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Bible by Jessica Mangano on Unsplash«Se un bene non si conosce, né si vuole né si ama». Quanto si afferma nel Diario di Luisa Piccarreta (vol. 23, 30 ottobre 1926) segna il punto di partenza del mio approfondimento sul tema della santità, in consonanza con quanto diceva san Tommaso: «poiché non si può amare nulla se non lo si conosce, l’amore di carità esige in primo luogo la conoscenza di Dio» (In I Cor., c. 13, l. 4). Sono persuasa, infatti, che una delle cause dell’allontanamento da Dio, così pervasivo oggi, stia nel fatto che Dio non è conosciuto. Sappiamo bene che, insieme alla fede, la ragione si è profondamente dis-orientata a partire dal progressivo smarrimento della metafisica, con il nominalismo, l’influsso del protestantesimo, l’illuminismo, fino ad accentrare sempre più l’attenzione verso il soggetto umano. Dio è visto sempre più lontano ed insignificante, laddove il pensiero umano ha smarrito il riferimento alle essenze, ha rinunciato alla sfida della conoscenza della verità, dell’essere, a vantaggio dei suoi propri interessi. Esso si è “scoperto”, in tal modo, produttore della realtà, a suo piacimento: creatore al posto di Dio.

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