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CITTA’ DEL VATICANO - ''Nessuna finalita' terapeutica puo' mettere in conto l'utilizzo di uomini come cavie da esperimento, perche' nessun individuo, per nessun motivo, puo' accampare un diritto di vita o di morte su di un suo simile''. E' quanto scrive l'Osservatore romano commentando l'ultimo esperimento portato a termine da ricercatori dell'Universita' di Newcastle e che e' consistito nella modifica del patrimonio genetico di alcuni embrioni umani. In un articolo a firma del direttore del Centro di bioetica dell'Universita' Cattolica, Adriano Pessina, ci si chiede ''se stiamo irrimediabilmente abbassando la soglia di tutela del valore e della vita del singolo uomo e se stiamo tornando ad un'impostazione in cui il valore e la dignita' del singolo sono strettamente commisurate alle fasi del suo sviluppo, cosi' che esisterebbe una differenza morale tra eliminare un embrione, un feto, un neonato, un bambino, un adulto, un anziano''. Continua su
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