program-mi Jobseeker’s Benefit e Jobseeker’s Allowance per contrastare la disoc-cupazione. In una riflessione dei ve-scovi irlandesi pubblicata nel dicem-bre 2011, dal titoloA Call to action in times of crisis si legge, fra l’a l t ro , che le politiche statali «contribui-scano al bene comune e non creino ulteriori cicatrici nel tessuto sociale della nazione». Il titolo «Un invito all’azione in tempo di crisi» ha spie-gato monsignor Raymond W. Field, vescovo ausiliare di Dublino e presi-dente del Consiglio episcopale di giustizia e pace, riconosce la realtà della fragilità umana, ma propone comunque una riflessione sul lavoro per la giustizia e la pace che tra-scende le particolarità di un qualsia-si specifico momento di crisi in un qualunque Paese. Le scelte di politica del bilancio del 2013, sottolineano le sette istitu-zioni e organizzazioni, pertanto, «devono essere valutate attentamen-te in termini di impatto sulle perso-ne che in questo momento non pos-sono permettersi uno standard mini-mo di vita accettabile». Nell’a f f ro n -tare la crisi, si aggiunge, si deve af-frontare soprattutto il rapporto tra tassazione e tagli «in modo che l’impatto di queste misure sia pro-porzionato ed equo in particolare sulle persone che hanno già speri-mentato gli effetti di diversi anni di tagli al bilancio». Le scelte, conclu-dono, «devono quindi portare in una direzione diversa, focalizzando-si sull’attuale crisi sociale, ponendo una fine a questa situazione prima che si radichi in maniera ancora più profonda» .

(©L'Osservatore Romano 5 dicembre 2012)