Gli uomini devono chiedere perdono alle donne
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Pubblichiamo il testo dell'omelia del predicatore della Casa Pontificia, durante la celebrazione della Passione del Signore presieduta da Benedetto XVI nel pomeriggio del 2 aprile, Venerdì Santo, nella basilica Vaticana.
"Abbiamo un grande Sommo Sacerdote che ha attraversato i cieli, Gesù, il Figlio di Dio": così inizia il brano della Lettera agli Ebrei che abbiamo ascoltato nella seconda lettura. Nell'anno sacerdotale, la liturgia del Venerdì Santo ci permette di risalire alla sorgente storica del sacerdozio cristiano.
Essa è la fonte di entrambe le realizzazioni del sacerdozio: quella ministeriale, dei vescovi e dei presbiteri, e quella universale di tutti i fedeli. Anche questa infatti si fonda sul sacrificio di Cristo. Egli, dice l'Apocalisse, "ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue e ha fatto di noi un regno e dei sacerdoti del Dio e Padre suo" (Apocalisse, 1, 5-6). È di vitale importanza perciò capire la natura del sacrificio e del sacerdozio di Cristo perché è di essi che sacerdoti e laici, in modo diverso, dobbiamo recare l'impronta e cercare di vivere le esigenze.