Misericordia: che posto lasciarle nel mondo come conciliarla col giudizio che ci è chiesto
- Details
- Hits: 1856
Risponde il teologo libanese Robert Cheaib, che ha curato per la Tau un volumetto sulle “viscere di Dio” che ciascuno è invitato a “co-nascere”.
“Non giudicate, per non essere giudicati”. Ma è proprio vero che il Signore ci chiama a non esprimere giudizio? A non avere una visione? A non discernere i fatti? “Chi sei tu per giudicare?” è il refrain che spesso ci sentiamo rivolgere ogni qualvolta prendiamo delle decisioni, ogni qualvolta ci permettiamo di criticare (cioè esprimere un giudizio) su fatti, scelte e decisioni che (ad esempio) violano la legge naturale, sdoganano l’utero in affitto, pretendono di legalizzare il diritto ad avere figli e non il diritto dei bambini ad avere un papà e una mamma. Pare che per molti cattolici tutto questo – il giudicare – non sia permesso, perché occorre essere misericordiosi come è misericordioso il Signore. Insomma, la domanda in fondo in fondo è questa: è sbagliato giudicare? E se giudichi significa che non sei misericordioso?