Boffo, Feltri e la Chiesa
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Ecco i motivi:
1 - Le "rivelazioni" di Feltri non ci sembrano un lavoro d'inchiesta giornalistica ma una ripicchetta a sostegno di alcuni principi discutibili. Questa "rivelazione" di Feltri appare confusa nelle fonti, nelle modalità espositive e negli accertamenti. Pur partendo da "buone" intenzioni politiche a nostro avviso rischia di fare più danno alla politica, al Giornale e allo stesso Feltri.
2 - Abbiamo piena fiducia nella Santa Sede, nella CEI e nel Dr. Boffo. Non siamo noi a dover dare consigli alla Santa Sede, alla CEI, al Card. Bagnasco e al Direttore di Avvenire.
Siamo sicuri che ogni difficoltà di percorso verrà sistemata nel migliore dei modi tenendo conto del bene della Chiesa, del giornale Avvenire e del Dr. Dino Boffo.
L'opinionismo cattolico che rischia di diventare linciaggio mediatico con termini quali "indefendibile", oppure con il desiderio di dare "consigli" al Card. Bagnasco, alla CEI o altro, non solo è un boomerang in chi lo esercita, ma denota un animo carico di livore o di chi ha qualche "sassolino personale", da cui prendiamo le distanze.
3 - Eventuali differenze di vedute tra Santa Sede e CEI (se ci sono), scandalizzano solo i manichei e i puristi. La dialettica fa parte di ogni famiglia sana in crescita, ne costituisce la ricchezza e la carismaticità e non sempre è disobbedienza purché si ascolti Pietro, si ami Pietro e non gli si remi contro in alcun modo. Neanche con l'omissione di appartenenza.
Siamo sicuri che il "pater familias", il Santo Padre che è Pietro e la santa sede saprà e sapranno trarre il meglio da ogni eventuale dissonanza con spirito pastorale di orchestrazione.
Se abbassiamo la cresta, smorziamo gli animi e crediamo allo Spirito Santo e amiamo il Santo Padre e ci fidiamo dei vescovi... sarà così.
Lo staff di Zammerù Maskil