L'audacia di Dio e l'opposizione del nemico
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Nel 2001, nella solennità dell'Epifania del Signore, Giovanni Paolo ii ha pubblicato la magnifica riflessione sull'esperienza della Chiesa che aveva appena celebrato il Grande giubileo dell'anno 2000. Ma la lettera apostolica Novo millennio ineunte non è stata solo un guardare indietro con gratitudine, ma anche un guardare avanti con speranza. In modo originale e incisivo ha posto la persona di Gesù al centro della gratitudine e della speranza della Chiesa.
Il terzo capitolo è intitolato "Ripartire da Cristo" e dichiara con schiettezza: "Non ci seduce certo la prospettiva ingenua che, di fronte alle grandi sfide del nostro tempo, possa esserci una formula magica. No, non una formula ci salverà, ma una Persona, e la certezza che essa ci infonde: Io sono con voi!" (29). Un imperativo urgente è scaturito da questa gioiosa convinzione. Giovanni Paolo ii insiste sul fatto che bisogna "porre la programmazione pastorale nel segno della santità" ed esorta tutto il popolo di Dio a "riscoprire il valore programmatico" del quinto capitolo della Lumen gentium, dedicato alla chiamata universale alla santità. Questo compito non spetta solo ad alcuni nella Chiesa, ma a tutti coloro che sono stati battezzati nella morte e nella nuova vita di Gesù il Cristo.
Nove anni dopo, in un'altra grande solennità del Signore, il Sacro Cuore di Gesù, Benedetto XVI ha pronunciato un'omelia che ha ripetuto, in molti modi, l'esortazione del suo predecessore. Sebbene si incentri chiaramente sul dono del sacerdozio, poiché la Chiesa conclude il suo Anno sacerdotale, essa riguarda in realtà l'intero popolo di Dio.