Durante il volo da Sarajevo a Roma, Papa Francesco ha incontrato i giornalisti a bordo dell’aereo, in una conferenza introdotta dal direttore della Sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi. Ne riportiamo la trascrizione. [Silvije Tomašević] Buonasera, Santità, qui sono arrivati naturalmente molti croati in pellegrinaggio, che chiedono se Sua Santità verrà in Croazia... Ma siccome siamo in Bosnia ed Erzegovina c’è anche un grande interesse per il giudizio sul fenomeno di Medjugorje...
Sul problema di Medjugorje Papa Benedetto XVI, a suo tempo, aveva fatto una commissione presieduta dal cardinale Camillo Ruini; c’erano anche altri Cardinali, teologi e specialisti lì. Hanno fatto lo studio e il cardinale Ruini è venuto da me e mi ha consegnato lo studio, dopo tanti anni — non so, 3-4 anni più o meno. Hanno fatto un bel lavoro, un bel lavoro. Il cardinale Müller [Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede] mi ha detto che avrebbe fatto una “feria quarta” [un’apposita riunione] in questi tempi; credo sia stata fatta l’ultimo mercoledì del mese. Ma non sono sicuro... [Nota del p. Lombardi: in effetti non vi è stata ancora una feria quarta dedicata a questo tema] Siamo lì lì per prendere delle decisioni. Poi si diranno. Per il momento si danno soltanto alcuni orientamenti ai vescovi, ma sulle linee che si prenderanno. Grazie!
[Silvije Tomašević] E la visita in Croazia?
La visita in Croazia? Non so quando ci sarà. Adesso mi ricordo la domanda che mi avete fatto quando sono andato in Albania: «Lei incomincia la visita in Europa da un Paese che non appartiene alla Comunità Europea»; e io ho risposto: «È un segno. Io vorrei incominciare a fare le visite in Europa, partendo dai Paesi più piccoli, e i Balcani sono Paesi martoriati, hanno sofferto tanto!». Hanno sofferto tanto... E per questo la mia preferenza è qua. Grazie!
[Anna Chiara Valle] Lei ha parlato di chi deliberatamente fomenta il clima di guerra, e poi ha detto ai giovani: ci sono i potenti che parlano apertamente di pace e sottobanco commerciano le armi. Ci può approfondire un po’ di più questo concetto?
Sì c’è l’ipocrisia, sempre! Per questo ho detto che non è sufficiente parlare di pace: si deve fare la pace! E chi parla soltanto di pace e non fa la pace è in contraddizione; e chi parla di pace e favorisce la guerra — per esempio con la vendita delle armi — è un ipocrita. È così semplice...
[Katia Lopez] Santo Padre, nel suo ultimo incontro con i giovani ha parlato dettagliatamente della necessità di fare molta attenzione a quello che leggono, a quello che vedono: non ha detto esattamente la parola “pornografia”, ma ha detto “fantasia cattiva”. Può approfondire un po’ questo concetto della perdita di tempo?
Ci sono due cose differenti: le modalità e i contenuti. Sulle modalità, ce n’è una che fa male all’anima ed è l’essere troppo attaccato al computer. Troppo attaccato al computer! Questo fa male all’anima e toglie la libertà: ti fa schiavo del computer. È curioso, in tante famiglie i papà e le mamme mi dicono: siamo a tavola con i figli e loro con il telefonino sono in un altro mondo. È vero che il linguaggio virtuale è una realtà che non possiamo negare: dobbiamo portarla sulla buona strada, perché è un progresso dell’umanità. Ma quando questo ci porta via dalla vita comune, dalla vita familiare, dalla vita sociale, ma anche dallo sport, dall’arte e rimaniamo attaccati al computer, questa è una malattia psicologica. Sicuro! Secondo: i contenuti. Sì, ci sono cose sporche, che vanno dalla pornografia alla semi-pornografia, ai programmi vuoti, senza valori: per esempio programmi relativisti, edonisti, consumistici, che fomentano tutte queste cose. Noi sappiamo che il consumismo è un cancro della società, il relativismo è un cancro della società; di questo io parlerò nella prossima Enciclica, che uscirà entro questo mese. Non so se ho risposto. Ho detto la parola “sp orcizia” per dire una cosa generale, ma tutti sappiamo questo. Ci sono genitori molto preoccupati che non permettono che ci siano i computer nelle stanze dei bambini; i computer devono essere in un posto comune della casa. Questi sono piccoli aiuti che i genitori trovano per evitare proprio questo.
Il Pontefice ha poi aggiunto:
Vi ringrazio per il lavoro, per la vostra fatica in questo viaggio... Grazie tante del vostro lavoro, grazie tante! E pregate per me, grazie!
Rispondendo infine a una domanda di Caroline Pigozzi sulla possibilità di un viaggio in Francia il Papa ha detto:
Sì, sì, io ho in programma di andare in Francia. L’ho promesso ai vescovi. Non ci sono problemi, non ci sono. I piccoli problemi non sono problemi.
© Osservatore Romano - 8-9 giugno 2015