Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Home

Giocatori del Villareal in campoAlle ore 9.50 di questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza i Dirigenti ed i Calciatori della squadra “Villarreal CF”, giunta a Roma per giocare una partita della ”Europa League 2017”.

Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti nel corso dell’udienza:

Discorso del Santo Padre

Queridos amigos, buen día:

Saludo con alegría a ustedes, futbolistas, entrenadores y dirigentes del equipo del Villarreal, y les agradezco esta visita con ocasión del partido que jugarán esta tarde.

El fútbol, como los demás deportes, es imagen de vida y de sociedad. Ustedes en el campo se necesitan unos a otros. Cada jugador pone su profesionalidad y habilidad en beneficio de un ideal común, que es jugar bien para ganar. Para lograr esa afinidad se necesita mucho entrenamiento; pero también es importante invertir tiempo y esfuerzo en fortalecer el espíritu del equipo, para lograr crear esa conexión de movimientos: una simple mirada, un pequeño gesto, una expresión comunican tantas cosas en el campo. Esto es posible si se actúa con espíritu de compañerismo, dejando de lado el individualismo o las aspiraciones personales. Si se juega pensando en el bien del grupo, entonces es más fácil obtener la victoria. En cambio, cuando uno piensa en sí mismo y se olvida de los demás, nosotros en Argentina decimos que es uno que le gusta “comerse la pelota” para él solo.

Por otra parte, cuando ustedes juegan al fútbol están al mismo tiempo educando y transmitiendo valores. Muches personas, especialmente los jóvenes, los admiran y los observan. Quieren ser como ustedes. A través de su profesionalidad, están transmitiendo un modo de ser a aquellos que les siguen, sobre todo a las nuevas generaciones. Y esto es una responsabilidad y les debe motivar para dar lo mejor de ustedes mismos para ejercitar esos valores que en el fútbol tienen que ser palpables: el compañerismo, el esfuerzo personal, la belleza del juego, el juego de equipo. Una de las características del buen deportista es el agradecimiento. Si pensamos en nuestra vida, podemos traer a la memoria el recuerdo de tantas personas que nos han ayudado y sin las cuales no estaríamos aquí. Pueden recordar con quienes jugaban de chicos, a sus primeros compañeros de equipo, entrenadores, asistentes, y también a los aficionados que con su presencia los animan en cada partido. Este recuerdo nos hace bien, para no sentirnos superiores sino para tomar conciencia de que somos parte de un gran equipo que empezó a formarse desde hace ya tiempo. Sentir de este modo nos ayuda a crecer como personas, porque nuestro «juego» no es sólo nuestro, sino también el de los demás, que de algún modo forman parte de nuestras vidas. Y esto además fortalece el espíritu del juego amateur, que nunca hay que perderlo, hay que recuperarlo todos los días, por lo que te mantiene con esa frescura, con esa grandeza de alma.

Los animo a seguir jugando dando lo más bello y mejor de ustedes para que otros puedan disfrutar de esos momentos agradables, que hacen la jornada diferente. Me uno a ustedes, rezo por ustedes, imploro la bendición de la Virgen de Gracia y la intercesión de San Pascual Bailón, Patronos de la ciudad de Villarreal, para que sean sostenidos en sus vidas y puedan ser instrumentos para llevar a cuantos los siguen y animan, la alegría y la paz de Dios y con los amigos.

A mí me ayuda mucho pensar en el fútbol porque me gusta, y me ayuda. Pero cuando suelo pensar más es al portero. ¿Por qué? Porque él tiene que atajar la pelota de donde se la patean, no sabe de dónde vendrá. Y la vida es así. Hay que tomar las cosas de donde vienen y como vienen. Y cuando yo me encuentro frente a situaciones que no esperaba, que hay que resolver y vinieron de acá cuando yo las esperaba de allá, pienso en el portero, así que los tengo muy presentes. Gracias.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html 23 febbraio 2017



Cari amici, buongiorno,

Vi saluto con gioia, giornalisti, allenatori e dirigenti della squadra del Villarreal e vi ringrazio per questa visita in occasione della partita che giocherete questa sera. Il calcio, come gli altri sport, è mmagine di vita e di società . Voi in campo avete bisogno gli uni degli altri. Ogni giocatore mette la sua professionalità e la sua abilità a beneficio di un ideale comune, che è giocare bene per vincere. Per ottenere questo affiatamento occorre allenarsi molto; ma è anche importante investire tempo e fatica nel rafforzare lo spirito di squadra, per riuscire a creare questa correlazione di movimenti: un semplice sguardo, un piccolo gesto, un’espressione comunicano tante cose in campo. Ciò è possibile se si agisce con spirito di cameratismo, mettendo da parte l’individualismo e le aspirazioni personali. Se si gioca pensando al bene del gruppo, allora è più facile ottenere la vittoria. Invece, quando uno pensa a se stesso e si dimentica degli altri, noi in Argentina diciamo che è uno a cui piace comerse la pelota [trattenere la palla] solo per sé. Inoltre, quando giocate a calcio, state al tempo stesso educando e t ra smettendo valori . Molte persone, specialmente i giovani, vi ammirano e vi osservano. Vogliono essere come voi. Attraverso la vostra professionalità, trasmettete un modo di essere a quanti vi seguono, soprattutto alle nuove generazioni. Ed è una responsabilità, e vi deve motivare a dare il meglio di voi per esercitare quei valori che nel calcio devono essere palpabili: il cameratismo, l’impegno personale, la bellezza del gioco e il gioco di squadra. Una delle caratteristiche del buon sportivo è la riconoscenza . Se pensiamo alla nostra vita, possiamo evocare il ricordo di tante persone che ci hanno aiutati e senza le quali non staremmo qui. Potete ricordare con chi giocavate da bambini, i vostri primi compagni di squadra, gli allenatori, gli assistenti e anche i tifosi, che con la loro presenza vi incoraggiano in ogni partita. Questo ricordo ci fa bene, per non sentirci superiori e prendere coscienza che siamo parte di una grande squadra che ha iniziato a formarsi da tempo. Sentirci così ci aiuta a crescere come persone, perché il nostro “gio co” non è solo nostro, ma anche degli altri, che in qualche modo fanno parte della nostra vita. E inoltre rafforza lo spirito del gioco amateur [amatoriale], che non bisogna mai perdere, che bisogna recuperare ogni giorno, perché ti conserva con quella freschezza, con quella grandezza d’animo. Vi incoraggio a continuare a giocare dando la parte più bella e migliore di voi, affinché altri possano godere di questi momenti gradevoli che rendono la giornata diversa. Mi unisco a voi, prego per voi, imploro la benedizione della Madonna delle Grazie e l’intercessione di San Pasquale Baylon, Patroni della città di Villarreal, affinché vi sentiate sostenuti nella vostra vita e possiate essere strumento per portare a quanti vi seguono e incoraggiano la gioia e la pace di Dio e con gli amici. Mi aiuta molto pensare al calcio perché mi piace, e mi aiuta. Ma più di tutti penso al portiere. Perché? Perché deve bloccare la palla dove gliela calciano, non sa da dove verrà. E la vita è così. Bisogna prendere le cose da dove vengono e come vengono. E quando mi trovo di fronte a situazioni che non mi aspettavo, che vanno risolte, e sono venute da lì mentre le aspettavo da là, penso al portiere, perciò vi tengo molto presenti. Grazie.

© Osservatore Romano - 24 febbraio 2017