Alle ore 11.40 di questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i membri della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, in occasione dell’apertura dell’Assemblea Plenaria.
Dopo gli indirizzi di saluto dell’Em.mo Card. Sean Patrick O’Malley, O.F.M. Cap., Presidente della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, e di altri membri, il Papa ha rivolto ai presenti un discorso il cui testo riportiamo di seguito:
Cari Fratelli e Sorelle,
Vi porgo un cordiale benvenuto all’inizio di questa Assemblea Plenaria. In particolare, vorrei ringraziare il Cardinale O’Malley per il suo gentile saluto mentre vi esprimo il mio più sincero apprezzamento per le riflessioni che a nome vostro hanno presentato il signor Hermenegild Makoro e il signor Bill Kilgallon. Hanno espresso molto bene il ruolo che ho pensato per la Commissione quando l’ho istituita tre anni fa, un servizio che confido continuerà a essere di grande aiuto nei prossimi anni per il Papa, la Santa Sede, i Vescovi e i Superiori Maggiori di tutto il mondo.
Riuniti qui oggi, desidero condividere con voi il profondo dolore che sento nell’anima per la situazione dei bambini abusati, come ho già avuto occasione di fare recentemente in diverse occorrenze. Lo scandalo dell’abuso sessuale è davvero una rovina terribile per tutta l’umanità, e tocca tanti bambini, giovani e adulti vulnerabili in tutti i paesi e in tutte le società. Anche per la Chiesa è stata un’esperienza molto dolorosa. Proviamo vergogna per gli abusi commessi da ministri sacri, che dovrebbero essere le persone più degne di fiducia. Ma abbiamo anche sperimentato una chiamata, e siamo certi che proviene direttamente da nostro Signore Gesù Cristo: accogliere la missione del Vangelo per la protezione di tutti i minori e adulti vulnerabili.
Permettetemi di dire in tutta chiarezza che l’abuso sessuale è un peccato orribile, completamente opposto e in contraddizione con ciò che Cristo e la Chiesa ci insegnano. Qui a Roma, ho avuto il privilegio di ascoltare le storie che le vittime e i sopravvissuti di abusi hanno voluto condividere. In quegli incontri, hanno condiviso apertamente le conseguenze che l’abuso sessuale ha provocato sulle loro vite e sulle loro famiglie. So che anche voi avete avuto l’occasione benedetta di partecipare a simili riunioni e che esse continuano ad alimentare il vostro impegno personale a fare tutto il possibile per combattere questo male ed eliminare questa rovina tra noi.
Pertanto oggi ribadisco ancora una volta che la Chiesa, a tutti i livelli, risponderà con l’applicazione delle misure più severe per tutti coloro che hanno tradito la propria chiamata e hanno abusato dei figli di Dio. Le misure disciplinari che le Chiese particolari hanno adottato si devono applicare a tutti coloro che lavorano nelle istituzioni della Chiesa. Tuttavia, la responsabilità primordiale è dei Vescovi, dei sacerdoti e dei religiosi, di quanti hanno ricevuto dal Signore la vocazione di offrire la loro vita al servizio, includendo la vigile protezione di tutti i bambini, giovani e adulti vulnerabili. Per questo motivo, la Chiesa irrevocabilmente e a tutti i livelli intende applicare contro l’abuso sessuale di minori il principio di “tolleranza zero”.
Il motu proprio Come una madre amorevole, promulgato in base a una proposta della vostra commissione e in riferimento al principio di responsabilità della Chiesa, affronta i casi dei Vescovi diocesani, Eparchi e Superiori Maggiori degli istituti religiosi che, per negligenza, hanno compiuto od omesso atti che abbiano procurato un danno grave ad altri, sia che si tratti di persone fisiche, sia che si tratti di una comunità nel suo insieme (cfr. art. 1).
Negli ultimi tre anni, la Commissione ha sottolineato di continuo i principi più importanti che guidano gli sforzi della Chiesa per proteggere tutti i minori e gli adulti vulnerabili. In tal modo ha compiuto la missione che le ho affidato di “funzione consultiva, al servizio del Santo Padre”, offrendo la sua esperienza “al fine di promuovere la responsabilità delle Chiese particolari nella protezione di tutti i minori e degli adulti vulnerabili” (Statuto, art. 1).
Mi ha riempito di gioia sapere che molte Chiese particolari hanno adottato la vostra raccomandazione per una Giornata di Preghiera e per un dialogo con le vittime e i sopravvissuti di abusi, come pure con i rappresentanti delle organizzazioni delle vittime. Ci hanno raccontato come queste riunioni siano state un’esperienza profonda di grazia nel mondo intero e sinceramente spero che tutte le Chiese particolari ne beneficino.
È inoltre incoraggiante sapere quante Conferenze Episcopali e Conferenze di Superiori Maggiori hanno cercato il vostro consiglio riguardo alle Direttrici per la protezione di minori e adulti vulnerabili. La vostra collaborazione per condividere le pratiche migliori è veramente preziosa, soprattutto per quelle Chiese che hanno meno risorse per questo cruciale lavoro di protezione. Vorrei incoraggiarvi a proseguire la vostra collaborazione in questo lavoro con la Congregazione per la Dottrina della Fede e la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, affinché tali pratiche siano inculturate nelle diverse Chiese di tutto il mondo.
Infine, vorrei lodare con particolare enfasi le numerose opportunità di apprendimento, educazione e formazione che avete offerto in tante Chiese particolari di tutto il mondo e anche qui a Roma, nei diversi Dicasteri della Santa Sede, nel corso per i nuovi Vescovi e in vari congressi internazionali. Mi fa piacere sapere che la presentazione che il Cardinale O’Malley e la signora Marie Collins, uno dei vostri membri fondatori, hanno realizzato la scorsa settimana per i nuovi Vescovi, sia stata accolta tanto favorevolmente. Questi programmi educativi offrono il tipo di risorse che permetteranno alle Diocesi, agli Istituti religiosi e a tutte le istituzioni cattoliche, di adottare e impiegare i materiali più efficaci per questo lavoro.
La Chiesa è chiamata a essere un luogo di pietà e compassione, specialmente per quanti hanno sofferto. Per tutti noi, la Chiesa cattolica continua a essere un ospedale da campo che ci accompagna nel nostro percorso spirituale. È il luogo dove possiamo sederci con altri, ascoltarli e condividere con loro le nostre lotte e la nostra fede nella buona novella di Gesù Cristo. Confido pienamente che la Commissione continuerà a essere un luogo in cui poter ascoltare con interesse le voci delle vittime e dei sopravvissuti. Perché abbiamo molto da imparare da loro e dalle loro storie personali di coraggio e perseveranza.
Permettetemi di ringraziarvi ancora una volta per i vostri sforzi e consigli in questi tre anni. Vi affido alla Santissima Vergine Maria, la Madre che rimane accanto a noi nel corso della nostra vita. Imparto la Benedizione Apostolica a tutti voi e ai vostri cari, e vi chiedo di continuare a pregare per me.
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Discorso del Santo Padre
Queridos Hermanos y Hermanas:
Les doy una cálida bienvenida al comienzo de esta Asamblea Plenaria. En particular, quisiera agradecer al Cardenal O’Malley por su amable saludo al mismo tiempo que les manifiesto mi más sincero aprecio por las reflexiones que en nombre de ustedes han presentado el Sr. Hermenegild Makoro y el Sr. Bill Kilgallon. Han expresado muy bien el papel que pensé para la Comisión cuando la formé hace tres años, un servicio que confío en que seguirá siendo de gran ayuda en los próximos años para el Papa, la Santa Sede, los Obispos y los Superiores Mayores de todo el mundo.
Reunidos hoy aquí, deseo compartir con ustedes el profundo dolor que siento en el alma por la situación de los niños abusados, como ya he tenido ocasión de hacer recientemente en varias ocasiones. El escándalo del abuso sexual es verdaderamente una ruina terrible para toda la humanidad, y que afecta a tantos niños, jóvenes y adultos vulnerables en todos los países y en todas las sociedades. También para la Iglesia ha sido una experiencia muy dolorosa. Sentimos vergüenza por los abusos cometidos por ministros sagrados, que deberían ser los más dignos de confianza. Pero también hemos experimentado un llamado, que estamos seguros de que viene directamente de nuestro Señor Jesucristo: acoger la misión del Evangelio para la protección de todos los menores y adultos vulnerables.
Permítanme decir con toda claridad que el abuso sexual es un pecado horrible, completamente opuesto y en contradicción con lo que Cristo y la Iglesia nos enseñan. Aquí en Roma, he tenido el privilegio de escuchar las historias que las víctimas y los supervivientes de abusos han querido compartir. En esos encuentros, ellos han compartido abiertamente los efectos que el abuso sexual ha provocado en sus vidas y en las de sus familias. Sé que también ustedes han tenido la bendita ocasión de participar en iguales reuniones, y que ellas siguen alimentando su compromiso personal de hacer todo lo posible para combatir este mal y eliminar esta ruina de entre nosotros.
Por eso, reitero hoy una vez más que la Iglesia, en todos los niveles, responderá con la aplicación de las más firmes medidas a todos aquellos que han traicionado su llamado y han abusado de los hijos de Dios. Las medidas disciplinarias que las Iglesias particulares han adoptado deben aplicarse a todos los que trabajan en las instituciones de la Iglesia. Sin embargo, la responsabilidad primordial es de los Obispos, sacerdotes y religiosos, de aquellos que han recibido del Señor la vocación de ofrecer sus vidas al servicio, incluyendo la protección vigilante de todos los niños, jóvenes y adultos vulnerables. Por esta razón, la Iglesia irrevocablemente y a todos los niveles pretende aplicar contra el abuso sexual de menores el principio de “tolerancia cero”.
El motu proprio Como una madre amorosa, promulgado en base a una propuesta de vuestra Comisión y en referencia al principio de responsabilidad en la Iglesia, afronta los casos de los Obispos diocesanos, Eparcas y Superiores Mayores de los Institutos religiosos que, por negligencia, han realizado u omitido actos que hayan podido provocar un daño grave a otros, bien se trate de personas físicas o de una comunidad en su conjunto (cf. art. 1).
Durante los últimos tres años, la Comisión ha enfatizado continuamente los principios más importantes que guían los esfuerzos de la Iglesia para proteger a todos los menores y adultos vulnerables. De esta manera, ha cumplido la misión que le confié como «función consultiva al servicio del Santo Padre», ofreciendo su experiencia «con el fin de promover la responsabilidad de las Iglesias particulares en la protección de todos los menores y los adultos vulnerables» (Estatuto, art. 1).
Me llenó de alegría saber que muchas Iglesias particulares han adoptado vuestra recomendación para una Jornada de Oración, y para un diálogo con las víctimas y supervivientes de abusos, así como con los representantes de las organizaciones de víctimas. Ellos compartieron con nosotros cómo estas reuniones han sido una experiencia profunda de gracia en todo el mundo, y sinceramente espero que todas las Iglesias particulares se beneficien de ellas.
También es alentador saber cuántas Conferencias Episcopales y Conferencias de Superiores Mayores han buscado vuestro consejo con relación a las Directrices para la protección de menores y adultos vulnerables. Vuestra colaboración para compartir las mejores prácticas es verdaderamente valiosa, especialmente para aquellas Iglesias que tienen menos recursos para este trabajo crucial de protección. Me gustaría animarles a que sigan su colaboración en este trabajo con la Congregación para la Doctrina de la Fe y la Congregación para la Evangelización de los Pueblos, para que estas prácticas sean inculturadas en las distintas Iglesias de todo el mundo.
Por último, me gustaría alabar con especial énfasis las numerosas oportunidades de aprendizaje, educación y formación que han ofrecido en tantas Iglesias particulares de todo el mundo e igualmente aquí en Roma, en los diversos Dicasterios de la Santa Sede, en el curso para los nuevos Obispos y en varios congresos internacionales. Me complace la noticia de que la presentación que el Cardenal O’Malley y la Sra. Marie Collins, uno de sus miembros fundadores, realizaron la semana pasada a los nuevos Obispos haya sido acogida tan favorablemente. Estos programas educativos ofrecen el tipo de recursos que permitirán a las Diócesis, Institutos religiosos y a todas las instituciones católicas, adoptar e implementar los materiales más efectivos para este trabajo.
La Iglesia está llamada a ser un lugar de piedad y compasión, especialmente para los que han sufrido. Para todos nosotros, la Iglesia Católica sigue siendo un hospital de campo que nos acompaña en nuestro itinerario espiritual. Es el lugar donde podemos sentarnos con otros, escucharlos y compartir con ellos nuestras luchas y nuestra fe en la buena nueva de Jesucristo. Confío plenamente en que la Comisión seguirá siendo un lugar donde podamos escuchar con interés las voces de las víctimas y de los supervivientes. Porque tenemos mucho que aprender de ellos y de sus historias personales de coraje y perseverancia.
Permítanme agradecerles una vez más sus esfuerzos y consejos en estos tres años. Los encomiendo a la Santísima Virgen María, la Madre que permanece cerca de nosotros a lo largo de nuestras vidas. Les doy la Bendición Apostólica a todos ustedes y a sus seres queridos, y les pido que continúen rezando por mí.
© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 21 settembre 2017