Non fa un po' ridere ormai il cliché del Papa timido?
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Vorrebbero una Chiesa dilaniata da conflitti tra cardinali e inchieste giudiziarie. Vorrebbero i vescovi perquisiti dalla polizia e il Pontefice alla sbarra. Vorrebbero un Papa che, imbarazzato dal clamore mediatico, stia al posto suo vista l'aria che tira. E invece si devono rassegnare a Benedetto XVI che la settimana scorsa è tornato a ribadire che «la Chiesa è nel mondo un'immensa forza rinnovatrice».
A ripensarci ora il cliché del papa timido e teologo, un po' in difficoltà a governare, fa quasi ridere.
Dopo la lettera agli irlandesi, dopo la reazione di fronte alla questione pedofilia e gli inviti alla purificazione, dopo l'insieme di decisioni, nomine e disposizioni - senza colpi di mano o gesti eclatanti ma nell'ordinarietà dell'esercizio del suo pontificato - che stanno profondamente rinnovando la Chiesa, è veramente difficile sostenere ancora la tesi dell'insicurezza.
La realtà è un'altra: la si vede nelle partecipazioni record ai suoi viaggi, nei suoi scritti che diventano bestseller, nei i fedeli che non sembrano subire gli effetti di certa cattiva stampa. La si vede nella decisione di istituire il Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione dell'Occidente: il Papa sta guardando al futuro.
Nella festa di San Pietro e Paolo ha parlato dell'uomo del terzo millennio che «desidera una vita autentica e piena, ha bisogno di verità, di libertà profonda, di amore gratuito». Tutt'altro che impantanato nei pasticci altrui e del passato, Benedetto XVI sta rendendo la Chiesa sempre più pronta a rispondere alla «sete di Dio» che c'è nel mondo.
© Tempi - 8 luglio 2010