La novità della pace costantiniana
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Per il conferimento del dottorato "honoris causa" il cardinale bibliotecario e archivista di Santa Romana Chiesa ha preparato una lectio magistralis di cui diamo ampi stralci.
di Raffaele Farina
Da un anno circa sono iniziati i preparativi per le celebrazioni dei 1700 anni dalla promulgazione del cosiddetto Editto di Milano del febbraio del 313. Altri due anniversari sono già stati celebrati, per citare gli eventi più significativi: nel 2006 quello di York per la proclamazione di Costantino imperatore Augusto nel 306, e nel 2007 quello di Treviri per la nomina a Cesare del medesimo. Tali manifestazioni hanno richiamato l'attenzione dei media e delle istituzioni scientifiche e culturali su quella che rimane pur sempre una figura controversa, l'imperatore Costantino il Grande.
Su tale personaggio si possono in genere ritenere acquisiti i punti fondamentali di quella che è stata la sua storia, la vita, l'azione, le scelte politiche e religiose, nel periodo che va dal 306, l'inizio dell'ascesa al potere, fino al 337, la data della sua morte. Tale ristretto spazio di tempo è stato, a giusta ragione, definito "epoca costantiniana", per i cambiamenti verificatisi, la pregnanza di essi e le conseguenze nello spazio e nel tempo in riferimento alla persona dell'imperatore Costantino. Egli viene ritenuto dai contemporanei e dai posteri il primo imperatore cristiano e fu onorato nella storia, a breve distanza dalla sua scomparsa, con il titolo di Grande.