Uomo di compassione, «ponte» tra Dio e il mondo
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Il testo integrale della «lectio divina» sul sacerdozio svolta da Benedetto XVI durante l'incontro di inizio Quaresima con il clero di Roma Alla missione del sacerdote, uomo di compassione e "ponte" tra Dio e il mondo, il Papa ha dedicato la lectio divina svolta giovedì mattina, 18 febbraio, nell'Aula della Benedizione, durante il tradizionale incontro di inizio Quaresima con il clero della diocesi di Roma. Diversi gli spunti di riflessione suggeriti da Benedetto XVI, che partendo dalla Lettera agli Ebrei ha richiamato la verità profonda del sacerdozio come sacramento - nessuno si fa sacerdote da se stesso, ha ricordato - e ha indicato al prete la sua duplice missione di appartenere a Dio ed essere realmente uomo. Immerso nella passione del mondo per trasformarlo e portarlo a Dio, il presbitero è chiamato a essere testimone di bontà, giustizia, prudenza, saggezza. Perciò il suo ministero non può limitarsi all'atto cultuale della messa ma va realizzato e concretizzato esistenzialmente, anche nell'accettazione delle sofferenze della vita pastorale. In questo senso il Pontefice ha evidenziato che l'obbedienza sacerdotale è conformità alla volontà di Dio ma non alienazione. Cristo stesso al Getsemani - ha spiegato - è stato esaudito nella sua preghiera e redento nella sua angoscia attraverso la risurrezione. Così Gesù diventa la novità assoluta di Dio presente in tutta la storia, anche in quella del paganesimo, perché in Lui trova realizzazione ogni vera ricerca umana. Compito del sacerdote, dunque, è aprire il cielo perché l'uomo diventi uno con Dio, soprattutto attraverso l'Eucaristia, che è "la pace di Dio con l'uomo".