Papa Francesco e le strutture di peccato
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A cura di P. Pietro MessaLa visita di papa Francesco a Lampedusa di lunedì 8 luglio 2013 ha avuto una grande risonanza mass mediatica, come molti dei suoi gesti e espressioni. Legittima sorge la domanda circa quanto di tale entusiasmo lasci spazio a una riflessione più ponderata e interiorizzazione come richiesto dal Pontefice stesso. In questo c’è da considerare anche che spesso egli usa espressioni e citazioni ma senza indicarne la fonte, come dei testi senza note di rimando. Di conseguenza importante è cogliere il retroterra dottrinale dei suoi discorsi. Così durante la celebrazione eucaristica a Lampedusa nell’omelia ha parlato di «catena di sbagli che è catena di morte», di una perdita del «senso della responsabilità fraterna», di una «globalizzazione dell'indifferenza», di «coloro che con le loro decisioni a livello mondiale hanno creato situazioni che conducono a questi drammi». Leggendo tali espressioni si colgono reminiscenze della Istruzione sulla libertà cristiana e la liberazione Libertatis conscientia della Congregazione per la Dottrina della Fede, del 22 marzo 1986 che porta la firma dell’allora Prefetto, cardinal Joseph Ratzinger, dove si illustra la realtà delle “strutture di peccato”: