Francesco d'Assisi modello d'amore eucaristico
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Francesco d'Assisi - racconta il suo primo biografo, Tommaso da Celano - "ardeva di amore in tutte le fibre del suo essere verso il sacramento del Corpo del Signore". E "riteneva grave segno di disprezzo non ascoltare almeno una messa al giorno, se il tempo lo permetteva. Si comunicava spesso e con tanta devozione da rendere devoti anche gli altri". Un giorno, poi, volle mandare i frati per il mondo "con pissidi preziose, perché riponessero in luogo il più degno possibile il prezzo della redenzione, ovunque lo vedessero conservato con poco decoro". E voleva anche che si dimostrasse grande rispetto alle mani del sacerdote, perché a esse è stato conferito il divino potere di consacrare questo sacramento. "Se mi capitasse - diceva spesso - d'incontrare insieme un santo che viene dal cielo e un sacerdote poverello, saluterei prima il prete e correrei a baciargli le mani. Direi infatti: "Ohi! Aspetta, san Lorenzo, perché le mani di costui toccano il Verbo di vita e possiedono un potere sovrumano!"".