L’antifascista Francesco Nitti: «grazie a Pio XII per l’aiuto agli ebrei».
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Uno dei più autorevoli esponenti dell'antifascismo, membro del Partito Radicale Storico, politico decisivo nel corso della prima guerra mondiale e nell'immediato dopoguerra italiano, fu sicuramente Francesco Saverio Nitti (1868-1953). Come è emerso dall'archivio Nitti, presso la Fondazione Luigi Einaudi di Torino, incrociato con quello vaticano, ebbe relazioni molto strette e di profonda stima con Pio XII, sia prima che dopo la guerra. Lo ha riportato l'esperto di storia contemporanea Roberto Perici su l'Osservatore Romano. Interessante quello che Nitti disse a fine guerra, prima che le leggende su Pio XII cominciassero a formarsi. Al teatro San Carlo di Napoli, il 3 ottobre 1945, dedicò a Pio XII la parte conclusiva della lunga orazione, lodando l'aiuto che, "per volontà del Pontefice", le strutture ecclesiastiche avevano prestato ai perseguitati e agli ebrei. Perseguitati, tocca ricordarlo, a causa della fede nel darwinismo sociale (come ha anche confermato lo storico Bernard Bruneteau nel suo celebre "Il secolo dei genocidi" (Il Mulino 2006), e ripreso da Corriere della Sera). Il discorso avvenne dopo 8 mesi dall'annuncio della conversione al cattolicesimo del Rabbino Capo di Roma, Eugenio Zolli e della sua famiglia, che difficilmente si sarebbe verificata se Nitti non avesse avuto ragione su Pio XII.
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