Come si rimargina la ferita dell'origine
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Dante e la redenzione. Il poeta esprime alcune considerazioni sul tema sia nelle opere minori sia nella Commedia, rielaborando e mediando la dottrina di san Tommaso immagini suggestive. Per inquadrare il suo pensiero, occorre partire dal Convivio, in cui, riflettendo sull'incarnazione del Verbo, dichiara che questa fu stabilita da Dio per riconciliare a sé la natura umana, privata dei doni soprannaturali e vulnerata nei doni naturali, a causa del peccato originale: "Volendo l'incommensurabile bontà divina l'umana natura a sé riconformare che per lo peccato de la prevaricazione del primo uomo da Dio era partita e disformata, eletto fu in quell'altissimo e congiuntissimo consistorio divino della Trinità che il Figliuolo di Dio in terra discendesse a far questa concordia" (iv, 5, 3).
In questo passo Dante sviluppa due concetti teologici: la redenzione come libero atto di amore e di misericordia di Dio; l'incarnazione del Verbo come soddisfazione adeguata all'atto da riparare.