Mt 5,13-16 - Voi siete la luce del mondo.+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Parola del Signore
Commento
"La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza,
ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza" (1Cor. 2,4)
Qual è la manifestazione dello Spirito e della Sua potenza?
Di quale luce parla il Signore Gesù?
La manifestazione dello Spirito e della Sua potenza è la vita stessa di Cristo che traspare dalla testimonianza del discepolo. Questa è la luce che illumina.
Il discepolo, il cristiano, cioè noi, non abbiamo né potenza propria, né luce propria ma, come la Luna, possiamo riflettere la Luce del Sole.
Nessuno può "cosificare" Dio, usarlo, manometterlo e dire di "possederlo". Piuttosto si è da Lui posseduti perché liberamente amati.
Ecco che la prima esigenza morale del cristiano non è quella di compiere le opere buone ma di vivere la prima ed unica opera buona: stare con Cristo e coltivare assiduamente questa intimità.
Questa è la prima opera morale. Da questa discende ogni scelta, ogni giudizio e ogni azione.
A sua volta ogni scelta ed ogni azione non deve offuscare questa comunione intima, non deve appunto "contristare" lo Spirito.
Basta pochissimo anche il pensiero del peccato, un'intenzione disordinata, un moto di umanità ferita.
Qui si situa la nostra responsabilità verso Dio, verso noi stessi e verso i fratelli.
Ogni "contristamento" dello Spirito ha una valenza ecclesiale, sociale e pubblica.
Per tale motivo il ruminare costante della Parola, il ricorso frequente al sacramento della confessione, il ricevere adeguatamente l'Eucarestia, il vivere intensamente la vita ecclesiale è medicina, farmaco e guarigione.
Dio tuttavia è più grande delle nostre povertà e noi siamo in cammino di conversione e di penitenza. Egli in maniera nascosta e potente fa comunque fiorire il deserto e crescere il suo regno nonostante noi e le nostre mille cadute e le nostre mille povertà e contraddizioni. Perché Dio è più grande del nostro cuore e delle nostre povertà.
L'umiltà in definitiva è la presa di coscienza della realtà: siamo un nulla amato da Lui, salvato da Lui, creato da Lui, chiamato a diffondere la Sua luce e la sua gloria.
Più ti "moralizzi" nella Sua luce e più ti possiederai senza appropriazione per essere un dono continuo di Lui e di te stesso.
Più che le parole, pur necessarie, più che l'apologetica, anche questa a volte opportuna come opera di misericordia, può la testimonianza inerme della potenza di Dio nella tua vita. La vita nuova nello Spirito Santo, appunto. Principio e compimento di ogni cammino autenticamente morale e cristiano.
La tua vita diventa compiuta, un "successo", quando grida, in maniera esplicita ed implicita: "solo a Lui la gloria, solo a Lui!",
ed io danzerò per Lui,
ed "io vivrò per Lui" (Sl. 22,30)
Amen.
Paul Freeman