La devozione mariana e le attese dei fedeli
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La Provvidenza volle che, con l'arrivo e il martirio dell'apostolo Pietro, Roma diventasse il punto di riferimento della comunione cattolica dei credenti in Cristo, la Chiesa "che presiede alla carità" (cfr. sant'Ignazio di Antiochia, Lettera ai Romani, 1, 1). Il suo vescovo è, pertanto, il Successore di Pietro, chiamato a svolgere un servizio primaziale all'unità nella verità. L'orizzonte di tale ministero è universale; tuttavia, il fatto che la sua sede sia in Roma comporta naturalmente un particolare rapporto con l'Italia, sotto vari profili: spirituale, pastorale, culturale, politico e istituzionale; un rapporto che va ben oltre il dato che il vescovo di Roma sia il Primate di questa Nazione. Basti pensare, per esempio, a due episodi sintomatici della storia recente. Non pochi tra noi ricordano il pellegrinaggio in treno del beato Giovanni xxIII ad Assisi e a Loreto. Quel viaggio, il primo di un Papa in Italia dopo tanti anni, fu un evento che potremmo definire "di popolo" e rivelò, tramite i nuovi mezzi di comunicazione di allora, l'amore profondo e sincero degli italiani per il Pontefice Romano. L'altro episodio rivelatore fu la lettera del servo di Dio Paolo vi agli uomini delle "brigate rosse", per la liberazione di Aldo Moro; questo scritto, in una situazione particolarmente drammatica, ha manifestato l'intenso rapporto tra il vescovo di Roma e la nazione italiana, marcando la coscienza collettiva del Paese. Due esempi diversi, ma che danno un'idea della peculiarità del rapporto dell'Italia con il suo Primate.
In questa tradizione si è inserito anche Benedetto XVI, sulla scia dei suoi predecessori, soprattutto del venerabile Giovanni Paolo ii. E vi si è inserito ben presto, a un mese soltanto dalla sua elezione, con la visita a Bari in occasione del Congresso eucaristico nazionale. Proprio quel viaggio apre il volume che oggi, con sincero apprezzamento, presentiamo. Ringrazio vivamente il signor ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede, Antonio Zanardi Landi, per averci accolti nella splendida cornice di Palazzo Borromeo. Un saluto cordiale rivolgo a sua eminenza reverendissima il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana, il quale, tra l'altro, ha avuto la gioia di ricevere il Pontefice nella sua città; come pure al dottore Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, che segue, spesso di persona, gli eventi ecclesiali pontifici in Italia. Porgo, con il saluto, le mie vive congratulazioni al curatore del volume, professor Pierluca Azzaro, nonché al direttore della Libreria Editrice Vaticana, don Giuseppe Costa.