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L'integrità della persona

girasole-desktopPaul Freeman

Preambolo

Paradossalmente siamo passati da una visione colpevolizzante della masturbazione in cui si affermava che "si poteva restare ciechi" ad una visione che giustifica come fisiologica tale pratica e si pone talvolta in maniera promozionale verso l'autoerotismo. Questo accade anche in trasmissioni televisive scientifico divulgative.
Innanzitutto occorre distinguere il piano etico da quello psicologico tenendo conto del principio della gradualità e non tanto della gradualità del principio.
Nessuno essere umano cresce spostando costantemente un valore morale secondo un relativismo morale. Diverso è pensare che l'acquisizione, l'autocoscienza e l'internalizzazione di un valore avviene per passi di crescita pur rimanendo chiaro e visibile (anzi sempre più chiaro e visibile) nel cammino dell'uomo e della donna, il punto di partenza ed il punto di arrivo. Nella pedagogia evangelica il punto di arrivo è già punto di partenza come dono che attende di incarnarsi nella specifica psicologia e storia esistenziale dell'individuo.
E lo scandalo del Vangelo è questo, che la dimensione esistenziale e persino fisiologica si plasma alla Luce della Grazia, per forza endogena coltivata e custodita.


In entrambe le visioni sia quella colpevolizzante (frutto, talvolta, di uno sbagliato atteggiamento pastorale e non tanto di un'errata visione teologica del problema) sia nella visione giustificatoria e libertina dei nostri tempi c'è un errore di carattere epistemologico.

Se alcuna psicologia pensa di essere scientifica con alcune definizioni assolute sul comportamento etico dei gesti esistenziali cade nel tranello di avere comunque dei presupposti antropologici, cosmologici e teologici e pertanto diventa inevitabilmente una fede.
Anche qui un altro paradosso; la scienza che dovrebbe incontrare la teologia rispettando il suo e l'altrui piano diventa una fede religiosa e alla peggio una filosofia.


Si critica un dogmatismo religioso per cadere in un dogmatismo ancora più sottile e oscurantista proprio perché non vede la sua cecità etica e scientifica. Talvolta rimane come un surrogato della religione "ufficiale" trasformando il proprio ruolo scientifico in magia e "mass-mediale rassicurazione" di giovani e meno giovani in cerca di risposte.

Pertanto, giocando sui termini è vero che l'autoerotismo rende ciechi. Non di certo dal punto di vista fisico ma certamente dal punto di vista spirituale ed esistenziale perché crea delle barriere alla Grazia già donata e al suo fiorire nella vita della Persona, anche quando l'avvertenza e la colpa sono assai ridotte.
Non sono rari gli obnubilamenti nel ragionamento, le distonie esistenziali, le spiritualizzazioni e gli accomodamenti teologici ad-post che vengono fatti su una pratica più o meno vissuta di ogni forma di auto-erotismo, femminile e maschile.



Cosa ci dice la Bibbia sulla sessualità e quale riflessione può portare

Sin dai primi capitoli del Genesi, osservando la coppia primigenia, come dono "molto buono" uscito dalle mani di Dio, si evince che nella struttura stessa della sessualità è inscritta la finalità comunicativa, è fatta per un dono gratuito di sé all'altra persona. Ma passare all'altro non è facile, è fatica ed implica uno sforzo di crescita. L'autoerotismo può portare ad un facile surrogato di questa maturazione facendo sì che la persona non maturi o, pur maturando su determinati settori della propria vita, presenta una sorta di tara affettiva che lo frena sull'aspetto donativo implicito nella sessualità.

La facile gratificazione che si può ottenere da soli fa sì che si possa evitare il passaggio ad una sessualità matura e che ci si fissi in una specie di autismo solipsistico genitale. Questo è comprovato dal fatto che anche molti uomini sposati continuano a masturbarsi: non riescono a confrontarsi con la realtà e fuggono nella fantasia. E, talvolta, non hanno educato una determinata fantasia erotica andando alle fonti del problema con una onesta Direzione Spirituale e si costruiscono vere e proprie vite parallele. Non tradiscono la moglie ma la tradiscono non vivendo castamente la propria sessualità. E parimenti, in forme simili e manipolatorie, talvolta disoneste, vengono vissute anche in ambito femminile.

Quella di vivere nella fantasia è una patologia molto grave e frequente, ci si abitua a vivere in un mondo proprio di morbosità ed immaginazione di fronte al quale le persone concrete impallidiscono e deludono, ci si crea un'attesa irrealizzabile che viene costantemente delusa dalla realtà fornendo un ulteriore motivo per rifugiarsi nel sogno.

È un fissarsi ad una fase infantile della sessualità.
Infatti è proprio della fase infantile di vedere il mondo e gli altri solo in funzione del piacere che mi possono dare, senza alcuna considerazione della loro reale esistenza e delle loro esigenze, del loro autonomo sussistere.

Così nella masturbazione l'altro/a è solo un pretesto, ne prendo alcuni aspetti e poi li altero e modifico a mio piacimento nella mia fantasia creando una persona assolutamente immaginaria che ha il solo scopo di soddisfarmi. Ogni riscontro con la realtà ha poi il potere di distruggere questa immagine: la persona reale, infatti, non è lì solo per gratificarmi sessualmente. Questo impatto fa sì che io mi rifugi maggiormente nell'immaginazione, deluso dalla realtà e questo crea un circolo vizioso. La realtà delude sempre confrontata con l'immaginazione. Se infatti si analizzano le fantasie masturbatorie, qui compaiono sempre persone che sono caricature di persone vere, come quelle dei film porno.

Nella realtà non esistono uomini e donne che si comportano così.

Le frustrazioni che ne conseguono contribuiscono poi ad un aumento di tensione che rafforza la tendenza alla masturbazione.

Ci si vendica sulla realtà, che sembra rifiutarci, rituffandoci nella immaginazione e questo impedisce la sana tensione verso un reale superamento. È come far scaricare il vapore che servirebbe a far funzionare la macchina perché non si sopporta la tensione ma questo porta a non progredire mai: la tensione è sana e non deve essere scaricata, ma usata per la crescita. Per amare meglio e di più. Alla statura di Cristo casto, reso e consegnato.


Per questo la masturbazione può portare anche una specie di "smidollamento" della persona, una generale pesantezza ed apatia, una abulia diffusa che la persona dall'interno non nota se non come un generico malessere, una insoddisfazione, ma che dall'esterno viene ben notata: le pile sono scariche, e si sono scaricate a vuoto.

Proprio a causa di questi problemi basilari non ci sarà alcuna situazione esterna che potrà risolvere il problema, se mi sposo con questa sessualità malata o tutt'al più ferita la porterò appresso anche nel matrimonio ed esploderà con altri sintomi.

Non ha quindi senso vedere il matrimonio come una soluzione per la masturbazione perché non lo è: la masturbazione come gesto costante (soprattutto in età adulta) indica una fondamentale immaturità e una non integrazione della dimensione sessuale nella totalità delle componenti della persona che non mancherà di portare i suoi effetti negativi anche nel matrimonio.

Qui è utile una particolare lettura della storia di Sansone.
Sansone ha molti doni ma non riesce ad integrare le passioni e questo ne fa un fantoccio e alla fine lo rovina, è ridotto a girare la mola del grano come un asino, reso cieco, e tutte le sue energie sono assorbite ed asservite alla soddisfazione delle sue passioni che ne hanno fatto uno schiavo. Sansone non ha integrato, non ha fatto fiorire la Sua immensa energia ed è stato spersonalizzato.
Solo un atto di Fede lo porterà di nuovo a vincere questo legame e a ri-centrare la Sua chiamata al dono.


La masturbazione, dunque, è fondamentalmente un "no" alla realtà per rifugiarsi nell'illusione.

È chiaro che questo può succedere in vari gradi e non è una malattia, e, almeno fino ad una certa età, non è un dramma ma è sempre gesto moralmente sbagliato ed è un ostacolo alla gioia ed alla crescita della persona.

Non bisogna drammatizzare se succede, non bisogna avere sensi di colpa, ma piuttosto la "vergogna nello Spirito Santo", Dio non ti giudica, ti vuole aiutare. Il vero dramma è quando la persona non vuole ammettere che questo sia male, e si vuole giustificare, come già abbiamo accennato. Qui ti tagli da solo le vie di uscita, sei un veleno per te e per chi ti sta vicino.

Certo, per chi è prigioniero del vizio, non sempre un taglio netto è possibile e non si può immaginare di poter smettere dall'oggi al domani, sarebbe una presunzione, ma già i progressi nel distanziare le volte di "questa fuga dal reale" e di gestire la realtà evasiva del sogno e della fantasia, in maniera diversa e salutare, con la preghiera, con gesti di carità autentica e donativa, con la lode consapevole della propria debolezza, rimane un passo prezioso verso la libertà di sé a cui Cristo ci chiama nel Suo Amore.

Diventare Persona

Vediamo in breve alcune letture dal Magistero:

Persona Humana cap. 9:
"Masturbazione
Spesso, oggi, si mette in dubbio o si nega espressamente la dottrina tradizionale cattolica, secondo la quale la masturbazione costituisce un grave disordine morale. La psicologia e la sociologia, si dice, dimostrano che, soprattutto tra gli adolescenti, essa è un fenomeno normale dell'evoluzione della sessualità. Non ci sarebbe colpa reale e grave, se non nella misura in cui il soggetto cedesse deliberatamente ad un'auto soddisfazione chiusa in se stessa («ipsazione»), perché in tal caso l'atto sarebbe radicalmente contrario a quella comunione amorosa tra persone di diverso sesso, che secondo certuni sarebbe quel che principalmente si cerca nell'uso della facoltà sessuale.

Questa opinione è contraria alla dottrina e alla pratica pastorale della chiesa cattolica. Quale che sia il valore di certi argomenti d'ordine biologico o filosofico, di cui talvolta si sono serviti i teologi, di fatto sia il magistero della chiesa - nella linea di una tradizione costante -, sia il senso morale dei fedeli hanno affermato senza esitazione che la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato. La ragione principale è che, qualunque ne sia il motivo, l'uso deliberato della facoltà sessuale, al di fuori dei rapporti coniugali normali, contraddice essenzialmente la sua finalità. A tale uso manca, infatti, la relazione sessuale richiesta dall'ordine morale, quella che realizza, «in un contesto di vero amore, l'integro senso della mutua donazione e della procreazione umana». Soltanto a questa relazione regolare dev'essere riservato ogni esercizio deliberato sulla sessualità. Anche se non si può stabilire con certezza che la Scrittura riprova questo peccato con una distinta denominazione, la tradizione della chiesa ha giustamente inteso che esso veniva condannato nel nuovo testamento, quando questo parla di «impurità», di «impudicizia», o di altri vizi, contrari alla castità e alla continenza.

Le inchieste sociologiche possono indicare la frequenza questo disordine secondo i luoghi, la popolazione o le circostanze prese in considerazione; si rilevano così dei fatti. Ma i fatti non costituiscono un criterio che permette di giudicare del valore morale degli atti umani. La frequenza del fenomeno in questione è, certo, da mettere in rapporto con l'innata debolezza dell'uomo in conseguenza del peccato originale, ma anche con la perdita del senso di Dio, la depravazione dei costumi, generata dalla commercializzazione del vizio, la sfrenata licenza di tanti spettacoli e di pubblicazioni, come anche con l'oblio del pudore, custode della castità.

La psicologia moderna offre, in materia di masturbazione, parecchi dati validi e utili, per formulare un giudizio più equo sulla responsabilità morale e per orientare l'azione pastorale. Essa aiuta a vedere come l'immaturità dell'adolescenza, che può talvolta prolungarsi oltre questa età, lo squilibrio psichico, o l'abitudine contratta possano influire sul comportamento, attenuando il carattere deliberato dell'atto, e far sì che, soggettivamente, non ci sia sempre colpa grave. Tuttavia, in generale, l'assenza di grave responsabilità non deve essere presunta; ciò significherebbe misconoscere la capacità morale delle persone.

Nel ministero pastorale, per formarsi un giudizio adeguato nei casi concreti, sarà preso in considerazione, nella sua totalità, il comportamento abituale delle persone, non soltanto per ciò che riguarda la pratica della carità e della giustizia, ma anche circa la preoccupazione di osservare il precetto particolare della castità. Si vedrà, specialmente, se si fa ricorso ai mezzi necessari, naturali e soprannaturali, che l'ascesi cristiana, nella sua esperienza di sempre, raccomanda per dominare le passioni e far progredire la virtù."



ORIENTAMENTI EDUCATIVI SULL'AMORE UMANO
- qui l'intero documento

Dal numero 94

ALCUNI PROBLEMI PARTICOLARI

L'educatore potrà trovarsi, nello svolgere la sua missione, davanti ad alcuni problemi particolari sui quali si ritiene opportuno soffermare l'attenzione.

94. L'educazione sessuale deve condurre i giovani a prendere coscienza delle diverse espressioni e dei dinamismi della sessualità, dei valori umani che devono essere rispettati. Il vero amore è capacità di aprirsi al prossimo in un aiuto generoso, è dedizione all'altro per il suo bene; sa rispettare la personalità e la libertà dell'altro; non è egoista, non ricerca se stesso nell'altro,(53) è oblativo, non possessivo. L'istinto sessuale, invece, se abbandonato a se stesso, si riduce a genitalità e tende a impadronirsi dell altro, cercando immediatamente una soddisfazione personale.

95. I rapporti intimi devono svolgersi soltanto nel quadro del matrimonio perché solo allora si verifica la connessione inscindibile, voluta da Dio, tra il significato unitivo e il significato procreativo di tali rapporti, ordinati a mantenere, confermare ed esprimere una definitiva comunione di vita - « una sola carne »(54) - mediante la realizzazione di un amore « umano », « totale », « fedele », « fecondo »,(55) cioè l'amore coniugale. Perciò le relazioni sessuali fuori del contesto matrimoniale costituiscono un disordine grave, perché sono espressione riservata ad una realtà che ancora non esiste; (56) sono un linguaggio che non trova riscontro obiettivo nella vita delle due persone, non ancora costituite in comunità definitiva con il necessario riconoscimento e garanzia della società civile e, per i coniugi cattolici, anche religiosa. 

96. Si vanno sempre più diffondendo tra gli adolescenti e i giovani certe manifestazioni di tipo sessuale che, di per sé dispongono al rapporto completo senza però giungere alla sua realizzazione. Queste manifestazioni della genitalità sono un disordine morale, perché avvengono al di fuori di un contesto matrimoniale.

97. L'educazione sessuale aiuterà gli adolescenti a scoprire i valori profondi dell'amore e a capire il danno che tali manifestazíoni recano alla loro maturazione affettiva, in quanto conducono ad un incontro non personale, ma istintivo, spesso indebolito da riserve e calcoli egoistici, dunque sprovvisto del carattere di una vera relazione personale e tanto meno definitiva. Un'autentica educazione condurrà i giovani verso la maturità e la padronanza di sé, frutti di una scelta cosciente e di uno sforzo personale.

98. È scopo di un'autentica educazione sessuale favorire un progresso continuo nella padronanza degli impulsi, per aprirsi a suo tempo a un amore vero e oblativo. Un problema particolarmente complesso e delicato, che può presentarsi, è quello della masturbazione e delle sue ripercussioni sulla crescita integrale della persona. La masturbazione, secondo la dottrina cattolica, « costituisce un grave disordine morale »,(57) principalmente perché fa uso della facoltà sessuale in un modo che contraddice essenzialmente la sua finalità, non essendo a servizio dell'amore e della vita secondo il disegno di Dio.(58)

99. Un educatore e consigliere perspicace deve sforzarsi di individuare le cause della deviazione, per aiutare l'adolescente a superare l'immaturità sottesa a questa abitudine. Dal punto di vista educativo, occorre tener presente che la masturbazione e altre forme di autoerotismo sono sintomi di problemi assai più profondi, i quali provocano una tensione sessuale che il soggetto cerca di superare ricorrendo a tale comportamento. Questo fatto richiede che l'azione pedagogica sia orientata più sulle cause che sulla repressione diretta del fenomeno.(59)

Pur tenendo conto della gravità oggettiva della masturbazione si abbia la cautela necessaria nella valutazione della responsabilità soggettiva.(60) 

100. Per aiutare l'adolescente a sentirsi accolto in una comunione di carità e strappato dal chiuso del proprio io, l'educatore « dovrà sdrammatizzare il fatto masturbatorio e non diminuire la sua stima e benevolenza verso il soggetto »;(61) dovrà aiutarlo a integrarsi socialmente, ad aprirsi e interessarsi agli altri, per potersi liberare da questa forma di autoerotismo, avviandosi verso l'amore oblativo, proprio di un'affettività matura; nello stesso tempo, lo incoraggerà a fare ricorso ai mezzi raccomandati dall'ascesi cristiana, come la preghiera e i sacramenti, e ad impegnarsi nelle opere di giustizia e di carità.  




Catechismo della Chiesa Cattolica (vedi qui)

Dal numero 2338

 "2338 La persona casta conserva l'integrità delle forze di vita e di amore che sono in lei. Tale integrità assicura l'unità della persona e si oppone a ogni comportamento che la ferirebbe. Non tollera né doppiezza di vita, né doppiezza di linguaggio. 223

2339 La castità richiede l'acquisizione del dominio di sé, che è pedagogia per la libertà umana. L'alternativa è evidente: o l'uomo comanda alle sue passioni e consegue la pace, oppure si lascia asservire da esse e diventa infelice. 224 « La dignità dell'uomo richiede che egli agisca secondo scelte consapevoli e libere, mosso cioè e indotto da convinzioni personali, e non per un cieco impulso o per mera coazione esterna. Ma l'uomo ottiene tale dignità quando, liberandosi da ogni schiavitù delle passioni, tende al suo fine con scelta libera del bene, e si procura da sé e con la sua diligente iniziativa i mezzi convenienti ». 225

2340 Colui che vuole restare fedele alle promesse del suo Battesimo e resistere alle tentazioni, avrà cura di valersi dei mezzi corrispondenti: la conoscenza di sé, la pratica di un'ascesi adatta alle situazioni in cui viene a trovarsi, l'obbedienza ai divini comandamenti, l'esercizio delle virtù morali e la fedeltà alla preghiera. « La continenza in verità ci raccoglie e ci riconduce a quell'unità, che abbiamo perduto disperdendoci nel molteplice ». 226

2341 La virtù della castità è strettamente dipendente dalla virtù cardinale della temperanza, che mira a far condurre dalla ragione le passioni e gli appetiti della sensibilità umana.

2342 Il dominio di sé è un'opera di lungo respiro. Non lo si potrà mai ritenere acquisito una volta per tutte. Suppone un impegno da ricominciare ad ogni età della vita. 227 Lo sforzo richiesto può essere maggiore in certi periodi, quelli, per esempio, in cui si forma la personalità, l'infanzia e l'adolescenza.

2343 La castità conosce leggi di crescita, la quale passa attraverso tappe segnate dall'imperfezione e assai spesso dal peccato. L'uomo virtuoso e casto « si costruisce giorno per giorno, con le sue numerose libere scelte: per questo egli conosce, ama e compie il bene morale secondo tappe di crescita ». 228

2344 La castità rappresenta un impegno eminentemente personale; implica anche uno sforzo culturale, poiché « il perfezionamento della persona umana e lo sviluppo della stessa società [sono] tra loro interdipendenti ». 229 La castità suppone il rispetto dei diritti della persona, in particolare quello di ricevere un'informazione ed un'educazione che rispettino le dimensioni morali e spirituali della vita umana.

2345 La castità è una virtù morale. Essa è anche un dono di Dio, una grazia, un frutto dello Spirito. 230 Lo Spirito Santo dona di imitare la purezza di Cristo 231 a colui che è stato rigenerato dall'acqua del Battesimo.

L'integralità del dono di sé

2346 La carità è la forma di tutte le virtù. Sotto il suo influsso, la castità appare come una scuola del dono della persona. La padronanza di sé è ordinata al dono di sé. La castità rende colui che la pratica un testimone, presso il prossimo, della fedeltà e della tenerezza di Dio.

2347 La virtù della castità si dispiega nell'amicizia. Indica al discepolo come seguire ed imitare colui che ci ha scelti come suoi amici, 232 si è totalmente donato a noi e ci ha reso partecipi della sua condizione divina. La castità è promessa di immortalità.

La castità si esprime particolarmente nell'amicizia per il prossimo. Coltivata tra persone del medesimo sesso o di sesso diverso, l'amicizia costituisce un gran bene per tutti. Conduce alla comunione spirituale.

Le diverse forme della castità

2348 Ogni battezzato è chiamato alla castità. Il cristiano si è rivestito di Cristo, 233 modello di ogni castità. Tutti i credenti in Cristo sono chiamati a condurre una vita casta secondo il loro particolare stato di vita. Al momento del Battesimo il cristiano si è impegnato a vivere la sua affettività nella castità.

2349 « La castità deve distinguere le persone nei loro differenti stati di vita: le une nella verginità o nel celibato consacrato, un modo eminente di dedicarsi più facilmente a Dio solo, con cuore indiviso; le altre, nella maniera quale è determinata per tutti dalla legge morale e secondo che siano sposate o celibi ». 234 Le persone sposate sono chiamate a vivere la castità coniugale; le altre praticano la castità nella continenza:

« Ci sono tre forme della virtù di castità: quella degli sposi, quella della vedovanza, infine quella della verginità. Non lodiamo l'una escludendo le altre. [...] Sotto questo aspetto, la disciplina della Chiesa è ricca ». 235

2350 I fidanzati sono chiamati a vivere la castità nella continenza. Messi così alla prova, scopriranno il reciproco rispetto, si alleneranno alla fedeltà e alla speranza di riceversi l'un l'altro da Dio. Riserveranno al tempo del matrimonio le manifestazioni di tenerezza proprie dell'amore coniugale. Si aiuteranno vicendevolmente a crescere nella castità.

Le offese alla castità

2351 La lussuria è un desiderio disordinato o una fruizione sregolata del piacere venereo. Il piacere sessuale è moralmente disordinato quando è ricercato per se stesso, al di fuori delle finalità di procreazione e di unione.

2352 Per masturbazione si deve intendere l'eccitazione volontaria degli organi genitali, al fine di trarne un piacere venereo. « Sia il Magistero della Chiesa – nella linea di una tradizione costante – sia il senso morale dei fedeli hanno affermato senza esitazione che la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato ». « Qualunque ne sia il motivo, l'uso deliberato della facoltà sessuale al di fuori dei rapporti coniugali normali contraddice essenzialmente la sua finalità ». Il godimento sessuale vi è ricercato al di fuori della « relazione sessuale richiesta dall'ordine morale, quella che realizza, in un contesto di vero amore, l'integro senso della mutua donazione e della procreazione umana ». 236

Al fine di formulare un equo giudizio sulla responsabilità morale dei soggetti e per orientare l'azione pastorale, si terrà conto dell'immaturità affettiva, della forza delle abitudini contratte, dello stato d'angoscia o degli altri fattori psichici o sociali che possono attenuare, se non addirittura ridurre al minimo, la colpevolezza morale.

2353 La fornicazione è l'unione carnale tra un uomo e una donna liberi, al di fuori del matrimonio. Essa è gravemente contraria alla dignità delle persone e della sessualità umana naturalmente ordinata sia al bene degli sposi, sia alla generazione e all'educazione dei figli. Inoltre è un grave scandalo quando vi sia corruzione dei giovani.

2354 La pornografia consiste nel sottrarre all'intimità dei partner gli atti sessuali, reali o simulati, per esibirli deliberatamente a terze persone. Offende la castità perché snatura l'atto coniugale, dono intimo e reciproco degli sposi. Lede gravemente la dignità di coloro che vi si prestano (attori, commercianti, pubblico), poiché l'uno diventa per l'altro oggetto di un piacere rudimentale e di un illecito guadagno. Immerge gli uni e gli altri nell'illusione di un mondo irreale. È una colpa grave. Le autorità civili devono impedire la produzione e la diffusione di materiali pornografici.

2355 La prostituzione offende la dignità della persona che si prostituisce, ridotta al piacere venereo che procura. Colui che paga pecca gravemente contro se stesso: viola la castità, alla quale lo impegna il Battesimo e macchia il suo corpo, tempio dello Spirito Santo. 237 La prostituzione costituisce una piaga sociale. Normalmente colpisce donne, ma anche uomini, bambini o adolescenti (in questi due ultimi casi il peccato è, al tempo stesso, anche uno scandalo). Il darsi alla prostituzione è sempre gravemente peccaminoso, tuttavia l'imputabilità della colpa può essere attenuata dalla miseria, dal ricatto e dalla pressione sociale.

2356 Lo stupro indica l'entrata con forza, mediante violenza, nell'intimità sessuale di una persona. Esso viola la giustizia e la carità. Lo stupro lede profondamente il diritto di ciascuno al rispetto, alla libertà, all'integrità fisica e morale. Arreca un grave danno, che può segnare la vittima per tutta la vita. È sempre un atto intrinsecamente cattivo. Ancora più grave è lo stupro commesso da parte di parenti stretti (incesto) o di educatori ai danni degli allievi che sono loro affidati."


Aggiornamento:

Sessualità umana verita è significato - qui l'intero documento
Pontificio Consiglio per la Famiglia, 1995
dal numero 102

102. I genitori devono sempre adoperarsi per dare l’esempio e la testimonianza, con la propria vita, della fedeltà a Dio e della fedeltà dell’uno all’altro nell’alleanza coniugale. Ma il loro esempio è particolarmente decisivo nell’adolescenza periodo in cui i giovani cercano modelli vissuti e attraenti di condotta. Siccome in questo tempo i problemi sessuali si fanno spesso più evidenti, i genitori devono anche aiutarli ad amare la bellezza e la forza della castità con consigli prudenti, mettendo in luce il valore inestimabile che per viverla possiedono la preghiera e la ricezione frequente e fruttuosa dei sacramenti, in particolare la confessione personale. Devono, inoltre, essere in grado di dare ai loro figli, secondo le necessità, una spiegazione positiva e serena dei punti fermi della morale cristiana come, per esempio, l’indissolubilità del matrimonio e i rapporti tra amore e procreazione, nonché l’immoralità dei rapporti prematrimoniali, dell’aborto, della contraccezione e della masturbazione. Circa queste ultime realtà immorali, che contraddicono il significato della donazione coniugale, giova ricordare ancora che: « Le due dimensioni dell’unione coniugale, quella unitiva e quella procreativa, non possono essere separate artificialmente senza intaccare la verità intima dell’atto coniugale stesso ». Al riguardo sarà per i genitori un aiuto prezioso la conoscenza approfondita e meditata dei documenti della Chiesa che trattano questi problemi.

103. In particolare, la masturbazione costituisce un disordine grave, illecito in se stesso che non può essere moralmente giustificato, anche se « l’immaturità dell’adolescenza, che può talvolta prolungarsi oltre questa età, lo squilibrio psichico, o l’abitudine contratta possono influire sul comportamento, attenuando il carattere deliberato dell’atto, e far sí che, soggettivamente, non ci sia sempre colpa grave ». Gli adolescenti vanno quindi aiutati a superare tali manifestazioni di disordine che sono espressione spesso dei conflitti interni e dell’età e non raramente di una visione egoistica della sessualità.

Sul tema importante dell'alterità, spezzato dall'atto solipsistico dell'auto-erotismo, possiamo trovare parole chiare di Enzo Bianchi su La Stampa il 19 gennaio 2011:

"Una gestione sana del piacere sessuale comporta che la presa di coscienza di un corpo sessuato si accompagni alla volontà di incontrare l’altro nella differenza e nel rispetto dell’alterità: si tratta di integrare la sessualità nella persona, attraverso l’unità interiore della persona nel suo essere corpo e spirito. Certo, richiede una padronanza di sé, ma questa è pedagogia alla vera libertà umana: o l’essere umano domina le proprie passioni oppure si lascia da esse alienare e ne diventa schiavo. Il lussurioso riceve come salario del proprio vizio una tristezza e una solitudine più pesanti, alle quali pensa di riparare entrando nella spirale lussuriosa per nuove esperienze, nuovi incontri, nuovi piaceri: sì, una spirale «dia-bolica» che separa sempre di più piacere da relazione e fecondità. Per questo la disciplina interiore, anche nello spazio della sessualità, è sempre opera di libertà e, quindi, di ordine e di bellezza: è uno sforzo di umanizzazione capace di trasformare anche l’esercizio della sessualità in un’opera d’arte, in un capolavoro che corona una storia d’amore."

Qui l'intero intervento di E. Bianchi