IL SINEDRIO di STRASBURGO CONDANNA il CROCIFISSO
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Solo i pochi del "Manifesto" e de "l'Unità", i residui "comunisti" della Sinistra fuori del Parlamento, i Radicali e alcuni "primi della classe" sciolti qua e là in vari partiti, ne hanno detto bene, la maggior parte dei politici italiani, invece, ha criticato o respinto la sentenza di Strasburgo che ordina di rimuovere il Crocifisso dalle nostre scuole. Così - quasi a sorpresa - è accaduto che parecchi di loro, sino a ieri schierati su sponde laiciste e spesso apertamente contrari alla Religione, siano stati costretti a cedere di fronte alla pressione della stragrande maggioranza del popolo italiano: lungo, infatti, sarebbe l'elenco delle proposizioni avverse all'esposizione del Crocifisso nei luoghi pubblici o al presepe o all'ora di religione...che questi "signori" hanno pronunciato in tantissime occasioni fino a ieri (io ne conservo, pro memoria, un corposo florilegio che consulto e ripasso); "signori" che hanno trovato sempre una guida autorevole in giornaloni come "la Repubblica", foglio, questo, portabandiera di anticattolicesimo. Ora, travolti dalla stessa sentenza che forse non immaginavano così stupida e assurda e temendo di perdere il contatto col "basso popolo" ad essa naturalmente contrario, sono costretti a prenderne le distanze e abbozzare veloci giudizi di condanna: Fini, ad esempio, a tal proposito parla di "laicismo deteriore" e il buon Bersani si spinge a dire che "il crocifisso non dà fastidio a nessuno".