L’apparecchio misura-felicità e altre ricerche autolesioniste
- Details
- Hits: 1243
-----------------------------
Non smette di piovere. Apro il giornale e apprendo che un gruppo di scienziati ha fatto una ricerca e ha concluso che il tempo cattivo mette di cattivo umore. Accidenti, non ci avevo mai pensato. Sapevo che a Napoli da un pezzo si dice: «Che bella cosa ’na iurnata ’e sole». Ma siamo seri, quale fondamento “scientifico” ha una simile affermazione? Ora, se lo conferma la scienza finalmente possiamo crederci. Però, leggo anche che i nostri scienziati, oggettivi e prudenti, hanno aggiunto: «Ma non tutti hanno le stesse reazioni». Meno male… Perché altrimenti non mi spiego come mai Gene Kelly cantava sotto la pioggia («Singing in the rain»). Inoltre, un’altra brillante équipe di ricercatori statunitensi ha mostrato che quando piove si apprende di più: hanno collocato una serie di oggetti vicino alla cassa di un negozio chiedendo a chi usciva di ricordare cosa avesse visto. Nei giorni di pioggia i ricordi aumentavano. Promemoria per la pubblica istruzione: irrorare di pioggia artificiale le scuole quando c’è il sole e saremo primi nelle graduatorie Ocse-Pisa.
Mi chiedo se sia in atto una congiura (tipo demo-pluto-ecc.) per screditare la scienza. Forse da parte della stampa? Oppure c’è una quinta colonna nel mondo scientifico stesso? Ho optato per la seconda ipotesi quando ho letto che nientemeno che un Nobel, Daniel Kahneman, assieme a uno stuolo di psicologi, economisti, sociologi ed epidemiologi, ha studiato come misurare la felicità. La chiave della ricerca pare sia l’analisi delle interazioni tra cervello e sistema immunitario in cui passano segnali biochimici che modulano le risposte dell’organismo alle infezioni e allo stress. Insomma, la felicità è intesa come “star bene”. A me questa identificazione pare grottesca. Ma tant’è. Kahneman e soci hanno inventato un apparecchietto che suona a caso in diversi momenti della giornata e il soggetto che lo porta addosso, se non si è ancora stufato di sopportarlo, preme un bottone su una scala numerica per segnalare quanto “sta bene” in quell’istante. La casualità del suonare sarebbe garanzia di oggettività della “misura”. A detta di Massimo Piattelli Palmarini il risultato sarebbe “sconvolgente”. Credete di essere felici perché siete sposati con una donna o un uomo che amate? Oppure perché siete ricchi? Perché vi dà gioia la vostra fede religiosa? Perché avete successo nella professione? Illusi! La scienza vi svela in modo inoppugnabile che siete felici se avete dormito bene, se non siete un pendolare, se non siete costretto a fare shopping con il partner e soprattutto quando fate una bella mangiata e bevuta con gli amici…
Un’altra équipe britannica è invece arrivata a conclusioni opposte, in quanto si sarebbe basata su una semplice raccolta delle convinzioni delle persone circa il loro sentirsi felici. Ma questo modo di procedere è ritenuto poco scientifico, in quanto poco “oggettivo”. Ti pare che se uno dice di essere felice ha qualche significato? Infine, secondo un’altra ricerca, tra i paesi più felici al mondo vi sarebbero Costa Rica (al primo posto), Vietnam (al quinto) e Cuba (al settimo)…
Viene da chiedersi. Vi sono tante questioni scientifiche cruciali aperte: l’unificazione tra relatività e meccanica quantistica, l’unificazione delle forze fondamentali, la validità della teoria delle stringhe, tanti problemi irrisolti in matematica, la validità della teoria dell’evoluzione, i modelli meteorologici che non funzionano, le teorie sul riscaldamento globale. Non hanno niente di meglio da fare questi “scienziati” se non occuparsi di queste gigantesche bufale? Ma è evidente, è in azione la quinta colonna dei “nemici della scienza”.
Read more: L’apparecchio misura-felicità e altre ricerche autolesioniste